Bologna, alleanza pubblico-privato per pari opportunità sul lavoro

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(Sesto Potere) – Bologna – 5 novembre 2020 – Diffondere  nelle imprese del territorio metropolitano le buone pratiche di welfare aziendale e la sensibilità alle pari opportunità: conciliazione dei tempi di vita, equità retributiva tra uomini e donne, flessibilità di orario e di turni, smart working, mum coaching per facilitare il rientro al lavoro dopo la maternità, formazione dedicata, part-time personalizzati su esigenza delle famiglie e infine “l’anonimato di genere” nelle prime fasi di selezione per le assunzioni.

A cinque mesi dalla nascita della “Comunità di Aziende per le Pari Opportunità – CAPO D”, la Città metropolitana e un gruppo di importanti aziende del territorio (Aeroporto G. Marconi di Bologna, Automobili Lamborghini, Bonfiglioli Riduttori, CAAB, CRIF, Emilbanca, IMA, Philip Morris Manufacturing & Technology e TPER) hanno deciso di sottoscrivere un Protocollo per ampliare queste pratiche ad altre realtà che potranno così usufruire dell’esperienza già “testata” dalle imprese della rete, riducendo il tempo e le risorse da impegnare negli interventi ed aumentando l’efficacia delle azioni positive per la singola azienda, ma anche per l’intera comunità.Con la firma del Protocollo (che avrà durata fino al 31/12/2021) nasce quindi un’alleanza pubblico-privato che impegna i soggetti firmatari a una collaborazione e co-progettazione per il raggiungimento degli obiettivi individuati.

Il tema del lavoro femminile è certamente prioritario per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. La città metropolitana di Bologna ha conservato anche nel 2018 il primato del tasso di occupazione totale fra le grandi province italiane con il 72,4%, un valore significativamente elevato e in leggera crescita sul 2017 (+0,6%).

Il primato risulta confermato anche per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile (passato dal 66,7% al 67,3%, +1.300 donne occupate), davanti alle città metropolitane di Firenze e Milano.

La lunga crisi ha comunque colpito anche il territorio metropolitano e ha lasciato strascichi di impoverimento; è alto il rischio che, nella generale difficoltà delle persone e delle famiglie a mantenere un livello di vita dignitoso, le donne paghino un prezzo elevato in termini di quantità, ma soprattutto di qualità del lavoro, o che siano le prime a rinunciare al lavoro per necessità di cura famigliare.

Tutto ciò può avere pesanti ripercussioni sulla futura capacità del nostro territorio di essere trainante a livello economico e a livello di coesione e sviluppo sociale.

Per questo la Città metropolitana di Bologna ha deciso di farsi promotrice di un’azione strategica di alleanza con le imprese e le forze economiche e sociali del territorio e di impegnarsi a compartecipare alle iniziative della Rete Capo D, secondo un programma da concordarsi annualmente, con un importo massimo di 50.000 euro per il 2019 e da determinarsi annualmente per gli anni successivi.

LA RETE D’IMPRESE CAPO D

Rete CAPO D, “Comunità di aziende per le Pari Opportunità”, è un’iniziativa ad alto valore innovativo, che rappresenta un’espressione materiale della collaborazione concreta tra la struttura pubblica locale e l’imprenditorialità del territorio bolognese. Con la regia del Sindaco della Città metropolitana e del Comune di Bologna, e lo staff dirigenziale della Città metropolitana stessa, i rappresentanti di alcune della Aziende Bolognesi più rilevanti hanno dato vita a questo nuovo soggetto giuridico.

Le aziende che hanno aderito alla Rete CAPO D hanno sottoscritto un contratto di Rete della durata di 15 anni, sono già impegnate a sviluppare pari opportunità sul lavoro, ad applicare misure di conciliazione fra vita privata e lavorativa e soluzioni di welfare aziendale per migliorare il benessere organizzativo.

L’obiettivo principale di CAPO D è quello di realizzare progetti per la promozione della parità uomo-donna sul lavoro, con particolare attenzione alle piccole e medie. La scelta del nome è ricaduta su CAPO D perché esprime sia la voglia di ripartire da un punto, da un capo già consolidato di esperienze delle singole aziende per generalizzare all’insieme delle aziende presenti nel territorio metropolitano le buone pratiche di pari opportunità.

Pertanto le azioni concrete che CAPO D si prefigge sono: fare delle pari opportunità, una componente della missione stessa delle aziende; creare occasioni di confronto e networking fra le aziende aderenti e il contesto del territorio, sviluppando sinergie e progetti comuni; sviluppare i temi di responsabilità sociale e di welfare, coinvolgendo progressivamente anche le piccole e medie imprese; promuovere attività di sensibilizzazione in materia di pari opportunità partecipando ad eventi, manifestazioni, convegni, ecc… ; facilitare l’accesso agli aderenti ai fondi comunitari, nazionali e regionali, nonché l’accesso ad agevolazioni fiscali, finanziarie e ad altri contributi per progetti in materia di pari opportunità e , infine, favorire processi formativi e la diffusione di buone pratiche sul tema delle pari opportunità anche in altre aziende con caratteristiche dimensionali diverse.

La Rete, già attiva, sta lavorando su più fronti: ha aderito al Festival della Cultura Tecnica di Bologna, per rappresentare con la propria presenza l’importanza di sostenere e promuovere quelle iniziative del territorio che garantiscono alle donne, in particolari delle nuove generazioni, opportunità di crescita professionale.  A breve sarà pubblicato il “catalogo delle Buone Pratiche” che raccoglierà tutte le azioni concrete che le Aziende della Comunità stanno sperimentando e che potrebbero essere replicate da altre aziende nel prossimo futuro.

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