Banche, a Forlì-Cesena e Rimini continua il calo del credito alla clientela

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(Sesto Potere) – Forlì – 23 ottobre 2019 – Al 30 giugno 2019 nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini continua il calo del credito alla clientela, dovuto alla diminuzione dei prestiti alle imprese; aumentano invece i prestiti alle famiglie. Sul fronte del risparmio finanziario risultano in crescita i depositi mentre diminuisce l’ammontare dei titoli in portafoglio. In lieve calo il tasso di ingresso in sofferenza.
Prestiti e risparmio finanziario – provincia di Forlì-Cesena
In base ai dati provvisori della Banca d’Italia (Ufficio Ricerca Economica di Bologna), in provincia di Forlì-Cesena, al 30/06/2019, i prestiti totali ammontano a 11.655 milioni di euro (8,6% dell’Emilia-Romagna), cosi suddivisi: 62,6% alle imprese, 32,7% alle famiglie e 4,7% ad altri soggetti (società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro). Rispetto al 30 giugno 2018 si rileva una diminuzione dell’1,7% dei prestiti concessi, a differenza della stabilità a livello regionale; nel dettaglio, calano i prestiti alle imprese (-4,6%), in particolare alle medio-grandi (-4,9%), mentre aumentano quelli alle famiglie (+2,7%). In merito ai primi, ne soffrono praticamente tutti i principali settori: manifatturiero
(-4,9%), edilizia (-4,9%) e servizi nel complesso (-3,9%).

Con riferimento al risparmio finanziario, in provincia, al 30/06/2019, l’ammontare risulta di 16.851 milioni di euro (7,5% dell’Emilia-Romagna): il 61,0% è assorbito dai depositi bancari, il restante 39,0% dai titoli a custodia. Rispetto al 30 giugno 2018 si riscontra una sostanziale stabilità del risparmio totale (-0,1%), diversamente dall’incremento regionale (+2,5%), dovuta alla compensazione tra la variazione positiva dei depositi (+2,3%) e quella negativa dei titoli (-3,5%).

Il tasso di ingresso in sofferenza, determinato dal rapporto tra i flussi delle nuove sofferenze rettificate nel periodo di riferimento e i prestiti non in sofferenza alla fine del periodo precedente, nel 2° trimestre 2019, risulta pari al 2,2% (era il 2,3% nel 2° trimestre 2018): in tale contesto si riducono sia i tassi relativi alle imprese (dal 2,8% all’attuale 2,5%) sia quelli riferiti alle famiglie (dall’1,5% all’odierno 0,9%).

Infine, in merito alla dinamica dei prestiti, secondo le elaborazioni effettuate da CLAS per l’Osservatorio sul Credito di Unioncamere Emilia-Romagna, con riferimento al primo semestre del 2019, risulta un discreto grado di soddisfazione nel rapporto banca-impresa in provincia di Forlì-Cesena, anche se la maggior parte delle imprese coinvolte nella rilevazione (il 77%) non ha fatto esplicita richiesta di finanziamento nei primi sei mesi dell’anno. Tra

camera commercio forlì

coloro che hanno presentato relativa richiesta (23%), nella maggior parte dei casi il credito è stato interamente concesso (12%) e quasi tutte le imprese intervistate si sono sempre trovate in condizione di poter adempiere agli impegni finanziari assunti con gli istituti di credito (98%); inoltre, più della metà dei rispondenti (56%) ha ritenuto adeguate le garanzie richieste. Negativo invece il giudizio sul costo complessivo del finanziamento, ritenuto inadeguato nel 60% dei casi, ciò a causa dell’aumento dei costi e delle commissioni bancarie.

Prestiti e risparmio finanziario – provincia di Rimini
In base ai dati provvisori della Banca d’Italia (Ufficio Ricerca Economica di Bologna), in provincia di Rimini, al 30/06/2019, i prestiti totali ammontano a 8.728 milioni di euro (6,5% dell’Emilia-Romagna), cosi suddivisi: 59,1% alle imprese, 36,2% alle famiglie e 4,7% ad altri soggetti (società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro). Rispetto al 30 giugno 2018 si rileva una diminuzione dell’1,0% dei prestiti concessi, a differenza della stabilità a livello regionale; nel dettaglio, calano i prestiti alle imprese (-2,0%), in particolare alle piccole (-7,0%), mentre aumentano quelli alle famiglie (+1,5%). In merito ai primi, a soffrire maggiormente è il settore edile (-9,4%) seguito dai servizi nel complesso (-0,8%); sostanzialmente stabili, invece, i prestiti verso il manifatturiero (+0,1%).

camera commercio di rimini

Con riferimento al risparmio finanziario, in provincia, al 30/06/2019, l’ammontare risulta di 14.172 milioni di euro (6,3% dell’Emilia-Romagna): il 66,3% è assorbito dai depositi bancari, il restante 33,7% dai titoli a custodia. Rispetto al 30 giugno 2018 si riscontra una crescita del risparmio totale (+2,8%), superiore all’incremento regionale (+2,5%), grazie alla variazione positiva dei depositi (+5,2%), contrapposta a quella negativa dei titoli (-1,7%).

Il tasso di ingresso in sofferenza, determinato dal rapporto tra i flussi delle nuove sofferenze rettificate nel periodo di riferimento e i prestiti non in sofferenza alla fine del periodo precedente, nel 2° trimestre 2019, risulta pari all’1,9% (era il 3,2% nel 2° trimestre 2018): in tale contesto si riducono sia i tassi relativi alle imprese (dal 4,5% all’attuale 2,4%) sia quelli riferiti alle famiglie (dall’1,3% all’odierno 1,1%).

Il commento
“Così come le attività produttive rappresentano i “polmoni” dell’economia, l’intermediazione finanziaria è il “cuore” che pompa il sangue agli organi vitali – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini –. Proprio per questo, nel tempo, la nostra Camera ha messo in campo, con

zambianchi

continuità, una serie di azioni come il sostegno finanziario ai Consorzi Fidi e l’accesso al Fondo “per lo sviluppo” e, più recentemente, ha collaborato all’apertura di sportelli per il microcredito. Il calo dei prestiti alle imprese registrato a livello nazionale in questi anni, frutto di dinamiche combinate che hanno reso più difficile l’incontro tra offerta e domanda, in primis i rating critici di molte imprese, costituiscono un’ipoteca sul nostro sviluppo, perchè limitano una reale ripresa degli investimenti, che rappresentano sempre la vera “cerniera” tra la domanda di oggi e l’offerta di domani. In questa direzione va dunque l’impegno della Camera, che prosegue favorendo l’interlocuzione diretta tra il mondo delle imprese e il mondo dell’intermediazione finanziaria, che a sua volta è fatto di imprese”.

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