Bonus Inps, i nomi di politici e amministratori coinvolti: c’è anche sindaco M5S di Campobasso

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(Sesto Potere) – Roma – 13 agosto 2020 – Tra i politici e gli amministratori locali beneficiari del bonus Covid da 600 euro c’è anche Roberto Gravina (del Movimento 5 stelle), sindaco di Campobasso, comune di quasi 49mila abitanti, stipendio mensile di 3.460 euro netti (4700 euro lordi), che in un’intervista all’Ansa s’è giustificato: “Io non vivo di politica, faccio l’avvocato, ma quella erogazione l’ho immediatamente devoluta al fondo del Comune attraverso un bonifico”.

Roberto Gravina

Un altro sindaco Federico Broggi, primo cittadino di Solbiate con Cagno, comune di circa 4.000 abitanti, stipendio mensile di 2.170 euro netti, incarico anche di segretario provinciale del Pd di Como, ha ammesso nella sua pagina Facebook di aver percepito il bonus: “Non aspetto che qualcuno trafughi notizie, né che l’INPS renda noti i nomi, ma preferisco dire subito che, pur essendo sindaco di un piccolo comune, ho chiesto il bonus da 600 euro come libero professionista. E non l’ho fatto per rubare qualcosa, ma per un semplice e chiaro motivo: dopo l’ultima fattura del 26 febbraio, a marzo, aprile e maggio ho fatturato zero con la mia partita Iva”. In un secondo post ha aggiunto di aver: “scritto all’Inps chiedendo come restituire i soldi del bonus”.

Anche Rosario Piccioni, consigliere comunale a Lamezia Terme, candidato sindaco, poi sconfitto, sostenuto da due liste civiche di ispirazioni di sinistra alle amministrative del novembre scorso, ha ottenuto il bonus Inps, spiegando nella sua pagina social: “Ho chiesto e ottenuto, così come 142.000 avvocati in Italia, il bonus professionistico legato al Covid-19, semplicemente perché ne avevo diritto e ne avevo bisogno. 600 euro per il mese di marzo e 600 euro per il mese di aprile. E non me ne vergogno: perché di professione faccio l’avvocato e non il politico. Lo sanno tutti che anche la giustizia, così come tanti settori, nei mesi di marzo e aprile è stata completamente paralizzata e noi avvocati non abbiamo lavorato: non abbiamo svolto cause e non abbiamo potuto ricevere clienti”.

Tra i deputati che hanno percepito il bonus spiccano la piacentina Elena Murelli e Andrea Dara, esponenti della Lega, che nel frattempo sono stati sospesi con provvedimento adottato dal capogruppo del carroccio alla Camera Riccardo Molinari.

 Ed altri esponenti della Lega , questa volta in Regione Veneto, che hanno percepito il bonus: il vicepresidente Gianluca Forcolin (che ha comunicato di aver bloccato nel frattempo la richiesta) e i consiglieri Riccardo Barbisan ed Alessandro Montagnoli sono sotto valutazione del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Forcolin , Barbisan e Montagnoli

In Regione Piemonte si segnala il caso di  Diego Sarno , iscritto tra le fila del Pd, che nella sua pagina facebook spiega: “Quando sbaglio sono il primo ad ammetterlo, come anche in questo caso. Un errore però di sottovalutazione e non una volontà da “furbetto” a cui ho cercato di rimediare subito, più avanti capirete il perché. La mia compagna fa questo di lavoro e da sempre gestisce la contabilità riguardante la mia attività professionale. Durante il lockdown, per provare diverse procedure ha usato la sua partita Iva e anche la mia (avendone due tipologie diverse) così da essere pronta per assolvere senza errori e con una maggiore velocità le molte procedure gestite per i clienti dello studio nel quale lavora. Quando è uscito il bonus per gli autonomi, come sempre ha usato la mia partita iva per provare la procedura e nella contemporaneità di quelle degli altri clienti ha concluso anche la mia per errore. Quando me lo ha detto, e qui c’è l’errore di sottovalutazione e poca attenzione, ho lasciato correre dando per scontato che il bonus non mi sarebbe stato concesso vista la mia situazione reddituale. Nelle settimane successive, quando ho visto l’accredito sul mio conto corrente ho cercato una soluzione e non sapendo di poter restituire la somma direttamente ad INPS, ho effettuato un bonifico pari all’importo ricevuto delle due tranche da 600 euro come beneficenza per l’emergenza covid”. 

