(Sesto Potere) – Bologna – 7 gennaio 2023 – In Emilia-Romagna, il sistema aeroportuale ha mostrato un ottimo andamento in termini di voli (+71,4 per cento) e passeggeri (+135,5 per cento). Meno intenso ma, comunque, fortemente positivo l’aumento della movimentazione delle merci (+12,3 per cento). Il confronto coi periodi ante-CoVid mette in luce che il gap da colmare è ancora parti all’8,3 per cento per quel che riguarda i passeggeri mentre il trasporto merci risulta superiore di quasi il 12 per cento agli omologhi valori del 2019.

Sul complesso del traffico aereo regionale dell’Emilia-Romagna svolge i suoi effetti l’apertura dell’Aeroporto di Forlì che fino al 2021 non era pienamente operativo (questo rende impossibili i confronti con gli anni antecedenti al 2021 per questo aeroporto e fa sì che il confronto del totale regionale con gli stessi anni sia un confronto potenzialmente spurio).

Come risultato del comporsi di questi andamenti, i passeggeri partiti o arrivati negli aeroporti dell’ Emilia-Romagna durante i primi mesi 10 mesi del 2022 sono ammontanti ad oltre 7,7 milioni.

Aeroporto di Bologna

Anche negli scali dell’Emilia-Romagna la dinamica dei passeggeri (+135,5 per cento) è superiore a quella dei velivoli (+71,4), ne risulta che anche a livello regionale gli aerei stanno viaggiando, mediamente, con un maggior tasso di occupazione dei posti disponibili (e/o con un aumento della capacità media dei velivoli utilizzati). Questa tendenza, che nel corso dell’ultimo anno può essere messa in relazione alla ritrovata (anche se parziale, per la parte iniziale dell’anno) libertà di viaggio che ha portato a saturare maggiormente la capacità di carico degli aerei ed al riutilizzo di velivoli più grandi (durante i lockdown le compagnie aeree avevano messo in esercizio veicoli più piccoli a seguito del crollo verticale della domanda di viaggio) era, in realtà già in corso nel periodo pre-CoVid-19.

Più nel dettaglio.

Per quanto riguarda il trasposto dei passeggeri dell’Aeroporto di Bologna va segnalato il notevole aumento dei valori rispetto a quanto registrato nel corso dei primi 10 mesi del 2021 (+136,7 per cento). Nonostante questo consistente aumento, il massimo toccato nel 2019 – che aveva portato i passeggeri della prima parte dell’anno a sfiorare quota 8,0 milioni – non è ancora stato raggiunto (-8,3 per cento).
La forte ripresa del 2022 ha interessato sia i viaggiatori internazionali (+186,2 per cento), sia quelli internazionali (+60,6 per cento) per quanto, anche nel caso dello scalo bolognese, l’anno che volge al termine sia stato caratterizzato dall’intensità della ripresa dei collegamenti internazionali, dopo un 2021 che aveva visto aumentare soprattutto i passeggeri nazionali. L’andamento ricalca, quindi, quello nazionale ed
ha – sostanzialmente – le stesse motivazioni.

Lo scalo Luigi Ridolfi di Forlì ha fatto registrare per i primi 10 mesi del 2022 oltre 73.700 passeggeri (+181,4 per cento sul 2021) e oltre 1.600 voli effettuati. Al momento, come l’anno passato, non risultano transiti di merci. Anche nel caso di questo aeroporto, i passeggeri internazionali sono aumenti molto di più di quelli nazionali che, tuttavia, rimangono la maggior parte dei viaggiatori registrati. All’interno dei
viaggiatori internazionali, si segnala la notevole performance di quelli di pertinenza della UE, cresciuti di oltre 6 volte. Nel caso di questo aeroporto, i confronti col 2019 non sono possibili poiché lo scalo ho ripreso attività in piena solo nel 2021.

Aeroporto di Forlì

L’Aeroporto di Parma, nel periodo gennaio-ottobre 2022, fa registrare un aumento dei passeggeri transitati del 15,4 per cento, dato che segue il totale recupero dei valori pre-CoVid già messo a segno nel 2021, tanto che quest’anno l’aumento rispetto al 2019 ammonta al 46,5 per cento, col totale dei passeggeri che ha superato quota 98.200.
L’analisi della nazionalità dei passeggeri transitati dallo scalo evidenzia una tendenza contrapposta tra viaggiatori italiani e stranieri. I passeggeri nazionali, infatti, registrano con contrazione dell’8,3 per cento rimanendo – tuttavia – quelli di gran lunga più numerosi. I viaggiatori internazionali, invece, risultano in notevole aumento (+106,3 per cento) tanto da compensare più che pienamente la contrazione dei passeggeri nazionali, portando al risultato complessivo messo in evidenza più sopra. Nell’ambito dei passeggeri internazionali, elevatissima è stata la crescita di quelli relativi alla UE (Svizzera inclusa), cresciuti di quasi 9 volte, a dimostrazione della ripresa dei viaggia internazionali a seguito della riduzione dell’intensità della criticità da CoVid-19.

Per quel che riguarda l’Aeroporto di Rimini, l’aumento di quasi il 211 per cento rispetto all’omologo periodo del 2021 (che segue quello del 32,8 per cento dell’anno passato) porta il totale dei passeggeri transitati a quasi 205.000. Nonostante questo, il traffico passeggeri risulta ancora inferiore di oltre il 44 per cento rispetto a quello registrato nel 2019, prima dell’avvento del CoVid. La maggior parte dei passeggeri
dello scalo romagnolo è di tipo internazionale (come nel caso di Bologna ed in contrapposizione alla situazione di Forlì e Parma). Anche nel caso dello scalo riminese, si tratta del tipo di passeggeri che ha riscontrato il maggior aumento nel periodo considerato (+329,9 per cento).
Come nel caso di Parma e Bologna, il numero dei passeggeri è aumentato più velocemente di quello degli aeromobili segnalando un maggior fattore di carico dei velivoli impiegati, le cui spiegazioni possono essere quelle che abbiamo già ipotizzato: dal venir meno del distanziamento a bordo, alla maggior domanda di viaggio, fino all’impiego di veicoli di maggior dimensione. In ulteriore contrazione risulta il
trasporto merci transitato dall’aeroporto in oggetto.

I dati sono contenuti nella sezione “Trasporti” del Rapporto 2022 sull’economia-regionale dell’Emilia-Romagna presentato nei giorni scorsi e redatto da Unioncamere Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Assessorato allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Emilia-Romagna. A cura di Guido Caselli, Matteo Beghelli e Mauro Guaitoli. Editing Mauro Guaitoli. Centro Studi e monitoraggio dell’economia di Unioncamere Emilia-Romagna.