Bologna, il maestro pasticcere Sebastiano Caridi apre a Palazzo Fava

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(Sesto Potere) – Bologna – 23 ottobre 2019 –  Il cibo incontra l’arte: succede a Bologna, a Palazzo Fava in via Manzoni 2, quando all’interno del Palazzo delle Esposizioni aprirà il nuovo locale di Sebastiano Caridi, figlio d’arte e già gestore della pasticceria che porta il suo nome a Faenza.

L’inaugurazione per il pubblico mercoledì 23 ottobre, nel pomeriggio , alle 17.30, in mattinata invece  l’anteprima con un’apposita conferenza stampa (vedi foto nella pagina, ndr) aperta ai giornalisti dei mass media regionali, alla presenza dello stesso Caridi, dell’amico e socio Giorgio Gonelli e del professore Fabio Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae – Musei nella città, il polo  culturale, artistico e museale, nato per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, e articolato in palazzi storici restaurati e riaperti al pubblico, situati nel cuore di Bologna.

Sebastiano Caridi, nel capoluogo emiliano riproporrà il format faentino calandolo nella realtà emiliana. Non sarà una semplice caffetteria adiacente ad un museo: la pasticceria sarà un caffè letterario, collegato alla prestigiosa struttura espositiva e porterà con sé un concetto ben più immersivo ed estetico in cui l’assaggio del cibo, nella sua unicità, percorre gli stessi passi dell’elaborazione artistica.

 Caridi, classe 1988, calabrese faentino d’adozione, è volto noto della tv come concorrente e vincitore del contest televisivo “Il più grande pasticcere d’Italia” (2015). Maestro Ampi dal 2018, già gestore di successo della pasticceria che porta il suo nome a Faenza, Sebastiano ripropone nel capoluogo emiliano, con l’amico e socio Giorgio Gonelli, il format faentino calandolo in una location d’eccezione: “Volete mettere mangiare un mignon straordinario davanti a un Fontana?”, suggerisce il Maestro Pasticcere che consapevolmente sceglie Bologna come luogo prediletto per un’iniziativa di questo genere.

“Mi mancava la ‘sfida’ della grande città, ma non avrei scelto una metropoli qualsiasi. Bologna è l’ideale: qui c’è ancora il gusto per il cibo, si ama mangiare. Una filosofia che manca in altri grandi centri urbani”: spiega  Caridi.

Nel locale bolognese ci sarà tutta la produzione targata Caridi, a partire dalla pasticceria dolce e salata caratterizzata dal piccolo formato, da gustare in un solo boccone, cifra distintiva di Sebastiano: “per me la pasticceria è paragonabile ai gioielli. Voglio incantare chi assapora una mia creazione: la intendo come un’esplosione di gusto”.

Cioccolateria ma anche cucina, pane e lievitati faranno parte della proposta culinaria: “ho una passione per la panificazione – sottolinea Sebastiano – e la cucina mi diverte, perché nella mia versione non ha regole. Al contrario della pasticceria, in cui tutto è preciso al grammo”. E a riconferma della passione per i lievitati, oggi è stata presentata in anteprima una nuova creazione di Caridi, “Faboloso”: dolce lievitato da viaggio, dedicato a tutti coloro che, di passaggio, vogliano portare con sé un ricordo dell’esperienza bolognese. “Un pandolce, dall’impasto neutro imbevuto di Marsala, con aromi di agrumi e vaniglia. Un omaggio a Bologna e Faenza, anche nel nome che riporta le iniziali di entrambe le città. La forma della confezione  è particolare, esagonale.

L’ispirazione per questo dolce? Viene da una ricetta di mio padre e dalla mia interpretazione dei sapori di questa regione meravigliosa”. Sebastiano è infatti figlio d’arte: suo padre è il maestro pasticcere Paolo Caridi. Passione di famiglia, quella per la pasticceria, così come l’amore per gli ingredienti italiani, la tradizione e le materie prime di qualità: “Mi rifaccio sempre ad una frase di Gaudì: l’originalità consiste nel tornare alle origini. Non mi vedrete mai fare un mignon con un pepe esotico o altro ingrediente stravagante. Prediligo il prodotto italiano, dolci tradizionali che non cambio ma cerco di innovare. Non farò mai un tiramisù alla fragola. Lo posso scomporre, mettere in un barattolo. Ma non altro”.

“Creo tutti i giorni usando il cuore per imparare, per crescere, per continuare a stupirvi”: in queste parole, tutta l’energia del giovane ma già affermato pasticcere che conclude così. “Non smetto mai di imparare: ho avuto il privilegio di lavorare con grandi Maestri da cui ho appreso tanto; ma ogni persona che ho conosciuto mi ha dato qualcosa. In questo senso sono una spugna: imparo da tutti, dal grande chef allo stagista. Vivo della semplicità delle persone, la mia ispirazione viene così”.

Palazzo Fava, inaugurato nel gennaio 2011,   è oggi il Palazzo delle Esposizioni di Genus Bononiae. Con una superficie di oltre 2600 metri quadrati, ospita regolarmente mostre di respiro nazionale e internazionale, come La Ragazza con l’orecchino di perla Da Cimabue a Morandi-Felsina Pittrice e fino al 3 novembre la mostra dedicata a Vivaldi, la mia vita, la mia musica. Affrescato al piano nobile dai giovani Annibale, Agostino e Ludovico Carracci, Palazzo Fava fu definito da Roberto Longhi : un romanzo storico, immaginato sulla grande pittura precedente capace di oltrepassare le secche del manierismo e di comunicare direttamente ad apertura, non di libro, ma di finestra. É il primo saggio della loro riforma pittorica ed il primo importante ciclo d’affreschi della loro carriera, commissionato da Filippo Fava nel 1584. Tra i riquadri spicca l’episodio degli Incanti notturni di Medea, con la maga nell’atto di purificarsi al ruscello sotto i raggi della luna, definito il primo nudo moderno della storia dell’arte dallo storico dell’arte Andrea Emiliani.

Tra i servizi ospitati a Palazzo Fava: il bookshop e da oggi anche il Caffè Letterario Carracci  (vedi foto qui a lato, ndr)  gestito dal pasticcere Sebastiano Caridi.

 

 

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