“Azienda Italia”: rischio default per 52% aziende

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(Sesto Potere) – Roma – 24 aprile 2020 – Il sistema imprenditoriale italiano è a rischio default per il 52% delle aziende. Il tessuto delle Pmi occupa 11 milioni di persone il che rende evidente quanto sia urgente intervenire prima che la collettività debba pagare il prezzo più alto del collasso delle imprese.

Questo emerge dalle analisi e dai dati di “Azienda Italia”, un’associazione slegata da movimenti politici e che spiega di non essere in contrapposizione a Confindustria, nata per iniziativa di Karim Shahir Barzegar, Andrea Minazzi, Robert Gianfardoni, Riccardo Ruscalla, Matteo Ferraris, Gabriele Belloni, e Carlo Alberto Nobili, arrivati al lockdown di marzo con un’iniziativa che in poche settimane è riuscita a coinvolgere centinaia di imprese, lavoratori e manager da ogni parte del Paese.

Non solo PMI, professionisti e le cosiddette Partita Iva, ma anche imprenditori che hanno sentito il bisogno di una posizione più forte e comunque diversa da quella espressa da altre istituzioni italiane.

“Non siamo ‘anti-nessuno” precisa Andrea Minazzi, segretario e portavoce dell’Associazione Azienda Italia “Anzi, siamo proprio uniti dal bisogno di uscire dai ‘no’ per entrare in una nuova era pro-attiva. L’associazione nasce per offrire risposte, idee, soluzioni concrete. Il Covid può offrirci l’occasione di una vera rinascita. Un’opportunità che nessuno di noi vuole sprecare”.

Il post-pandemia come occasione per sostenere, strutturare e rilanciare il mondo del lavoro e in generale il fare impresa. Il piano operativo proposto dall’associazione è super-concreto: fiscalità, liquidità, scadenzario degli obblighi nei confronti dello Stato e risorse economico-finanziarie.

Proposte forti destinate a sollecitare un vero dibattito con le istituzioni e i decisori politici: a partire dalla richiesta di sospendere tutte le tasse per il 2020: imposte, acconti, F24, contribuzione IRPEF, accise bollette, canoni ecc dal 31.01 al 31.12.2020.

E poi il sostegno all’indotto sanitario con la detassazione del reddito lordo e la trasformazione dell’Irpef in stipendio non tassato per dodici mesi per medici, infermieri e coadiutori. Tra le proposte nel programma dell’Associazione l’impiego di Unità Navali militari come forza strategica di Ospedalizzazione e isolamento in merito al Covid 19.

Il focus dell’Associazione Azienda Italia in queste prime settimane di vita è concentrato sulla ricerca di un dialogo attivo con le Istituzioni italiane per dare voce agli attuali 400 membri e alla loro volontà di fare sistema per riportare l’Italia al suo naturale ruolo di leader in Europa non solo sul piano produttivo, manifatturiero ma anche per la ricerca, le infrastrutture, la cultura, l’ambiente e l’ospitalità.

“L’Associazione sta crescendo a vista d’occhio in poche settimane perché rispecchia il bisogno diffuso di nuove risposte, nuove visioni a lungo termine e in generale una nuova prospettiva sul mondo del lavoro” spiega Karim Shahir Barzegar, imprenditore di origini persiane che fra i primi ha promosso la nascita dell’associazione e oggi la presiede “Imprenditori, manager, liberi professionisti e tutti i loro dipendenti oggi non si sentono rappresentati dallo scenario che si sta disegnando a Roma per quello che io considero il nostro Paese. Il post pandemia avrà le connotazioni e le necessità di uno scenario post bellico: o le misure adottate dalle Istituzioni rispecchieranno la gravità della situazione o questa ci sarà fatale.”

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