Bologna, 9.500 oggetti smarriti nel 2019, restituito solo il 25%

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(Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2020 – Nel corso del 2019 sono stati 9.413 gli oggetti smarriti in città e consegnati all’Ufficio oggetti rinvenuti del Comune di Bologna e di questi 2.367 (poco più del 25%) sono stati riconsegnati ai proprietari.

I dati del mese di dicembre sono in linea con la tendenza mensile: sono 757 gli oggetti smarriti nell’ultimo mese del 2019, tra i quali due pacchi persi da un corriere che sono stati prontamente riconsegnati ai destinatari e, come sempre, tanti portafogli. Sono portafogli anche 87 dei 159 oggetti restituiti a dicembre, ma c’è anche una pianola, oltre a tanti documenti e 27 tra zaini e borse.

Il proprietario, per rientrare in possesso del proprio oggetto o documento, deve presentarsi personalmente, con un documento d’identità valido, all’Ufficio che si trova in piazza Liber Paradisus 10 – Torre B – piano zero, e che è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30; il martedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30 e il giovedì con orario continuato dalle 8.30 alle 16.30. Il proprietario deve fornire una descrizione dettagliata del bene e deve portare con sé l’eventuale denuncia.

Di tutti gli oggetti smarriti viene pubblicato mensilmente un elenco a cura dell’Ufficio oggetti rinvenuti che si occupa di tenerli in custodia per 12 mesi.
Nel caso il proprietario non si presenti per il ritiro entro 12 mesi, l’oggetto viene restituito alla persona che l’ha trovato e consegnato. Il ritrovatore ha due mesi di tempo per ritirare l’oggetto.

Tutti i beni non ritirati rimangono a disposizione del Comune e potranno essere messi in vendita all’asta. Nel caso in cui l’oggetto non avesse un reale valore economico o non riuscisse ad essere venduto all’asta, questo viene donato ad associazioni che presentano dei progetti di valore sociale, didattico in tema ambientale, di riuso e di riciclo o di aggregazione.

E proprio grazie ad uno di questi progetti, un vestito giallo a pois si anima e diventa protagonista del racconto di un studente del Liceo Luigi Galvani. Il racconto fa parte del progetto “L’og-getto che non getto. Storie di oggetti smarriti” dell’associazioni Visu-Ali a cui l’Amministrazione comunale consegna periodicamente alcuni degli oggetti non restituiti al legittimo proprietario o non rivenduti all’asta. Grazie a questa opportunità, i ragazzi delle scuole superiori bolognesi, hanno dato una seconda vita a questi oggetti, che possono così rivivere in brevi racconti.

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