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	<title>Sestopotere MC &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
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	<title>Sestopotere MC &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Inaugurato all&#8217;Ospedale di Forlì il primo corridoio esperienziale di arte della sanità pubblica in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 13:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Oggi è stato inaugurato, al Padiglione Allende dell’Ospedale “Morgagni — Pierantoni” di Forlì, il primo corridoio immersivo dell’arte sanitaria pubblica in ltalia, realizzato grazie al finanziamento regionale FESR 2021— 2027 — Priorità I, Azione 1.2.2, assegnato alla Ausl Romagna nell&#8217;ambito delle iniziative volte alla trasformazione digitale [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Oggi è stato inaugurato, al Padiglione Allende dell’Ospedale “Morgagni — Pierantoni” di Forlì, il primo corridoio immersivo dell’arte sanitaria pubblica in ltalia, realizzato grazie al finanziamento regionale FESR 2021— 2027 — Priorità I, Azione 1.2.2, assegnato alla Ausl Romagna nell&#8217;ambito delle iniziative volte alla trasformazione digitale del settore culturale.<br>L&#8217;intervento rappresenta un passo decisivo verso una nuova modalità di fruizione del patrimonio storico-artistico sanitario, con l&#8217;obiettivo di renderlo accessibile in modalità open access, attraverso strumenti digitali, contenuti multimediali e allestimenti interattivi.</p>



<p>Il progetto integra la dimensione fisica a quella digitale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>QR code collegati sia al sito del patrimonio culturale dell’Ausl della Romagna sia (ove selezionate le opere) al Catalogo del Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna (PatER)</li>



<li>una mappa interattiva delle sedi del Museo diffuso “La Cura attraverso l&#8217;Arte”,</li>



<li>video-narrazioni</li>



<li>mappe tematiche e percorsi territoriali personalizzabili</li>
</ul>



<p>Il Museo diffuso dell&#8217;arte sanitaria romagnola si configura così come un sistema culturale aperto, integrato con la rete sanitaria territoriale e capace di rafforzare il legame tra cura, memoria e comunità</p>



<p><strong> Il progetto e il gruppo di lavoro</strong><br>LA CURA ATTRAVERSO L&#8217;ARTE &#8211; Museo Diffuso dell’Arte Sanitaria Romagnola<br>Il finanziamento del progetto si inserisce nel programma Regionale Fondo Europeo di Sviluppo Regionale PR-FESR 2021-2027. Priorità 1 – Ricerca, innovazione e competitività e digitalizzazione. Azione 1.2.2 – Sostegno alla trasformazione e allo sviluppo digitale della cultura. Bando per la digitalizzazione del patrimonio culturale di biblioteche, archivi storici, musei e altri istituti e luoghi della cultura, approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 983/2023, modificata con DGR n. 1234/2023 e n. 93/2024.<br>Partner del progetto di ricerca finanziato: Azienda USL della Romagna (Responsabile scientifico e RUP: Sonia Muzzarelli)<br>Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Architettura, Laboratorio TekneHub, Tecnopolo dell&#8217;Università degli Studi di Ferrara, Rete Alta Tecnologia dell&#8217;Emilia-Romagna (Responsabili scientifici: Marcello Balzani, Fabiana Raco), Clust-ER BUILD, Cluster Edilizia e Costruzioni, Rete Alta Tecnologia dell&#8217;Emilia-Romagna</p>



