(Sesto Potere) – Modena – 1 aprile 2022 – “Ci sono le promesse, le firme ai tavoli, le dichiarazioni soddisfatte del MIMS, alle quali fanno eco quelle delle vecchie associazioni di categoria sempre pronte ad attaccare sul piano personale chi si permette di avanzare critiche. Poi c’è la realtà. E la realtà dell’autotrasporto in Italia parla di nodi, non solo economici, ancora irrisolti. Si pensi ad esempio alle aziende che hanno rinnovato il parco veicolare e che si ritrovano nella paradossale situazione di non poter chiedere il recupero del credito di imposta sulle accise.

Oggi infatti si chiude il primo trimestre utile per ottenere i rimborsi, ma il credito sul quale potevano contare i veicoli Euro 5 ed Euro 6 è stato annullato, al momento per un mese, dal Decreto Ucraina. Questo significa che il taglio orizzontale sui carburanti di 25 centesimi, applicato col Decreto Ucraina, è nei fatti azzerato proprio per coloro che hanno investito su autocarri nuovi. Tutto questo mentre si è ancora in attesa di conoscere se e come verranno corrisposte le compensazioni. Il funzionamento del “famoso”  fondo di 500 milioni di euro istituito dal Governo per mitigare gli effetti economici causati dall’aumento dei prezzi dei carburanti, solo per autocarri Euro5 e 6,   dovrà essere definito con apposito Decreto interministeriale (MIMS/MEF- Ministero Economia e  Finanze) e si dovranno definire pure  i criteri e le modalità di assegnazione oltre alle procedure di  erogazione. Ovviamente se questi soldi arriveranno, perché vincolati al rispetto del Trattato Ue sugli aiuti di Stato”.

A parlare è Cinzia Franchini, (nella foto in alto), imprenditrice modenese e portavoce di Ruote Libere, raggruppamento di piccoli imprenditori del trasporto merci conto terzi.

“A questa anomalia, che non sappiamo ancora quando verrà sanata, si sommano altre storture. La prima riguarda gli sconti sul carburante applicati in modo assolutamente eterogeneo da regione a regione, con il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, dove da domani 1 aprile il costo del carburante sarà inferiore, forse per la prima volta nella storia, rispetto a quelli di Slovenia e Austria.  Una disparità che crea evidenti gap concorrenziali per le aziende che vi operano. La seconda stortura riguarda le speculazioni, negate dai gestori degli impianti di distribuzione, ma che chiunque si trovi oggi sulle strade italiane può verificare in modo immediato – continua Cinzia Franchini -. Per questo avevamo richiesto un tetto massimo al costo del gasolio per far fronte all’emergenze. Invece le associazioni di rappresentanza, lungi dal rappresentare il settore, hanno firmato un accordo limitato temporalmente ad appena un mese, che esclude di fatto i veicoli Euro 3 e 4 da ogni compensazione e che rimanda tutto alla promessa del Fondo da 500 milioni per un anno al quale pare attingerà anche il settore trasporto persone-autobus e come sempre filtrati dalle stesse associazioni di categoria firmatarie”.