Hanno percepito il bonus anche i consiglieri regionali del Piemonte: Claudio Leone (eletto nella Lega) che ha spiegato di aver “provveduto allo storno delle cifre all’Inps restituendo i due bonus” e – così hanno riportato alcuni giornali locali – anche Matteo Gagliasso (leghista e leader dei giovani del Carroccio in Piemonte) che come titolare di partita Iva si sarebbe visto chiedere il bonus dal   suo commercialista, salvo poi una volta accortosi di aver percepito il contributo di averlo restituito di sua volontà all’Inps con un bonifico.

Bocci e Salvini

Poi, si segnala il caso di Ubaldo Bocci, già candidato a sindaco di Firenze, contro Dario Nardella, a seguito delle polemiche sul bonus di 600 euro dell’Inps comunica di essersi dimesso dal ruolo di coordinatore del centrodestra in consiglio comunale, pur mantenendo la carica di consigliere comunale, spiegando nella sua pagina Facebook di aver percepito il bonus come: “provocazione per dimostrare quanto il decreto era stato fatto con i piedi. Chiesi il bonus. E’ del tutto ovvio che avrei rigirato quei soldi a chi aveva realmente bisogno. Cosa che puntualmente feci come risulta dai bonifici da me fatti. Qualcuno potrebbe eccepire che quei soldi sarebbero dovuti andare alle partire iva in difficoltà. Ma, sostenni io, il governo avrebbe dovuto mettere dei paletti e non offrirli indiscriminatamente a tutti. Ripeto, lo dissi pubblicamente alla riunione dei capigruppo ed in tempi non sospetti. La mia era una provocazione e non certo un approfittarsi di una legge fatta male”.

Tra gli altri nomi di politici e amministratori che hanno percepito i bonus spiccano anche quelli: del sindaco di Treviglio (in provincia di Bergamo, quasi 30mila abitanti), il leghista Juri Imeri (un’indennità mensile netta di quasi 3.000 euro), dell’ assessore al Turismo della Regione Marche, Moreno Pieroni (esponente della lista Uniti per le Marche che appoggia il governatore Dem Luca Ceriscioli) e del presidente del Consiglio comunale di Novara, Gerardo Murante, esponente di Forza Italia.

AGGIORNAMENTO

Il governatore del Veneto Luca Zaia, dopo attenta valutazione, ha comunicato che non saranno ricandidati i tre consiglieri regionali della Lega del Veneto (il vicepresidente della giunta Forcolin e i consiglieri Barbisan e Montagnoli) che hanno chiesto e ottenuto dall’Inps il bonus destinato alle partite Iva in crisi per il Covid. Proposte anche le dimissioni.

In serata è stato diffuso il nome del deputato del Movimento 5 stelle coinvolto nella vicenda del bonus Inps. Si tratta di Marco Rizzone, e lo indica, in una nota, il capo politico dei grillini, Vito Crimi che scrive:  “In relazione alla vicenda del bonus da 600 euro – scrive Crimi -, destinato a partite Iva, lavoratori autonomi e professionisti, ho deferito il deputato Marco Rizzone al Collegio dei Probiviri chiedendone la sospensione immediata e massima severità nella sanzione”. 

Infine, da segnalare il caso di Stefano Bargi, il consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna , originario di Sassuolo (Modena), tra i percettori del bonus partita Iva che già “è stato sospeso dal partito” come annuncia Matteo Rancan, capogruppo leghista in Regione.

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