(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 28 dicembre 2022 – Otto lavoratori su dieci scelgono il posto di lavoro anche sulla base dei servizi di welfare aziendale offerti e ben 9 occupati su 10, tra coloro che non usufruiscono di piani di welfare in azienda, vorrebbero avere questa possibilità.

Anche le imprese – consce dei cambiamenti dei paradigmi di ingaggio dei propri dipendenti e mosse dalla volontà di dare priorità alla cura, all’inclusione e all’ascolto delle proprie persone – sono sempre più consapevoli del valore di questo strumento: l’87%, infatti, considera il welfare aziendale uno strumento fondamentale per migliorare la vita dei dipendenti e il 78% per potenziare l’immagine e la reputazione dell’azienda. 

Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca “Il Welfare di Domani” condotta da Nomisma per l’Osservatorio ‘Cirfood District’ con l’obiettivo di fotografare lo stato attuale del welfare aziendale, conoscere le nuove esigenze dei lavoratori e la capacità delle imprese di soddisfarle. Un’indagine da cui emerge come questo servizio giochi un ruolo di primo piano per le aziende italiane, soprattutto in seguito alla pandemia e allo scenario attuale della società.

L’indagine si è rivolta, da un lato, a più di 1.000 dipendenti e, dall’altro, agli executive di 150 imprese, in modo da ricostruire un quadro sul welfare che tenesse conto sia delle esigenze e delle opinioni dei lavoratori che del punto di vista delle figure coinvolte nelle scelte di acquisto di questo tipo di servizi. 

La presentazione dei risultati è avvenuta in occasione dell’evento “Nutrire il welfare. Nuovi percorsi per raggiungere il benessere di persone e imprese”, che ha avuto luogo nei giorni scorsi presso il ‘Cirfood District’, centro di ricerca e innovazione di ‘Cirfood’, impresa cooperativa italiana, situata a Reggio Emilia e presente in 17 regioni e 74 province d’Italia oltre a Olanda e Belgio, leader nel servizio delle mense scolastiche e di ristoranti convenzionati con le imprese.

Uno dei primi dati emersi dalla ricerca Nomisma è il nuovo e centrale ruolo che i lavoratori italiani affidano ad aspetti quali salute personale e alimentazione, sport e benessere e assistenza familiare. Spinti da elementi di contesto e da nuove esigenze il 47%, rispetto al 2019, ha aumentato l’attenzione rivolta alla salute e il 38% quella dedicata al cibo consumato. Il 27% ha incrementato rispetto al 2019 – anche in maniera significativa – la pratica sportiva all’aria aperta e il 25% ha visto crescere il bisogno di supporto nella gestione di genitori o parenti anziani.

Questo, di conseguenza, ha portato molte persone a guardare con più interesse i servizi diwelfare aziendalededicati alla prevenzione e alla salute (il 62%), alla conciliazione tra vita privata e lavoro (il 59%) e al supporto economico (il 56%).

Questo genere di soluzioni, oggi, è già previsto da diverse aziende. Il 71% dei dipendenti, infatti, ha dichiarato che l’impresa in cui lavora offre piani di welfare aziendale: si tratta soprattutto di buoni spesa (47%), servizi di sanità integrativa (46%), previdenza complementare (36%) e ristorazione aziendale (31%). 

Il welfare aziendale riveste un ruolo di primo piano anche nella ricerca di un nuovo impiego, al punto che rappresenta un elemento di valutazione rilevante per 8 lavoratori su 10, che considerano fondamentale o importante la presenza di servizi di welfare nel momento in cui scelgono un nuovo posto di lavoro. Allo stesso tempo, anche chi non ha la possibilità di accedere a piani di questo tipo si dimostra interessato: 9 occupati su 10, tra coloro che non dispongono di un piano di welfare, infatti, ne vorrebbero usufruire. 

La ricerca Nomisma si è inoltre concentrata sull’approccio che le imprese hanno verso i temi del welfare, analizzando il punto di vista degli executive. E gli HR manager coinvolti nell’analisi hanno confermato l’aumentato interesse dei dipendenti verso gli strumenti di welfare rispetto al 2019, aspetto evidenziato da 1 HR manager su 2.