Blue economy, al Salone Nautico di Genova presentato rapporto per imprese di Forlì-Cesena e Rimini

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(Sesto Potere) – Genova – 12 ottobre 2021 – I dati relativi all’economia del mare, la cosiddetta “blue economy”, presentati al Salone Nautico di Genova, hanno un ruolo molto importante nell’economia dell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, in particolare per la realtà riminese.

Lo si desume dall’analisi delle imprese, del valore aggiunto e dell’occupazione, le cui incidenze, sul totale dei settori economici, per entrambe le province, risultano superiori a quelle regionali e nazionali. Riferiti al periodo pre-pandemia, valore aggiunto e occupazione rappresentano le principali variabili di misurazione del settore trasversale rappresentato dalla “blue economy”, che, tra l’altro, funge da moltiplicatore della ricchezza prodotta da altre attività economiche indirette, in una sorta di logica di filiera, che, sulla base di studi effettuati, si stima possa essere circa il doppio della ricchezza derivante dalle attività economiche più direttamente coinvolte.

“Come ha evidenziato la Commissione Europea, la “blue economy” o “Economia del mare”, rappresenta un elemento di grandissima rilevanza per la ripresa, soprattutto per il conseguimento degli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il “sistema mare”, infatti, è considerato un alleato strategico per una competitività sostenibile, per la lotta al cambiamento climatico, per valorizzare la biodiversità e per avviare a soluzione i problemi connessi all’approvvigionamento energetico / idrico. A tutto ciò va aggiunto che la “blue economy” è dotata di effetto moltiplicatore, per cui ogni euro di valore aggiunto prodotto dai settori appartenenti alla filiera ne attiva altri 2 su tutta l’economia nel suo complesso”: commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna.

zambianchi

“Si tratta, quindi, – aggiunge Zambianchi – di un vero e proprio modello innovativo di sviluppo economico, che, proprio per queste ragioni, è stato ampiamente rafforzato nell’ambito della politica marittima integrata comunitaria, la quale, a sua volta, è stata posta al centro della nuova politica europea del “Green Deal”. Non si può, infine, non ricordare che l’importanza dell’”Economia del mare” è stata riconosciuta anche nel PNRR, che si inserisce all’interno del programma Next Generation EU, dove sono individuati specifici obiettivi e sono stanziate ingenti risorse finanziarie per gli investimenti connessi”.

Economia del mare: aggregato Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Al 31/12/2020 nell’area di Forlì-Cesena e Rimini sono presenti 6.914 imprese (1.441 in provincia di Forlì-Cesena e 5.473 in provincia di Rimini) registrate nei settori dell’economia del mare, che costituiscono l’8,5% del totale delle imprese registrate; tale incidenza risulta superiore sia a quella regionale (3,1%) sia al dato nazionale (3,7%). Il 60,8% di queste sono imprese di alloggio e ristorazione, il 20,1% imprese sportive e ricreative, l’8,8% imprese appartenenti alla filiera ittica, il 6,9% quelle ricomprese nella filiera della cantieristica, il 2,0% attività di trasporto merci e passeggeri via mare e l’1,4% quelle afferenti la ricerca, la regolamentazione e la tutela ambientale.

Il valore aggiunto dell’anno 2019, prodotto dalle imprese che operano nella “blue economy, ammonta a 1.565 milioni di euro”; tale valore rappresenta il 7,4% della ricchezza dell’intera economia, maggiore del peso che la stessa assume in Emilia-Romagna (2,3%) e Italia (3,0%). Il contributo più consistente è fornito dai servizi di alloggio e ristorazione (68,3% del valore aggiunto della “blue economy”), a cui seguono le attività legate alla filiera della cantieristica (12,1%) e quelle sportive e ricreative (9,2%). Rispetto al 2014 si riscontra un incremento del valore aggiunto del 9,1%, più alto di quello registrato a livello regionale (+7,7%) ma inferiore alla variazione positiva nazionale (+12,4%).

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Gli occupati nel 2019 nei settori dell’economia del mare, sono 28mila, che rappresentano l’8,0% del totale degli occupati dell’area Romagna; come per le imprese e il valore aggiunto, l’incidenza è superiore a quella regionale (2,5%) e nazionale (3,5%). Anche in questo caso, inoltre, l’apporto principale, in termini occupazionali, è dato dai servizi di alloggio e ristorazione (69,9% degli addetti della “blue economy”), seguito dalle attività sportive e ricreative (10,8%) e da quelle della filiera della cantieristica (10,1%). Nel medio periodo si rileva un aumento degli occupati del 6,1%, maggiore di quello verificatosi in Emilia-Romagna (+4,5%) ma più basso della variazione dell’Italia (+8,2%).

Economia del mare: focus provinciale Forlì-Cesena

Gli occupati nel 2019 nei settori dell’economia del mare sono seimila, che rappresentano il 3,3% del totale degli occupati provinciali (2,5% l’incidenza in Emilia-Romagna, 3,5% in Italia).
Anche in questo caso, l’apporto principale, in termini occupazionali, è dato dai servizi di alloggio e ristorazione (56,3% degli addetti della “blue economy”), seguito dalle attività della filiera della cantieristica (24,6%), da quelle sportive e ricreative (7,2%) e dalle attività della filiera ittica (6,4%). Nel medio periodo si rileva un incremento degli occupati del 2,7%, minore della variazione positiva sia regionale (+4,5%) sia nazionale (+8,2%).
Per imprese registrate (3,5% del totale), Forlì-Cesena occupa il 4° posto a livello regionale (dopo Rimini, Ferrara e Ravenna) e il 50° in ambito nazionale (La Spezia, Rimini e Livorno nelle prime tre posizioni); – per valore aggiunto (2,8% del totale), Forlì-Cesena si colloca al 3° posto in Emilia-Romagna (dopo Rimini e Ravenna) e al 49° nel contesto nazionale (Trieste, Rimini e Genova nelle prime tre posizioni); e  per occupazione (3,3% del totale), Forlì-Cesena occupa la 3° posizione a livello regionale (dopo Rimini e Ravenna) e la 48° in Italia (La Spezia, Trapani e Rimini nei primi tre posti).

Economia del mare: focus provinciale Rimini

Gli occupati nel 2019 nei settori dell’economia del mare sono 22mila, che rappresentano il 13,6% del totale degli occupati provinciali (2,5% l’incidenza in Emilia-Romagna, 3,5% in Italia).
Per la provincia riminese si registrano dati molto positivi: per imprese registrate (13,9% del totale), Rimini occupa il 1° posto a livello regionale e il 2° in ambito nazionale (dopo La Spezia); per valore aggiunto (13,1% del totale), Rimini si colloca al 1° posto in Emilia-Romagna e al 2° nel contesto nazionale (dopo Trieste); e  per occupazione (13,6% del totale), Rimini occupa la 1° posizione a livello regionale e la 3° in Italia (dopo La Spezia e Trapani).