(Sesto Potere) – Bologna – 18 gennaio 2021 – Sono la Bologna-Granarolo-Baricella e la Bologna-Castenaso-Medicina le prime due linee di Metrobus elettrico che vedranno la luce. In questi mesi sono state infatti progettate dalla Città metropolitana e domani, venerdì 15 gennaio, sbarcheranno a Roma per avere 91 milioni di euro di finanziamento nell’ambito del “Fondo per le risorse destinate al Trasporto rapido di Massa ad Impianti fissi” (lo stesso a cui il Comune di Bologna ha chiesto il finanziamento della seconda linea verde del Tram).

Si tratta di una vera rivoluzione per il Trasporto extraurbano che per la prima volta vedrà un sistema di trasporto rapido con linee ad elevata capacità, confort e tempi certi: autobus elettrici snodati da 18 metri (in allegato una immagine esemplificativa) con una frequenza di 10 minuti nelle ore di punta e corsie riservate e sistemi semaforici a priorità per diminuire i tempi di percorrenza attuali e garantire puntualità ed affidabilità.

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana adottato due anni fa individuava quale strategia principale per la diffusione della mobilità sostenibile ed il miglioramento della qualità dell’aria, lo sviluppo del Trasporto Pubblico Metropolitano (TPM) e in particolare una rete Metrobus composta da 7 corridoi extraurbani infrastrutturati (in allegato la mappa) in modo da garantire collegamenti bus veloci e frequenti.

A partire da queste due (San Donato/Bologna-Baricella e San Vitale/Bologna-Medicina) che dovrebbero entrare in esercizio da settembre 2024, l’obiettivo è di realizzare delle linee di trasporto pubblico frequenti e veloci, ad elevata capacità, con fermate facilmente accessibili in sicurezza, attrezzate per l’attesa e l’interscambio e dotate di tecnologie per la infomobilità e la comunicazione agli utenti, al fine di aumentare l’attrattività del TPL rendendolo un servizio affidabile, efficace, sicuro e confortevole e una reale alternativa all’utilizzo dell’auto. Inoltre, il servizio sarà garantito da mezzi elettrici, con punti di ricarica ai capolinea, che concorreranno a migliorarne le performance e a ridurre le emissioni climalteranti.

Gli interventi previsti per la velocizzazione e regolarizzazione del servizio e per il miglioramento dell’accessibilità sono di tipo infrastrutturale, tecnologici e di segnaletica: ad esempio la realizzazione di corsie riservate, con eventuale allargamento puntuale della carreggiata stradale e l’attivazione di un sistema di telecontrollo se necessari, la modifica della disciplina del traffico e della circolazione, la riorganizzazione delle corsie di accumulo e svolta alle intersezioni, l’introduzione di sistemi semaforici a priorità (asservimento semaforico), la protezione degli attraversamenti pedonali mediante semaforizzazione asservita, riqualificazione di tutte le banchine, installazione di pensiline con dotazioni che ne migliorino il comfort, la sicurezza e l’informazione all’utenza.

I Metrobus si integreranno con le reti Tranviaria e filoviaria del capoluogo ed avranno essi stessi caratteristiche di accessibilità, livello di servizio e riconoscibilità tipiche dei sistemi di Trasporto Rapido di Massa, divenendo assimilabili ai servizi cosiddetti Bus Rapid Transit già attivi o in corso di realizzazione nelle aree europee più avanzate.

Il servizio sarà costituito da: Servizio Metrobus AV (alta velocità): con corse che si svilupperanno sulle relazioni metropolitane di lungo raggio (Bologna-Medicina e Bologna-Baricella/Mondonuovo), effettuando servizio solo nelle fermate principali, con autobus elettrici snodati da 18 m, con allestimenti interni con una quota prevalente di posti a sedere; e da Servizio Metrobus AC (alta capacità): con corse che si svilupperanno sulle relazioni suburbane (Bologna-Castenaso e Bologna-Granarolo), effettuando servizio in tutte le fermate extraurbane, anche quelle non servite dal Metrobus AV, con autobus elettrici snodati da 18 m, con allestimenti interni con una quota prevalente di posti in piedi.

Con questi due progetti – dichiara il consigliere metropolitano delegato alla Mobilità Sostenibile Marco Monesi – che oggi abbiamo inviato a Roma e che confidiamo vengano rapidamente finanziati, continuiamo con la rivoluzione della mobilità sostenibile prevista dal Pums. Vogliamo infatti che anche i cittadini metropolitani che vivono in zone non servite dal Servizio Ferroviario Metropolitano possano avere nel Trasporto Pubblico una vera alternativa all’auto: questo è il Metrobus.”