Bevilacqua (Ugl Emilia-Romagna): “La mala burocrazia costa alle imprese miliardi di euro”

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(Sesto Potere) – Bologna – 7 settembre 2020 – Il cattivo funzionamento dell’amministrazione pubblica, con relativo apparato burocratico, penalizza a livello territoriale le principali realtà produttive del nostro Paese come Milano, Roma, Torino e Bologna.

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Calcolando l’incidenza del valore aggiunto – su dati dell’Istituto Ambrosetti elaborati dalla Cgia di Mestre – per adempimenti, permessi e tutte le altre pratiche burocratiche la provincia dove il costo annuo sostenuto dalle imprese per la gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione è superiore a tutte le altre è Milano con 5,77 miliardi di euro, a Bologna l’onere è di 1,35 miliardi di euro , a Modena quasi un miliardo di euro, a Reggio Emilia 627 milioni di euro, a Parma 553 milioni di euro ed a Forlì-Cesena 416 milioni di euro.

Per contro, le realtà imprenditoriali meno “soffocate” dalla burocrazia sono tutte al Sud , l’area geografica con minore sviluppo imprenditoriale.

“E questo squilibrio, che danneggia la parte più produttiva del paese, inclusa l’Emilia- Romagna, è un paradosso tutto italiano. E’ assodato che la cattiva e l’elefantiaca burocrazia frena la produttività delle imprese e ne ostacola la crescita. E nelle classifiche internazionali sulla qualità dell’amministrazione l’Italia peggiora anno dopo anno. Nonostante la tanto sbandierata lotta alla burocrazia” più volte annunciata dal governo e pubblicizzata con il cosiddetto ‘Decreto semplificazioni”: afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.

 Le inefficienze amministrative e burocratiche e la scarsa qualità dei servizi erogati dalla Pubblica amministrazione rallentano la crescita del sistema Italia con una perdita stimata in quasi 70 miliardi di Pil e, nel confronto con i 36 Paesi dell’area Ocse l’Italia è scivolata addirittura al terzultimo posto.

Tullia Bevilacqua

L’Ance-Associazione nazionale costruttori edili ha fornito le cifre di un Paese paralizzato dalle inefficienze con 749 cantieri di opere strategiche e infrastrutturali molto importanti ancora bloccati dalle lungaggini burocratiche. 

“Le fredde statistiche non rendono bene l’idea. Nei fatti, con una migliore burocrazia si avrebbero, in Italia, oltre al miglioramento dei conti pubblici ed un maggiore rilancio delle imprese, una maggiore opportunità di creare occupazione e la possibilità per governo ed enti locali di agire sulla leva fiscale”: aggiunge Tullia Bevilacqua.

Una recente inchiesta del quotidiano economico ‘Italia Oggi’ stima che per accedere alla maxidetrazione del 110% con il ‘superbonus’ non basterà il via libera alla fattibilità tecnica degli interventi, ma occorrerà mettere in conto una mole di adempimenti e autorizzazioni dell’amministrazione pubblica così voluminosa che non è possibile stimare preventivamente la tempistica tra la domanda all’apertura della pratica e la risposta.

“Per la riqualificazione energetica, per esempio,  con relativa autorizzazione paesaggistica ordinaria la pubblica amministrazione ha a disposizione fino a 120 giorni, e l’apparato burocratico rallenta soprattutto se si tratta di edifici soggetti a vincolo storico o paesaggistico. Inoltre, la complessità dell’accesso alle detrazioni del 110% e del 50% per le ristrutturazioni spesso spinge i cittadini a rinunciare. Problemi che il governo s’è guardato bene dal risolvere e che sono parte integrante di un approccio politico che penalizza le imprese e la libera intrapresa anche dei singoli utenti. Come Ugl riteniamo che il rilancio auspicato e decantato dal governo rimanga in realtà un lontano miraggio e che sia sempre più urgente mettere in campo politiche fiscali e infrastrutturali , con un reale drastico taglio alla burocrazia, che consentano di modernizzare l’Italia e al tempo stesso di creare nuova occupazione, tanto più adesso che scontiamo i danni economici e sociali del lockdown da Coronavirus”: conclude la segretaria regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

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