Bevilacqua (Ugl): “In Emilia-Romagna aumentano lavoro sommerso ed economia illegale”

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(Sesto Potere) – Bologna – 16 ottobre 2020 – La cosiddetta “economia non osservata”, che comprende economia sommersa ed economia illegale, vale in Italia 211 miliardi di euro, con un peso dell’11,9% sul Pil. L’economia sommersa, in particolare, ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro (80% è nel terziario) e le attività illegali a circa 19 miliardi. Mentre le unità di lavoro irregolari (dipendenti e indipendenti) sono calcolate in 3 milioni 652 mila.

Cifre, calcolate comunque in difetto, contenute nell’ ultimo Rapporto dell’Istat (aggiornato al 2018) e presentato in queste ore.

L’incidenza dell’economia non osservata è molto alta al Sud dove pesa per il 19,4%, mentre nell’area che comprende l’ Emilia-Romagna è all’ 11,4%.
E sempre al Sud la quota di valore aggiunto generato da impiego di lavoro irregolare è significativa (il 7,7% contro una media nazionale del 5,1%), mentre in Emilia-Romagna è al 4,1%.

Una percentuale in Emilia-Romagna che più o meno coincide con i dati diffusi dal Centro Studi regionale di Confartigianato che stima il lavoro irregolare al 4,2% del valore aggiunto.

“Pur confermandosi l’annoso divario Nord – Sud le stime del sommerso, dell’abusivismo e del lavoro irregolare in Emilia-Romagna devono farci tenere alta la guardia: si parla di quasi 210 mila occupati non in regola, percentuale in aumento rispetto agli anni precedenti , diversamente dal lavoro regolare che resta stazionario. Per cifre complessive il sommerso rappresenta il terzo settore della nostra economia regionale”: afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato Ugl.

Una situazione confermata dall’ultimo Report annuale dell’Istituto Nazionale del Lavoro che conteggia l’ attività di vigilanza nei luoghi di lavoro.

Per numero di lavoratori irregolari l’Emilia Romagna è la 2^ regione d’Italia (con 10.351 fuori norma, +12%) dopo Lombardia e davanti alla Campania.

Mentre per lavoro nero in Emilia-Romagna sono state registrate quasi 2.500 sanzioni e denunce nei settori principali della ristorazione, del commercio, del manifatturiero e dell’agricoltura.

Stime che coincidono con le statistiche ufficiali della Guardia di Finanza.

“Spesso il sommerso viene giustificato dagli imprenditori colti sul fatto come incentivato dall’eccessiva pressione fiscale. E, in effetti, lavoro irregolare ed evasione fiscale sono da sempre interconnessi. E così, scopriamo che l’Emilia-Romagna è ai primissimi posti nazionali per lavoratori irregolari o totalmente in nero scoperti o per datori di lavoro denunciati per aver utilizzato manodopera non in regola. E chiaro che questa situazione dovrà diventare oggetto di studio del “Patto regionale del lavoro” e continuiamo a ribadire, come confederazione sindacale che è necessario potenziare in uomini e mezzi l’attività ispettiva contro il lavoro nero o irregolare che, viceversa , è stata depotenziata o quantomeno sottovalutata in ambito nazionale dagli ultimi governi”: aggiunge Tullia Bevilacqua.

“Come Ugl siamo da sempre impegnati nella lotta al lavoro sommerso che è un danno per lo Stato e per le aziende che assumono manodopera legalmente e priva i lavoratori di quei diritti costituzionalmente garantiti e non permettono di assicurare a loro stessi ed alle rispettive famiglie un’esistenza libera e dignitosa”: conclude il segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna, Bevilacqua.