(Sesto Potere) – Bologna – 11 dicembre 2021 – Nei primi nove mesi del 2021 i flussi di credito al consumo registrano una crescita significativa (+18.8% vs 2020), che sconta le ridotte erogazioni dell’anno precedente, segnato dal Covid-19. I volumi non tornano ai livelli pre-pandemia, il confronto con i primi nove mesi 2019 evidenzia ancora una contrazione (-9.7%); tuttavia il gap si riduce progressivamente in corso d’anno, in particolare nel terzo trimestre.

Per quanto riguarda i mutui immobiliari, i primi nove mesi dell’anno segnano un deciso incremento (+21.3% i flussi, +16.1% il numero di contratti rispetto ai nove mesi del 2020), che diventa ancora più consistente nel confronto col corrispondente periodo del 2019, grazie ai mutui con finalità d’acquisto e a quelli per ristrutturazione, a conferma della centralità, per le famiglie italiane, del progetto casa sostenuto dal credito.

Nel complesso, anche a seguito della pandemia, il comparto del credito alle famiglie ha sperimentato un’accelerazione della digitalizzazione dei processi, agevolata anche dalle misure di semplificazione adottate dal legislatore nazionale riguardanti la sottoscrizione elettronica dei contratti. Questo ha portato a un incremento dell’offerta di prodotti finanziari tramite piattaforme web e a un maggiore accesso al credito su tale canale.

Cresce anche l’attenzione sul green lending, con la quota di finanziamenti al consumo sul totale cresciuta durante la pandemia; analogamente aumentano i mutui destinati all’efficientamento energetico dell’abitazione.

La digitalizzazione e la transizione green sono tematiche cruciali anche per l’offerta del credito, essendo pilastri del piano Next Generation EU.

Queste le principali evidenze che emergono dalla 51^ edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF di Bologna e Prometeia.

Il credito al consumo: in ripresa i prestiti finalizzati, ancora in difficoltà i prestiti personali

cliente allo sportello bancario


Si segnala una forte crescita dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto (+22.3%) nei primi sei mesi del 2021. Rispetto ai primi nove mesi del 2019 le erogazioni complessive segnano un leggero recupero (+1.4%), trainato dai finanziamenti per auto usata e per le due ruote e favorito dagli ecoincentivi volti sia a sostenere il mercato dell’automotive, sia a migliorare la sostenibilità del parco circolante. Si segnalano, negli ultimi mesi, alcune le difficoltà nel settore auto/moto relative alla carenza dei componenti elettronici.

I prestiti finalizzati all’acquisto di altri beni e servizi (appartenenti a settori quali elettronica, elettrodomestici, arredo) nei primi nove mesi del 2021 hanno mostrato complessivamente un incremento pari a +18.2%, che si traduce in una replica dei volumi pre-crisi. All’interno di tale categoria hanno mostrato una maggiore resilienza quelli destinati all’acquisto di elettrodomestici/elettronica anche grazie all’eCommerce.

Nel terzo trimestre i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione superano i volumi pre-pandemia, grazie alle erogazioni a dipendenti pubblici, i meno colpiti dagli impatti negativi sul reddito indotti dalla crisi. Le erogazioni complessive chiudono i primi nove mesi del 2021 con un incremento a doppia cifra (+15.3% sullo stesso periodo del 2020), contenendo il gap con lo stesso periodo del 2019 (-3.5%).

I prestiti personali sono il prodotto che più ha risentito degli effetti della crisi in atto, segnando un -18.1% per quanto riguarda i flussi erogati rispetto vs 2019. Lato domanda incide ancora la prudenza verso impegni finanziari maggiori e lato offerta la maggiore attenzione al merito creditizio dei richiedenti anche a seguito delle normative prudenziali più stringenti.

Infine, gli utilizzi rateizzati delle carte opzione/rateali proseguono il trend di calo nel confronto sia con il 2020 (-6%), sia con il 2019 (-17.8%). Il prodotto subisce anche, in particolare sugli acquisti a minor valore, la concorrenza degli strumenti di dilazionamento dei pagamenti, diffusi in ambito eCommerce.

Mutui immobiliari: continua il trend di crescita oltre i livelli pre-Covid


Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici registrano nei primi nove mesi del 2021 una crescita robusta (+21.3% i flussi rispetto ai primi 9 mesi del 2020). Il confronto sul corrispondente periodo del 2019 restituisce, inoltre, un incremento ancora più elevato (+36.8%).

