(Sesto Potere) – Modena – 21 ottobre 2022 – “Si è chiusa ieri la procedura per presentare l’istanza per ottenere il bonus gasolio, una conclusione che ne certifica il fallimento. Come era prevedibile, infatti, è emersa tutta la complessa, laboriosa e mal strutturata architettura pensata dal MIMS col plauso delle vecchie organizzazioni di rappresentanza che siedono all’Albo”.

A parlare è la presidente di Ruote Libere, Cinzia Franchini.

“La somma di complicazioni a cui hanno dovuto far fronte gli autotrasportatori ha portato in alcuni casi a non riuscire nemmeno a presentare la domanda e, del resto, gli inviti rivolti da alcune associazioni ad inviare ridicole mail di autotutela rispetto a possibili errori che possano inficiare l’ottenimento dei fondi, dimostrano la inadeguatezza del Meccanismo.  Tant’è vero che da una prima stima sono circa 3.000 le pratiche presentate che probabilmente rimarranno escluse dal rimborso, circa il 10% delle domande complessivamente inoltrate – continua Cinzia Franchini -. L’indiscutibile e tragica realtà è che, giunti a fine ottobre, ancora nessun autotrasportatore ha ricevuto un centesimo: nell’anno più complicato della storia recente del nostro Paese rispetto alle dinamiche di prezzo legate al costo del carburante, gli autotrasportatori sono rimasti esclusi, ad oggi, da ogni ristoro”.

“Chi riceverà il bonus – ricorda la presidente di Ruote Libere – potrà considerarlo solo parzialmente sostitutivo del recupero delle accise, chi rimarrà escluso verrà oltremodo penalizzato. Malgrado tutto questo si pensa di utilizzare lo stesso perverso meccanismo anche per il bonus AdBlue  e per il bonus LNG. Intanto il Governo ha prorogato il taglio accise fino al 18 novembre e con ogni probabilità la misura verrà confermata almeno fino a fine anno”.

“Questo significa da un lato per gli autotrasportatori l’impossibilità di procedere con il rimborso accise ordinario sospeso, dall’altro continuare ad applicare senza correttivi una misura che non ha fermato la speculazione, col costo del carburante alla pompa oggi di nuovo vicino ai 2 euro al litro col prezzo al barile sceso intorno agli 85 dollari. In attesa della nomina di un nuovo ministro, al quale chiederemo da subito il ripristino proprio del rimborso ordinario accise, ribadiamo la necessità di intervenire in termini strutturali fissando un prezzo massimo al gasolio per arginare speculazioni che evidentemente il Governo sinora non è riuscito a controllare”: conclude Cinzia Franchini.