(Sesto Potere) – Bologna – 27 ottobre 2021 – Entrare con un ago nella pancia della mamma per arrivare al cuore del bambino e correggere – con un catetere a palloncino di poco più di 3 millimetri – il restringimento della valvola aortica che mette a rischio la sopravvivenza del feto, non ancora al settimo mese di gravidanza.  

Si tratta di un intervento ad alto rischio, tra i primi in Italia, che è stato eseguito al Sant’Orsola di Bologna con la collaborazione di ginecologi e cardiologi.

nicolò

Mi avevano fatto un’anestesia locale e avvertivo la presenza dell’ago nella pancia. – ricorda la mamma di Nicolò – Sentivo le voci dei medici. Ricordo che dicevano ‘vai piano’ e poi ‘gonfia, gonfia, ora basta’. E io pensavo che sarei svenuta perché avevo paura che il bambino non ce la facesse. Mi venivano dei flash in cui pensavo ’chissà se da qui riusciamo a uscire insieme’. E quando mi hanno detto che tutto era finito ho pianto di gioia

Dopo l’intervento la gravidanza è proseguita regolarmente e il parto è avvenuto a termine con un taglio cesareo. Nicolò è stato poi trasferito nel reparto di Cardiologia pediatrica, dove è stata eseguita una seconda valvuloplastica nei suoi primi giorni di vita.

Chiara Gibertoni, direttrice generale del Sant’Orsola afferma: “questo può accadere solo al Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, la nostra vocazione è affrontare ogni giorno sfide sempre più difficili, sapendo di poter contare sulla collaborazione tra specialisti di grande spessore che abbracciano quasi ogni branca della medicina“.

Oggi grazie alle équipe di Ostetricia e Medicina dell’Eta’ Prenatale, diretta dal prof. Gianluigi Pilu, e Cardiologia Pediatrica e dell’Eta’ Evolutiva, diretta dal dott. Andrea Donti, Nicolò sta bene ha poco più di un mese e sorride tra le braccia di mamma Emanuela e papà Antion.