(Sesto Potere) – Forlì – 28 novembre 2022 – “Con la possibile nomina di Luca Bartolini ad amministratore unico di Forlifarma, partecipata al 100% del Comune di Forlì, il sindaco Zattini confermerebbe ancora una volta quanto poco ci sia di civico e moderato nella sua amministrazione. Nomina che sarebbe quanto mai inopportuna sotto svariati profili”: lo scrivono in una nota congiunta l’ Unione territoriale Forlivese del PD (nella foto in alto il segretario Daniele Valbonesi) e Articolo Uno Forlì.

“Bartolini è coordinatore forlivese di Fratelli d’Italia e, forse, neanche ai tempi della Prima Repubblica venivano proposte nomine nelle società partecipate a dirigenti apicali di partito in carica. Anche tralasciando la roboante inopportunità della collocazione di dirigenti di partito alla presidenza di società pubbliche, resterebbe ugualmente davvero difficile ravvisare in Bartolini le competenze che giustifichino la nomina dato che il medesimo, dipendente dal 1987 del Consorzio di bonifica della Romagna, non presenta nel proprio curriculum alcuna esperienza che possa spiegare l’eventuale nomina. Inoltre, Bartolini è stato coinvolto nella vicenda giudiziaria delle cosiddette “spese pazze” ai tempi in cui era consigliere regionale nel gruppo di Forza Italia (dal 2010 al 2014), affermando più volte: “di essere stato assolto” ma con una davvero disinvolta omissione della ‘prescrizione per reato di frode aggravata’ che invece emerge dal documento della Cassazione”: insistono l’Unione territoriale Forlivese del PD e Articolo Uno Forlì.

“Lo stesso Bartolini nel 2014 contestò le nomine della AUSL Romagna fatte, a suo avviso, non “in base a criteri di competenza”, paragonandole “ad una parata dei dirigente del PCUS” e dichiarando che “la salute è un bene di tutti e che non deve avere connotazioni partitiche”: evidenziano i due partiti del centrosinistra.

“Dopo il rimpasto di giunta, congelato per oltre un anno e non più rinviabile a seguito del risultato elettorale del 25 settembre, Zattini pagherebbe un altro pegno al peso conquistato da Fratelli d’Italia, che renderebbe sempre meno credibile la sua tanto sbandierata autonomia dai partiti. La dirigenza di un servizio pubblico come quello delle farmacie comunali, di ingente valore economico, di forte impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, di delicate relazioni con le strutture sanitarie, richiederebbe requisiti di alto profilo, di competenza e di autonomia decisionale. Se invece Zattini nominasse come amministratore unico di una società pubblica un dirigente di partito con un curriculum non adeguato, si rivelerebbe non solo fortemente condizionato dai suoi alleati di maggioranza, ma anche spregiudicato e poco attento agli interessi della comunità forlivese”: concludono l’Unione territoriale Forlivese del PD e Articolo Uno Forlì.

Il comunicato segue sulla stessa falsarica l’intervento della contestazione avanzata del consigliare comunale di Forlì e Co. Giorgio Calderoni.
Nell’occasione Luca Bartolini aveva fornito la sua versione dei fatti, ricordando, come punto centrale del suo discorso, che vanta un certificato penale con la totale assenza di carichi pendenti con un casellario giudiziario intonso.