(Sesto Potere) – Bologna – 9 gennaio 2023 – Sull’autonomia differenziata “serve la condivisione delle Regioni, non è accettabile che si passi dal Consiglio dei ministri senza condividere con le Regioni lo schema, un progetto”: a dirlo è il presidente della Regione Emilia Romagna e candidato alle primarie del Pd, Stefano Bonaccini, rispondendo a domande di giornalisti a margine di un incontro a Lecce.

“Sull’autonomia differenziata non si può dire un ‘no’ ideologico, sarebbe sbagliato. Servono alcune condizioni, la prima è che o prima ci sono i livelli essenziali di prestazione già definiti o non se fa nulla. Serve una legge quadro approvata dal Parlamento, regole uguali per tutti. E poi togliere la questione dei residui fiscali perché allora sarebbe secessione, non autonomia differenziata”: aggiunge Bonaccini che, pur  dichiarando di essere “pronto al confronto”, ha fatto intendere che è auspicabile che nel concetto stesso di autonomia e nel dispositivo attuativo “non si creino differenze tra Nord e Sud”.

il governo Meloni

Bonaccini ha ricordato che “pochi anni fa, col ministro agli Affari Regionali Boccia, il sottoscritto, che era presidente della Conferenza delle Regioni, a nome di tutte le Regioni, firmò una sorta di intesa quadro. Ripartiamo da lì e proviamo a ragionare”.

“Avevo proposto in Emilia Romagna, che poi è diventata patrimonio della proposta del Pd, non si parla di risorse in più. Noi non vogliamo un euro in più. Noi vorremmo un’autonomia differenziata che semplificasse la vita di famiglie, cittadini e imprese, riducesse la burocrazia, e soprattutto favorisse la programmabilità delle risorse e degli investimenti”: racconta la sua idea di autonomia regionale differenziata lo stesso Bonaccini.

Da parte sua, Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le autonomie e parlamentare della Lega, nel corso di un intervento ad Agorà Rai Tre, dedicato proprio alle autonomie regionali, ha garantito che ci sarà “un passaggio Governo-Regioni” e successivamente si esprimerà sul tema il Parlamento: “l’intesa definitiva andrà in Parlamento e verrà votata dal Parlamento”… “Quindi non c’è nessuna fuga in avanti o rischio di blitz”: ha rassicurato Calderoli.