(Sesto Potere) – – 29 dicembre 2022 – Un grande progetto internazionale si sta sviluppando in Uzbekistan da parte del Ministero della salute uzbeko, l’Unicef Uzbekistan e l’azienda di Coriano (Rimini) Newster Group. L’obiettivo è uno solo: migliorare la sicurezza degli operatori sanitari e delle comunità in Uzbekistan, proteggendo l’ambiente, dai rifiuti sanitari.

Newster è risultata l’azienda aggiudicataria della gara d’appalto realizzata da Unicef International, per un “accordo a lungo termine per la fornitura, l’installazione, la formazione e i servizi di manutenzione di attrezzature per il trattamento dei rifiuti sanitari per strutture sanitarie nella Repubblica dell’Uzbekistan”.

Le ultime informazioni disponibili dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indicano che 1 struttura sanitaria su 3 a livello globale non gestisce i rifiuti sanitari in sicurezza. La pandemia di COVID-19 ha aggravato l’esistente situazione dei rifiuti sanitari, che porta a forti aumenti nella produzione di rifiuti sanitari.  Secondo i dati del gennaio 2021, pre-COVID, si stimava che la Repubblica dell’Uzbekistan producesse oltre 173 tonnellate di rifiuti sanitari pericolosi al giorno, numero che è andato aumentando con il Covid.  Si stima che i due ospedali COVID di Tashkent da soli, quando operano a pieno regime, generino 2,4 tonnellate di rifiuti sanitari al giorno.

L’indagine fatta da Unicef sulla gestione dei rifiuti ospedalieri in Uzbekistan, ha evidenziato molti problemi che devono e essere migliorati: l’utilizzo di vecchi inceneritori senza sensori di monitoraggio della qualità dell’aria e nessun controllo ambientale per la riduzione di diossine e furani; la mancanza di un’adeguata classificazione e separazione dei rifiuti; i rifiuti sanitari che finiscono nei cassonetti dei rifiuti generici pubblici, con la mancanza di uno smaltimento finale sicuro.

Da qui, l’idea di portare avanti un progetto per sviluppare un giusto sistema di conferimento e smaltimento, con tecnologie e macchinari all’avanguardia, per la sterilizzazione di rifiuti ospedalieri, da installare direttamente negli ospedali e centri di cura (On-site).

IL COMMENTO
“Per la prima volta collaboriamo con l’Unicef e siamo molto orgogliosi di far parte di questo progetto _ dice Andrea Bascucci, AD Newster Group _ L’obiettivo è riuscire a coprire, in due anni, tutti gli ospedali del Paese asiatico, con le nostre tecnologie. Grazie anche al controllo da remoto, Unicef o il sistema sanitario locale, potrebbe controllare ogni macchina anche dall’altra parte del mondo. Quello che offriamo a Unicef e all’Uzbekistan, accanto alla nostra tecnologia all’avanguardia, è anche la formazione del personale addetto. Con un consulente Unicef e i nostri referenti sul posto, per tutto il personale socio-sanitario degli ospedali uzbeki, garantiamo corsi di formazione. Ringraziamo per questo anche BPER Banca, che ci sostiene e che ha creduto sin dall’inizio a questo importante progetto”. 

LA TECNOLOGIA IDEATA DA NEWSTER PER LA STERILIZZAZIONE DEI RIFIUTI SANITARI
Si basa su una tecnologia tutta italiana e brevettata per la sterilizzazione completa dei rifiuti solidi, basata su calore generato per frizione. Durante il processo il rifiuto viene finemente triturato e l’attrito generato rilascia calore fin a raggiungere una temperatura di 150°C. In questo modo viene eliminato completamente il rischio biologico. Al termine dello smaltimento resta un prodotto disidratato, completamente irriconoscibile, senza cattivi odori, ridotto dell’80% in volume e del 20% in peso.  

LA STORIA DI NEWSTER
Newster System srl è un’impresa riminese, fondata nel 1996, specializzata nella progettazione e produzione di tecnologie ecosostenibili per la gestione dei rifiuti ospedalieri, solidi e liquidi. Newster collabora con strutture sanitarie, istituti scientifici, università, laboratori di ricerca ed è presente in tutto il mondo. Vanta oltre 800 unità, attualmente installate e funzionanti, con distributori dislocati in 43 diversi Paesi, nei 5 continenti. L’azienda fattura circa 5 milioni di euro all’anno. Occupa 35 persone in Italia e un numero svariato di addetti e collaboratori all’estero, per assistenza e manutenzione.