Bologna, inaugurata mostra su Peppone e Don Camillo

0
544

(Sesto Potere) – Bologna – 21 aprile 2021 – Don Camillo e Peppone, i due eterni amici-nemici nati dalla penna di Giovannino Guareschi e che hanno preso i volti di Fernandel e Gino Cervi nella celebre e amatissima trasposizione cinematografica, sono i protagonisti della nuova mostra dal titolo “120 meno 50 uguale 70. Gino Cervi meno Fernandel uguale Peppone e Don Camillo”, inaugurata martedì 20 aprile negli spazi dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, a Bologna, dal vicepresidente Fabio Rainieri.

L’esposizione, curata da Egidio Bandini, coadiuvato da Gloria Evangelisti, è organizzata in collaborazione con il “Gruppo amici di Giovannino Guareschi” e i Comuni di Busseto, Brescello, Polesine-Zibello, Roccabianca e San Secondo Parmense e rimane allestita fino al 3 maggio. Si tratta di 22 manifesti con le foto di scena e le locandine della saga che vide protagonisti il parroco e il sindaco di un immaginario paesino della provincia emiliana negli anni ‘50.

“La mostra- spiega Egidio Bandini– celebra tre anniversari che ricorrono quest’anno: centovent’anni dalla nascita a Bologna di Gino Cervi, cinquant’anni dalla morte di Fernandel, settant’anni dall’inizio delle riprese del primo film della serie. Da qui il titolo. Immagini e pannelli che ci fanno conoscere il valore artistico e morale della narrativa di Giovannino Guareschi e della coppia cinematografica “Gino Cervi e Fernandel”, un “unicum” irripetibile tra letteratura e interpretazione che resterà sempre impressa nella storia e nella mente di generazioni di spettatori.

“Uno come me- sottolinea il vicepresidente dell’Assemblea Fabio Rainieri– che è nato ed è sempre vissuto nella bassa parmense non può che essere orgoglioso di partecipare alla celebrazione dell’opera di uno dei figli più illustri di quella terra, Giovannino Guareschi. Quello che è importante dell’epopea di Don Camillo e Peppone non è tanto il suo successo riscosso ad ogni latitudine, ma piuttosto i valori umani che essa è riuscita a trasmettere: quelli di un mondo rurale regolato dalle leggi immutabili della vita di campagna dove ci possono essere forti contrapposizioni di pensiero e di fede che, però, si mettono prontamente da parte per far prevalere il bene comune, la solidarietà e l’amicizia. Sono pertanto grato a Egidio Bandini e fiero di averlo sostenuto in questa iniziativa, che ci racconta spaccati di vita, tradizioni dei nostri territori e quella dimensione di paese in cui, al di là delle ideologie, vengono sempre prima le persone e i loro bisogni. Come Assemblea legislativa ospitiamo con grande piacere questo speciale allestimento che richiama la forza e l’attualità di questi valori e della nostra tradizione artistica”.

Presenti all’inaugurazione anche i consiglieri Roberta Mori, Valentina Castaldini e Giuseppe Paruolo. Le misure di contenimento del Coronavirus non permettono, al momento, di visitare su prenotazione le mostre.