Bologna, finto nipote malato di Covid: truffata anziana. Fermata una donna

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(Sesto Potere) – Bologna – 4 aprile 2021 – Nei Giorni scorsi, nell’ambito di un’intensa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, la Squadra Mobile della Questura di Bologna ha eseguito un fermo nei confronti di una donna trovata in possesso di una grande quantità di ori e gioielli e duemila euro in contanti, nascosti nella camera di un albergo di Bologna, risultati essere il bottino di una truffa ai danni di un’anziana donna avvenuta poche ore prima.

Proprio nelle stesse ore, il fenomeno delle truffe ai danni di anziani aveva fatto registrare una nuova recrudescenza, con due tentativi ed una truffa consumata.

L’espediente truffaldino utilizzato era ancora una volta – proprio come poco più di un mese fa, quando la Polizia aveva poi tratto in arresto due uomini responsabili di vari episodi dello stesso genere – quello di prospettare all’anziana vittima l’urgenza di reperire denaro contante o gioielli per poter far fronte alla necessità di poter avere un imminente quanto costoso vaccino in favore di uno dei propri congiunti, che versava in gravi condizioni di salute a seguito della contrazione del virus Covid-19. Anche in questo caso la telefonata, che ha poi indotto la parte offesa a consegnare l’oro ed il denaro ad una donna presentatasi in strada nei pressi della propria abitazione, è durata ben oltre un’ora, ingenerando nella vittima un grave stato di agitazione ed un grande coinvolgimento di tipo psicologico.

Stavolta al telefono a parlare era un ragazzo, che si è spacciato per il nipote della signora di 83 anni, dicendo di avere una grave forma di Covid-19 e di avere bisogno di contanti e gioielli che sarebbero stati depositati in ospedale come cauzione per poter ottenere le cure necessarie; poi la telefonata proseguiva con una voce femminile, che si è finta la mamma del nipote della signora, dando indicazioni sulle cose da fare, fino a portare l’anziana signora a pesare sulla bilancia della cucina tutto l’oro che era riuscita a racimolare in casa.

Immediatamente, gli accertamenti svolti dagli uomini della Squadra Mobile – Sezione Reati contro il Patrimonio – hanno permesso di individuare una donna, alloggiata presso un hotel vicino alla Stazione Centrale, il cui cognome destava subito grande interesse, essendo corrispondente a quello di una famiglia di origini sinti, stanziata in Italia ed altri paesi europei, dedita, secondo quanto emerso da pregresse attività d’indagine, proprio a questo genere di reati.

L’immediato controllo presso la struttura ricettiva ha portato alla scoperta del bottino. Occultata all’interno di un calzino, nella valigia della donna, una busta contenente contanti e gioielli, di cui la donna fermata non ha saputo dare spiegazioni.

Contattata nel corso della notte, una signora bolognese di 83 anni, che proprio quel pomeriggio era rimasta vittima di una truffa, ha potuto individuare, tra tutti i gioielli sequestrati, proprio quelli che appartenevano a lei e che le erano stati portati via, oltre alla somma di 150,00 euro.

Tutti i beni ed i contanti sono stati sequestrati e la donna fermata per ricettazione. La Polizia di Stato, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, ha eseguito nei suoi confronti un fermo di p.g. a causa dell’elevato rischio che potesse darsi alla fuga, visto che la stessa, L.K., nata ad Amburgo, classe ’93, è risultata senza dimora in Italia ed in possesso unicamente di un documento di riconoscimento ed un’utenza telefonica entrambi polacchi.

Nei confronti della donna, all’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini preliminari, su richiesta del Sostituto Procuratore Dr. Marco Imperato, ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere. Sono tutt’ora in corso le indagini per la ricostruzione degli eventi delittuosi da cui provengono i beni sequestrati e per l’identificazione dei complici della donna.