Bologna, contro lockdown e dpcm si mobilitano ristorazione e palestre. Iniziativa con Avolio, Lacorte e Tassani

0
2220

(Sesto Potere) – Forlì – 29 dicembre 2020 – Domani, mercoledì 30 dicembre 2020 il Movimento “Una Bologna che Cambia” ha organizzato presso la sede della Regione Emilia-Romagna, in viale Aldo Moro, a Bologna, l’ultimo degli eventi per l’anno in corso per protestare contro le restrizioni dei Dpcm del Governo Conte. Una manifestazione “a tutela del diritto della libertà individuale e del diritto al lavoro”.

L’ultima manifestazione di questo tipo si era svolta a metà novembre alla presenza di imprenditori di vari settori e una dura protesta contro il governo Pd-M5S: “Questi Dpcm hanno creato miseria, una situazione così a Bologna non si era mai vista dal dopoguerra ad oggi” il filo conduttore della protesta che avrà un valore regionale, con delegazioni da tutta l’Emilia-Romagna.

Alla manifestazione di domani parteciperà anche l’ex candidato sindaco del M5S e già consigliere comunale della Lega a Forlì Daniele Avolio che spiega: “Mercoledì sono stato invitato come capo delegazione alla Manifestazione di Bologna organizzata da Giorgio Gorza, fondatore del Movimento “Una Bologna che Cambia”, contro il Governo e per la libertà. Per l’occasione ho fondato un Movimento Romagnolo (per ora senza personalità giuridica) che si chiama “Italiani per la Libertà”. Sarò uno degli oratori alla manifestazione di Bologna e incentrerò il mio intervento sulla ordinanza del giudice di Roma (Tribunale di Roma, Sesta Sezione Civile, ordinanza n. 45986/2020 R.G, del 16 dicembre) che ha dichiarato l’azione del Governo “illegittima e incostituzionale”. Con me ci saranno anche: Riccardo Lacorte (in rappresentanza dei ristoratori), Andrea Lasosta e Fabiola Nardi (Pizzeria del Corso) e Maurizio Tassani (in rappresentanza delle palestre romagnole). Inoltre, sono riuscito a coinvolgere anche Glauco Marras (Presidente Ristoratori Italiani) e Stefano Agnesini Piva (Presidente Italiano Confederazione Imprese Unite)”.

“La situazione è diventata insostenibile e assurda. Gli aiuti iniqui e le tantissime spese sostenute non sono più possibile da sostenere. Come conduttore di palestre che da 40 anni promuove il benessere psico-fisico delle persone sono davvero allibito. L’intera popolazione italiana, i nostri figli, i nostri anziani, le persone con patologie che sono le stesse con cui il Covid uccide avranno su di loro il peso di scelte sbagliate che nulla hanno di logico. Dobbiamo battete i pugni sul tavolo perché se chiuderemo noi non morirà soltanto la base della prevenzione sanitaria ma morirà anche parte del tessuto sociale del paese così come lo abbiamo sempre conosciuto. Molti non ce la faranno e soccomberanno a questa gestione sbagliata del Covid riguardante lo sport e il fitness”: commenta Maurizio Tassani.

Mentre Riccardo Lacorte afferma: “Siamo stanchi noi dell’Horeca, dello spettacolo e del turismo di essere strumentalizzati come capro espiatorio , ossia additati come untori. Sono mesi che non lavoriamo e nonostante questo i dati del contagio che diffondono sono sempre in rialzo. Siamo stanchi di essere inclusi nelle categorie “non essenziali”. Molte imprese , fra tasse e risparmi di una vita consumati, chiuderanno. In questi mesi sono stati usati due pesi e due misure , le file ai bar ristoranti considerate “pericolose”, mentre nella Grande distribuzione e attività simili è stato tutto permesso. I ristori stanziati dal governo sono ridicoli oltre che insufficienti, in società con uno storico coprono a mala pena il mancato incasso di due settimane. In società nuove non è stato conferito quasi nulla dei rimborsi previsti. Ed i continui cambi di regole burocratiche da parte del governo e cattiva informazione hanno confuso le idee a molti potenziali clienti.

Lacorte

A fronte di costi di manutenzione e igienizzazione molto gravosi il governo ha abbandonato i nostri team, i collaboratori , a cui è stata offerta dallo Stato una sorte di mancia, sono stati trattati come lavoratori di serie C. C’erano decine di soluzioni per cercare di farci lavorare , anche a capienze ridotte , governo e Cts non ci hanno consultato, non si sono confrontati ed hanno preferito applicare chiusure e lockdown a fasi alterne”.

“Il premier conte parla, parla, parla… è la sua politica degli annunci. Ma intanto gli imprenditori come me perdono soldi. I miei locali sono attivi perché ho attinto da fondi personali , ma chi è meno fortunato di me che fine farà? Dopo 10 mesi di pandemia siamo ancora al punto zero e credo che a fronte di questi esiti economici e per effetto delle centinaia di imprese che in tutta Italia hanno chiuso i battenti sia un atto dovuto per il presidente del consiglio rassegnare le dimissioni. I bilanci 2020 di molte imprese si chiuderanno in perdita, chiediamo come mondo della ristorazione che non vadano “sanati” e “giustificati”, ma ci si ricordi che sono stati l’ effetto evidente di queste chiusure forzate. Gli incassi da asporto e consegna a domicilio per il mondo della ristorazione hanno appena coperto le spese. Si ricordi di questo il governo. Diversamente faremo sentire la nostra voce”: afferma Riccardo Lacorte.