Bologna, scioperano i riders di Just Eat: lasciati a casa 40 lavoratori

0
142

(Sesto Potere) – Bologna – 21 ottobre 2019 –  Lavoro: da venerdì a Bologna i riders  stanno scioperando in questi giorni in solidarietà ai colleghi, dopo che l’azienda Food Pony ha annunciato che a partire  del giorno 23 ottobre cesserà il servizio per Just Eat , lasciando così a casa decine di persone (una quarantina), soprattutto ragazzi. L’azienda propone nuove assunzioni , ma con contratto diverso.

i riders

“Siamo al fianco dei riders. L’azienda propone nuove assunzioni, ma  con meno tutele e diritti e non garantisce la continuità occupazionale per coloro che hanno appena perso il lavoro.”: afferma in una nota  la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.

Vicenda analoga anche a Firenze.

“Noi non stiamo licenziando nessuno. Abbiamo dato disdetta a Food Pony per avviare una gestione diretta delle consegne che consentirà di guadagnare in media 10 euro l’ora”: ha ribattuto Just Eat.

Concretamente, la multinazionale ha promesso di riprendere tutti i rider ai quali è stato interrotto il rapporto di lavoro, ma proponendo un ruolo non più da  collaboratori a contrattualizzati , bensì da lavoratori autonomi-occasionali pagati a cottimo , come già avviene con  altri due colossi del settore del food delivery ovvero: Deliveroo e Glovo!.

Per la dirigente sindacale “a fronte del dibattito pubblico e dell’intervento legislativo che dovrebbe offrire nuove tutele ai riders, molte imprese del food delivery stanno paradossalmente peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro: tagliano i costi, abbassano continuamente le tutele, abusano del lavoro autonomo occasionale, senza tutele previdenziali e assicurative e con i pagamenti a cottimo. Questo non può essere il lavoro del futuro”.

“Serve approvare la legge e, soprattutto, aprire un confronto con il sistema delle imprese per inserire questi lavoratori nelle tutele dei contratti collettivi nazionali di lavoro, come i rider rivendicano giustamente da tempo e come, insieme a Cisl e Uil, abbiamo chiesto anche al tavolo ministeriale dello scorso anno”, conclude Tania Scacchetti.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here