Bologna – 2 novembre 2022 – “Il Premio Confartigianato Cultura 2022 a Pupi Avati, vero artista artigiano, vuole celebrare la sapienza di un grande Maestro del cinema italiano e la sua tenacia nel portare alto il vessillo dell’azione culturale come atto creativo e vitale”: queste le parole che si leggono nelle motivazioni che hanno portato Confartigianato Emilia-Romagna a scegliere il regista bolognese per l’importante riconoscimento, un’opera del grande artista Domenico (Mimmo) Paladino.

La cerimonia si è svolta venerdì  nella sala del Cubiculum Artistarum dell’Archiginnasio di Bologna, alla presenza della neo ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, alla sua prima uscita pubblica, e di molte personalità del mondo politico e istituzionale.

Pupi Avati, dopo la cerimonia di premiazione, ha dialogato con Valerio Baroncini, vicedirettore de “Il Resto del Carlino”.

“Il riconoscimento di oggi è un riconoscimento all’artigianato – ha affermato Pupi Avati nel commentare il premio ricevuto -. Anche la società creata da me e mio fratello è un sodalizio artigianale, che continua ostinatamente ad avere questo tipo di approccio: uno può fare il tappezziere, uno può fare il restauratore e uno può fare del cinema, inteso come tale, con la prospettiva, il desiderio e l’ambizione della qualità. E mi sembra che in questo Paese l’ambizione della qualità sia un po’ scaduta, schiacciata da quella che è la vera epidemia: l’omologazione. Se guardiamo al cinema fatto fino a poco tempo fa, ora fortunatamente meno, era un cinema che strizzava l’occhio al telespettatore, un cinema carino, ma nulla di più. Dobbiamo tornare a fare un cinema significativo, che arricchisca le persone che lo vengono a vedere, che dia pretesti per discuterne, parlarne. Il mio ultimo film su Dante Alighieri è un’operazione di grande provocazione culturale, proprio per stimolare queste sensazioni”.

“Noi parliamo erroneamente di industria del cinema, non c’è nulla di industria nel cinema perché è fatto interamente da artigiani – ha detto Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia Romagna -. Il regista si muove come in una bottega rinascimentale, sta al centro, dirige tutte le persone e sa usare tutti i ferri di quel mestiere. E i Maestri del cinema, quel mestiere, quei ferri, li sanno maneggiare con destrezza e capacità. Come sanno fare i grandi artigiani: conoscono la luce, gli obiettivi, le macchine da presa, la composizione in quadro, gli attori, la scrittura, le scenografie, la musica, i suoni, i colori, i singoli mestieri del set. Pupi Avati è un autore capace di dare forma alle idee, capace di muovere la macchina cinematografica in tutta la sua interezza, sapiente nel dirigere il set, la troupe, come se fosse una bottega d’artista d’altri tempi”.

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche  Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia Romagna.

fonte notizia e foto Confartigianato-er.it e Rizomedia