Bologna, detenuto africano aggredisce poliziotto penitenziario

(Sesto Potere) – Bologna – 29 luglio 2019 – Ieri sera, nella Casa Circondariale di Bologna, il personale di Polizia Penitenziaria salvava la vita ad un detenuto magrebino che, oltre ad aver ingerito una cospicua quantità di famaci, provava a suicidarsi con una corda costituita da un lenzuolo alla cui estremità aveva ricavato un cappio che aveva poi stretto al collo.

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Il personale in divisa, una volta sciolto il nodo del cappio e tirato giù il detenuto, consegnava lo stesso nelle mani del personale sanitario che provvedeva a somministrargli le prime cure del caso e rianimarlo.

Successivamente il suddetto detenuto veniva trasportato con urgenza presso il nosocomio cittadino dove, una volta ripresa conoscenza, dava in escandescenza fino a lanciare un oggetto di plastica contro un Poliziotto Penitenziario, procurandogli una ferita lacero-contusa al mento, che i sanitari del locale Pronto Soccorso, dopo averla chiusa con alcuni punti di sutura, giudicavano guaribile in 10 giorni, salvo complicazioni.

“Purtroppo, ancora una volta, ci troviamo costretti a denunciare l’inerzia dell’Amministrazione che, malgrado il continuo ripetersi di simili episodi negli Istituti di Pena Emiliano Romagnoli, non assume alcun provvedimento in grado di prevenire il verificarsi di  eventi critici di tale entità e mettere in sicurezza l’operato del personale di Polizia Penitenziaria, divenuto bersaglio fisso e comodo da raggiungere, per una popolazione detenuta sempre più aggressiva e “padrona” di ogni contesto detentivo”: afferma in una nota la Segreteria Regionale Emilia-Romagna del Si.N.A.P.Pe.

“Ribadiamo, ancora, la necessità di impartire una rapida inversione di rotta prima che accada l’irreparabile e, nell’immediato, disporre il trasferimento del detenuto responsabile dei fatti descritti, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”: conclude il segretario regionale  Si.N.A.P.Pe.     Gianluca Giliberti.

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