Nel dettaglio, trainano la crescita i mutui con finalità d’acquisto (+39.8% nei primi nove mesi del 2021), portando il proprio peso sul totale flussi finanziati al 79%, ben al di sopra di quello pre-pandemia (75%). Il trend ha beneficiato dei tassi di riferimento ancora ai minimi storici e della conseguente convenienza dei mutui a tasso fisso oltre che degli incentivi governativi (bonus prima casa, superbonus 110% e agevolazioni per i giovani). Gli stessi driver hanno inciso sulla ripresa dei mutui di ristrutturazione (+15.6%).

Il comparto sta fornendo un importante contributo alla transizione “verde” dei consumi, attraverso l’offerta di mutui green (erogati a favore di famiglie consumatrici per l’efficientamento energetico dell’abitazione) che incidono per l’8% sul totale mutui acquisto e per l’11% su quelli per ristrutturazione e/o costruzione di un immobile residenziale.

Le surroghe accentuano ulteriormente il calo nel terzo trimestre 2021 (-45.6% rispetto allo stesso periodo di un anno prima), per via del fisiologico esaurimento dei contratti in essere che potrebbero migliorare le condizioni economiche applicate.

L’analisi della rischiosità del credito alle famiglie


Il rischio di credito si colloca, rispetto al totale dei prestiti alle famiglie, sul livello più basso degli ultimi anni, con il tasso di default 90 past due che registra una riduzione e si posiziona all’1.2% a settembre 2021.

Nel dettaglio delle forme tecniche si rileva come la contrazione registrata nei trimestri centrali del 2021 coinvolga sia i prestiti finalizzati, che a settembre 2021 si attestano allo 0.8%, sia i prestiti personali, che registrano una contrazione di più ampia portata arrivando all’1.9% nello stesso periodo di osservazione. Anche per i mutui immobiliari il tasso di default a 90 giorni segue un percorso di riduzione, passando dall’1.2% di marzo 2021 allo 0.7% di settembre 2021.

Al mantenimento di una elevata qualità del credito hanno contribuito, oltre agli strumenti di sostegno del reddito e all’intervento tempestivo degli operatori sui primi segnali di insolvenza, anche l’atteggiamento responsabile delle famiglie e i tassi di interesse confermati dalla BCE ai minimi storici.

Le prospettive per il biennio 2022-23

La domanda di credito da parte delle famiglie sarà favorita dal miglioramento dello scenario macroeconomico e dal consolidamento della ripresa atteso nei prossimi anni in un quadro di minore incertezza, oltre che da tassi d’interesse bassi e dalla spinta che verrà dall’implementazione del PNRR.

Dopo il rimbalzo del 2021, i flussi complessivi di credito al consumo consolideranno la crescita nel biennio 2022-23, recuperando i livelli pre-Covid. La ripresa sarà guidata dai prestiti finalizzati, favoriti da incentivi per l’efficientamento energetico, mentre sarà più lento il recupero dei prestiti personali. Buone prospettive anche per i mutui immobiliari, anche grazie agli impulsi derivanti dagli incentivi governativi.

Sul fronte delle politiche di offerta, la solvibilità della clientela resterà un elemento decisivo, soprattutto nel 2022 quando, in un quadro di generale normalizzazione dell’attività economica, il termine delle moratorie e la riduzione degli interventi di sostegno porterà a un peggioramento della rischiosità. Gli impatti della maggiore rischiosità sui bilanci degli operatori saranno, tuttavia, limitati dai piani di cessione di NPL.

Il cambiamento delle abitudini della clientela indotte dalla pandemia ha accelerato la trasformazione che l’industria del credito alle famiglie stava già affrontando. Investimenti in tecnologia, innovazione e capitale umano saranno pertanto elementi chiave per completare la transizione digitale e adeguare i modelli di servizio alle nuove esigenze della clientela. E anche la gestione dei rischi climatici e l’integrazione dei criteri ESG nelle politiche di offerta saranno fattori sempre più rilevanti, in uno scenario in cui il PNRR individua proprio nella transizione digitale e verde due pilastri fondamentali. Lo scenario macroeconomico considerato dall’Osservatorio rimane cautamente ottimistico, ma un elemento cruciale sarà la capacità delle istituzioni di attuare nei tempi e nei modi concordati con la Commissione europea gli interventi previsti dal PNRR, con rischi potenziali legati all’evoluzione della pandemia e alle spinte inflazionistiche (prezzi delle materie prime, supply chain globali) che potrebbero indurre le famiglie a basso reddito ad avere un atteggiamento più cauto anche nel ricorso al credito.