Avolio: “Proposte del Comitato inascoltate, pronti ad azioni legali e politiche”

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(Sesto Potere) – Forlì – 5 febbraio 2021 – ”La Regione Emilia-Romagna è rimasta sorda alle proposte per la ripartenza del sistema produttivo Romagnolo contenute nel “Progetto Pilota per il Ritorno alla Normalità” che era stato presentato il 15 gennaio scorso al presidente della Provincia di Forlì – Cesena , Gabriele Fratto“: lo asserisce in una nota Daniele Avolio, portavoce del “Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro” (nella foto in alto la delegazione ricevuta da Fratto, ndr), nel comunicare lo stato di malessere in cui versano tutti gli operatori economici, gestori di ristoranti e bar, passando per i titolari delle palestre, con tutto l’indotto di riferimento e i fornitori.

Alla luce della mancata risposta della Regione, il “Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro” annuncia che valuterà con tutte le attività economiche che hanno aderito a questo “grido di aiuto” (più di 150 esercenti in tutta la provincia) azioni legali nei confronti dei “singoli” rappresentati del Governo che “a colpi di Decreti, giudicati da diversi eminenti costituzionalisti, illegittimi ed incostituzionali, stanno trascinando il tessuto economico romagnolo verso una deriva sociale ed economica difficilmente arginabile e recuperabile nel medio lungo termine”.

l’aula dell’assemblea regionale

La cronistoria

Dal 15 gennaio ad oggi,  giorno in cui una delegazione del “Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro”  fu ricevuta dal presidente della Provincia di Forlì – Cesena , Gabriele Fratto, insieme al sindaco di Forlì e Cesena ed all’assessore alle Attività Produttive del Comune di Cesena, Luca Ferrini, collegati in videoconferenza, “nulla è cambiato” e la Regione ed il suo presidente, Stefano Bonaccini, “sono rimasti silenti e sordi, nonché  allineati alla linea disastrosa di un Governo Conte, che per i danni che ha causato a tutto il sistema produttivo nell’affrontare l’emergenza con strumenti di dubbia efficacia, è stato costretto alle dimissioni”: insiste Daniele Avolio.

Durante il vertice in Provincia a cui parteciparono anche i Direttori di Confcommercio e Confesercenti Forlì – Cesena, rispettivamente Alberto Zattini e Giancarlo Corzani, fu illustrata dai rappresentanti del “Comitato” la drammatica situazione economico-sociale in cui versano tanti imprenditori di Forlì-Cesena a causa delle misure di contenimento della pandemia adottate dal governo.
Nell’occasione venne presentato un “Progetto Pilota per il Ritorno alla Normalità” che prevedeva la riapertura di ristoranti, pizzerie, bar , palestre, cinema, teatri, e di tutte quelle attività del territorio ritenute dal Governo “non essenziali”, adottando tutti i criteri di salvaguardia della salute individuale degli avventori e del personale dipendente.

“L’esperimento pilota per la nostra provincia , che costituisce una delle locomotive della ristorazione nazionale e della Wellness Valley, avrebbe costituito nel panorama Regionale un traino oltre che un laboratorio circoscritto per tutte quelle realtà che in vista di un ritorno alla normalità sarebbero state incentivate ad adottare misure più stringenti in totale autonomia per vedere in questo contesto un risultato positivo e da esportare. Lo stesso “Progetto – Laboratorio” veniva proposto perché non vi sono a tutt’oggi evidenze scientifiche che hanno dimostrato che nei comparti citati (ristorazione , bar e fitness) vi siano stati focolai e contagi da giugno a fine ottobre e, questo soprattutto per il notevole sforzo di adeguamento ai protocolli indicati dal CTS, chiesto dallo stesso Governo ai gestori delle attività richiamate”: ricorda Daniele Avolio.

Conte e Bonaccini

“Ma alla data attuale le previsioni danno più del 50% delle aziende di ogni settore della filiera della ristorazione, bar , pizzerie , cinema e mondo del fitness e Wellness in chiusura da qui a fine febbraio. Centinaia di attività economiche non sostengono più i costi di gestione che comunque hanno ogni giorno anche se chiusi e saranno costrette a licenziare i dipendenti e cessare giuridicamente le attività. Questo dato si ripercuoterebbe sull’occupazione che secondo le stime vedrebbe migliaia di lavoratori perdere il lavoro con risvolti drammatici sul tutto il tessuto economico Romagnolo”: aggiunge il portavoce del “Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro”.

“Nel “Progetto pilota” presentato a Gabriele Fratto, si proponeva tra l’altro , che venisse applicato il principio della divisione a “zone colore” dei territori a macchia di leopardo per permettere ai territori più virtuosi di iniziare a far rivivere il tessuto economico prima che questo fosse spazzato via da una crisi prevista , prevedibile ed insostenibile per le aziende. Al termine dell’incontro, il Presidente  della Provincia e i Sindaci  di Forlì e Cesena, oltre che i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio si dichiarano a favore della proposta avanzata del Comitato tanto che, il Presidente Fratto si fece promotore di un documento di sintesi inviato in Regione. Ma da quel giorno la Regione non si è degnata di dare una risposta interlocutoria, né ai vertici politici della nostra Provincia, né  di chiamare ad un tavolo di confronto gli attori dell’incontro, peraltro sollecitato dal Portavoce del Comitato Daniele Avolio, in diverse occasioni al Presidente della Provincia”: puntualizza Daniele Avolio.

Avolio

Le iniziative del Comitato

Pertanto, alla luce della mancata risposta della Regione, il “Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro” annuncia che valuterà con tutte le attività economiche che hanno aderito a questo “grido di aiuto” (più di 150 esercenti in tutta la provincia) azioni legali nei confronti dei “singoli” rappresentati del Governo che “a colpi di Decreti, giudicati da diversi eminenti costituzionalisti, illegittimi ed incostituzionali, stanno trascinando il tessuto economico romagnolo verso una deriva sociale ed economica difficilmente arginabile e recuperabile nel medio lungo termine”.

Inoltre, lo stesso “Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro” aggiunge che: “imputerà dal punto di vista politico a tutti  i rappresentanti politici che siedono nell’Assemblea Regionale, sia di maggioranza che di opposizione, soprattutto coloro che sono stati eletti nella Provincia di Forlì – Cesena, il fatto di non aver supportato dal punto di vista morale, pratico e normativo, la nostra battaglia per la libertà ed il lavoro e quello che poteva essere un distinguo tra i vari territori dell’Emilia Romagna virtuosi e meno virtuosi per la Diffusione del Covid 19. E da ultimo attribuisce al presidente della Regione, Bonaccini, la responsabilità della mancata sensibilità di ascolto al grido di aiuto e allarme sociale sollevato da centinaia di imprenditori e lavoratori che dalle prossime settimane si troveranno in una situazione di totale indigenza a causa di una politica totalmente sorda alle difficoltà elencate”: conclude la nota firmata da Daniele Avolio in rappresentanza del Comitato che vede anche tra i promotori Riccardo Lacorte (in rappresentanza di Horeca Ristorazione e Bar) e Maurizio Tassani (per le Palestre).