(Sesto Potere) – Forlì – 29 dicembre 2022 – In questi mesi  il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e la giunta comunale hanno incontrato i rappresentanti dei Comitati Territoriali dei Quartieri per parlare dei punti principali del bilancio di previsione 2023 e ascoltare le istanze dei territori. Ogni volta l’amministrazione ha parlato di “bilancio partecipativo”, una modalità che i gruppi consiliari del Partito democratico di Forlì e di Forli e Co. (nella foto in alto i due capigruppo) vogliono ricondurre ad un altro significato.

“Il vero “bilancio partecipativo” è tutt’altro, ovvero un percorso della durata di 6-12 mesi, di supporto e indirizzo al bilancio preventivo del Comune, che si articola, di solito, in 4 fasi: informazione e formazione, consultazione e proposta, valutazione e progettazione condivisa, deliberazione e votazione pubblica.​ Il percorso prevede il coinvolgimento dei cittadini, come singoli o come consigli di zona e quartieri, ma anche di altri soggetti di rappresentanza collettiva che operino nella città e l’assegnazione di specifiche risorse economiche sia per lo svolgimento del processo che per i progetti da realizzare. Per attuare davvero il “bilancio partecipativo”, sarebbe bastato guardare alle esperienze dei vicini comuni di Cesena, Imola e Cervia o quelle di altri capoluoghi come Parma e Bologna, che hanno visto la realizzazione di decine di interventi, co-progettati e votati dai cittadini”: spiegano i gruppi consiliari di Pd e Forli e Co.

il sindaco Zattini

“In realtà – spiegano i due gruppi di opposizione – le sei assemblee organizzate nei quartieri dalla giunta  Zattini sono state un doveroso resoconto delle attività dell’Amministrazione Comunale, come era consuetudine ai tempi delle Circoscrizioni. Ma sono arrivate solo dopo mesi di ripetute richieste da parte dei quartieri medesimi e dunque del tutto fuori tempo massimo rispetto alla possibilità da parte di questi organismi di poter incidere sulle scelte della Giunta. E, di fatto, gli incontri si sono svolti quando il bilancio del Comune era già chiuso”: contestano i gruppi consiliari del Partito democratico di Forlì e di Forli e Co.

“Se veramente la giunta Zattini credesse nella partecipazione avrebbe, per esempio, colto l’occasione del tour per rendere conto delle proposte per il PUG, presentate dai quartieri, sollecitate in grande fretta e con tempi strettissimi ormai 10 mesi fa, e poi letteralmente cadute nel dimenticatoio. Oppure avrebbe presentato in questi tre anni di governo della città progetti in occasione dei bandi previsti dalla Legge Regionale sulla partecipazione, che solo nel 2022 ha stanziato 530.00€, grazie ai quali sono stati realizzati interessanti progetti di rigenerazione urbana e di patti collaborativi”: continuano i due gruppi di opposizione di centrosinistra.

In conclusione, “crediamo che la partecipazione sia una cosa seria, che per concretizzarsi richiede un lavoro quotidiano e una reale volontà di dialogo e collaborazione; organizzare una volta l’anno un’assemblea nella quale gli amministratori impiegano gran parte del tempo per autocelebrarsi e fare promesse generiche per il futuro, senza assumersi impegni concreti sulle questioni poste dai rappresentanti dei cittadini, più che partecipazione ci pare paternalismo. Che è cosa ben diversa”: concludono i gruppi consiliari di Pd e Forli e Co. .