Balneari, procedura di infrazione Ue contro l’Italia. Morrone e Raffaelli: Si attivino Conte e Bonaccini

0
334
spiaggia romagnola

(Sesto Potere) – Bruxelles – 6 dicembre 2020 – La Commissione europea ha inviato all’Italia il 3 dicembre scorso una lettera di messa in mora relativa al rinnovo automatico e dunque l’estensione delle concessioni balneari al 31 dicembre 2033, una norma voluta dall’allora ministro al turismo, oggi senatore della Lega Gian Marco Centinaio durante il primo governo Conte come norma transitoria in attesa di una riforma organica del demanio marittimo che, con la nuova maggioranza di governo, col Conte bis non è stata ancora varata.

Jacopo Morrone

Secondo la procedura d’infrazione il nostro Paese ora due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni sollevate dall’Europa, dopodiché Bruxelles potrà passare alla seconda tappa dell’iter burocratico, inviando un parere motivato ed eventualmente comminando all’Italia una sanzione pecuniaria.

L’Europa ricorda che la normativa italiana è in contrasto con la direttiva “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi, nonché con la sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” che aveva dichiarato illegittime le proroghe automatiche e generalizzate sulle concessioni balneari.

 “Non possiamo che criticare pesantemente l’Unione europea che continua a rifiutarsi di riconoscere la specificità e l’importanza del settore balneare italiano e che, in piena emergenza sanitaria, si preoccupa dell’osservanza o meno della direttiva Bolkestein da parte dell’Italia. Dall’altra parte, altrettanto biasimo lo indirizziamo al governo Conte che non è stato capace di realizzare la riforma dell’intero demanio marittimo prevista dalla legge di Bilancio, la 145/2018 (quella voluta da Gian Marco Centinaio, ndr), causando nei fatti una perdita di credibilità del Paese di fronte alla Commissione europea. Insomma, l’ennesimo caso di provata incapacità dell’attuale esecutivo e in particolare dei due ministri coinvolti Paola De Micheli e Dario Franceschini”: commenta l’intervento dell’Ue i parlamentari romagnoli della Lega il forlivese Jacopo Morrone e la riminese Elena Raffaelli

Elena Raffaelli

“Come appare evidente il Governo è fuori tempo massimo, ma deve immediatamente agire per porre in salvo le imprese balneari. Non possiamo comunque consentire che la UE continui a negare il riconoscimento di una specificità italiana nel settore turistico-balneare. Crediamo quindi indispensabile che l’attuale presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini si attivi nei confronti del governo perché difenda nelle sedi europee quanto previsto nella legge 145, attui senza indugio la riforma del demanio e avvii un negoziato con la commissione europea per giungere ad un’applicazione della direttiva “Bolkestein” alle concessioni marittimo-demaniali che rispetti le peculiarità del nostro Paese. Già la Lega in alcune Regioni si è mossa in questo senso, così il gruppo regionale della Lega agirà in Emilia-Romagna. Ciò che stupisce è che non ci sia notizia di un serrato interessamento di Bonaccini di fronte a questa emergenza che colpisce anche la regione che governa”: concludono la nota Morrone e Raffaelli