(Sesto Potere) – Bologna – 24 gennaio 2022 – “Esiste una  possibile rilevanza penale nei numerosi guasti che hanno caratterizzato il primo anno di esercizio del People Mover?”.
Dovrà verificarlo la sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri, delegata dalla Procura di Bologna che ha incaricato anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali di svolgere, insieme ai vigili del fuoco, gli  accertamenti tecnici sulle forniture pubbliche e le modalità di esercizio per risalire alle eventuali cause dei disservizi del collegamento sopraelevato tra l’aeroporto di Bologna-Borgo Panigale con la stazione di Bologna Centrale, attraverso il polo universitario del Lazzaretto.

Le prime “indagini conoscitive” della Procura avevano preso avvio a metà novembre.

Oggi – tecnicamente – la Procura di Bologna ha iscritto un fascicolo penale a carico di ignoti con il reato di cui all’articolo 356 del Codice Penale: “Frode nelle pubbliche forniture”.

E già si registrano le prime reazioni politiche.

Marco Lisei

Marco Lisei, capogruppo FdI in Regione Emilia- Romagna, e Francesco Sassone, capogruppo FdI in Comune di Bologna, scrivono in una nota: “Prendiamo atto degli accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica a dimostrazione che, a prescindere se verranno individuate responsabilità penali, le tante denunce politiche che abbiamo fatto in merito al People Mover erano fondate. Purtroppo, invece, le responsabilità politiche di questo fallimento annunciato sono già chiare e scritte sulla pietra. Regione e Comune hanno voluto quest’opera, hanno partecipato a tutte le fasi di progettazione e realizzazione, sapevano dei problemi e sono stati inerti, prima difendendo a “spada tratta” l’opera e solo quando era indifendibile, limitandosi ad annunci, diffide e prese di posizione per provare a salvare la faccia, ma che non hanno prodotto nulla di utile per i cittadini”.

“I problemi, intatti, sono rimasti tutti senza soluzione, dai malfunzionamenti alla necessità di manutenzione continuativa, dai rumori fastidiosi per i residenti ai lavori notturni non autorizzati. E’ apparsa a tutti evidente la mancanza di volontà di approfondire realmente il tema e di fare tutto il possibile per assopire la discussione, come dimostra il voto contrario alla commissione d’inchiesta regionale presentata da Fratelli d’Italia e tutte le richieste respinte in Comune a Bologna in attesa di valutazioni tecnico giuridiche mai arrivate. L’indagine della Procura è quindi la certificazione del fallimento politico di chi guida la città che è giusto ricordarlo faceva parte della Giunta che questo mezzo lo ha voluto e sponsorizzato, nonostante ora tenti di prenderne le distanze abiurando il suo predecessore”: concludono i due esponenti di FdI.