(Sesto Potere) – Bologna – 31 agosto 2022 – “Il 24 Agosto, l’indomani dell’ennesimo femminicidio a Bologna, ero in vacanza nella bellissima spiaggetta della costa Adriatica che frequento oramai da dieci anni quando il branco si è violentemente palesato senza darmi il tempo e il modo di pensare alla fuga. Venti minuti di terrore, in balia di cinque balordi, in cui ho percepito impotenza, frustrazione, terrore. Il capo branco ha cominciato in modo soft, quasi gentile ad avviare un discorso che diventava man mano sempre più brutto, minaccioso, violento. Il gergo era quello omofobo con tutti gli epiteti di cui vi risparmio. Poi il brutto ceffo si è avvicinato, quasi a toccarmi e con un coltello continuava a ripetere che appena lo avessi sfiorato mi avrebbe tagliato la gola. Cercava l’appiglio ed io ero certa, certissima che lo avrebbe trovato da li a poco. La spiaggetta a quell’ora, le 2 del pomeriggio, era vuota e alcune presenze molto distanti da me. Non so dire ancora oggi a distanza di 6 giorni cosa mi ha permesso di essere qui a raccontarlo”:

a raccontare in prima persona – con un lungo post nella sua pagina social – questo episodio di violenza è Porpora Marcasciano, consigliera trans eletta con Coalizione Civica e presidente della commissione pari opportunità del Comune di Bologna.

A stretto giro la solidarietà del sindaco di Bologna Matteo Lepore che in una nota scrive: “Solidarietà e vicinanza a Porpora Marcasciano per l’orribile aggressione che ha subito nei giorni scorsi e che oggi ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente. Siamo tutti vicini a Porpora in questo momento così difficile”. 

Anche  la vicesindaca Emily Clancy interviene e scrive: “Quanto accaduto a Porpora Marcasciano è l’ennesimo episodio in cui il patriarcato che permea la nostra società si manifesta nel suo volto più oscuro, quello della mascolinità tossica, dell’aggressione verbale e fisica, della violenza, della sopraffazione, dell’odio del diverso e della transfobia. Tutta la mia solidarietà a Porpora per quanto le è successo, che vi invito a leggere direttamente dalla sua coraggiosa denuncia pubblica.
Grazie Porpora, di esistere e di resistere. Di aver condiviso questo avvenimento orrendo e di aver trovato la forza di raccontarlo pubblicamente. Una forza che aiuterà chi subisce violenza a sentirsi meno soli e che spinge tutti a noi a reagire”.