<p>Gruppo di lavoro Azienda USL della Romagna: Sonia Muzzarelli – coordinatrice, Gianni Bisulli, Angelo Croatti, Andrea Gozzoli, Nicola Lugaresi, Tiziana Rambelli, Stefano Venturelli, Lisa Venturini</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-1024x577.png" alt="" class="wp-image-302962" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-1024x577.png 1024w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-300x169.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-768x432.png 768w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-746x420.png 746w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-696x392.png 696w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6-1068x601.png 1068w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-6.png 1126w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p><strong> Un patrimonio unico in ltalia</strong><br>«Il Museo diffuso dell&#8217;arte sanitarìa Romagnola — spiega la dottoressa Sonia Muzzarelli, Conservatrice del Patrimonio Artistico delI’Ausl Romagna — rappresenta un importante patrimonio storico, artistico e archivistico, presente in settantacinque Comuni su un&#8217;estensione territoriale di oltre cinquemila chilometri quadrati. La collezione comprende ospedali storici, oratori, chiese e cappelle ospedaliere, raccolte d&#8217;arte e scientifiche, Iibri e documenti d&#8217;archivio. Dopo un lungo lavoro di studio e riordino, che ha permesso in molti casi la ricollocazione delle opere nei territori di origine, l&#8217;Ausl Romagna ha reso fruibile la propria collezione, arricchita da quaderni tematici curati e pubblicati dall’Azienda».</p>



<p><strong>Il progetto digitale</strong><br>Nove secoli di storia in un ecosistema interattivo<br>Il progetto complessivo prevedeva la realizzazione di un sito web dinamico, dedicato alla collezione culturale, che copre nove secoli di storia sanitaria, supportato da strumenti interattivi collocati negli ospedali della Romagna. La piattaforma consente una fruizione guidata o autonoma, anche attraverso percorsi personalizzati</p>



<p><strong>Primo step: le riprese e le tre tipologie di video</strong><br>La prima fase ha riguardato la produzione di contenuti audiovisivi: video-interviste ai direttori dei principali musei romagnoli; approfondimenti con la dottoressa Muzzarelli dedicati alle grandi opere della Ausl Romagna; dalla collezione di arte pubblica ai grandi donatori e donatrici, dalla cura attraverso la fede all&#8217;architettura ospedaliera.</p>



<p>I “Caroselli&#8221; &#8211; brevi video dedicati ai nuclei delle collezioni artistiche aziendali – vengono trasmessi, dal 7 aprile 2026, a rotazione, sui novanta monitor presenti nelle strutture dell&#8217; Ausl Romagna.</p>



<p>Le prime riprese sono state realizzate all’Ospedale di Faenza, accanto al celebre vaso di ceramica di Pietro Melandri (1926), simbolo della raccolta di arte ceramica dell&#8217;ospedale. Da qui si è sviluppato un percorso narrativo che si estende dai vasi da farmacia della manifattura Ferniani (XVIII—XIX secolo) fino ai maestri del Novecento, come Carlo Zauli, Ivo Sassi, Alfonso Leoni, Angelo Biancini, Ercole Drei, Aldo Rontini e Muky.</p>



<p>«La produzione artistica romagnola caratterizza profondamente il suo territorio &#8211; prosegue Muzzarelli &#8211; da Faenza con le ceramiche a Ravenna con i mosaici, Rimini con i crocefissi trecenteschi, Cesena con i ritratti dei donatori, Forlì con i suoi padiglioni storici a forma di nave, biplano e carrarmato, Lugo con la splendida farmacia storica e l&#8217;oratorio di Sant’Onofrio, fino a Riccione, simbolo delle grandi donatrici, come Maria Boorman Wheeler Ceccarini che donò l&#8217;ospedale dotato del primo orologio pubblico della città».</p>



<p>I quattordici nuclei del Museo diffuso della Romagna (NdR. &#8220;work in progress&#8221;) comprendono sedi a Forlì, Faenza, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Ravenna, Meldola, Cesena e Russi, ciascuna con specificità architettoniche, artistiche e storiche ..</p>



<p><strong>Secondo step: digitalizzazione e nuovi allestimenti</strong><br>Alla fase delle riprese — continua Muzzarelli — è seguita la digitalizzazione delle opere aziendali: gran parte del patrimonio è stata fotografata in alta definizione per scopi documentativi. Sono state inoltre rinnovate le grafiche delle guide e le pannellature dei nuclei della collezione». La conclusione dei lavori, infine, ha portato alla presentazione, il 18 aprile 2026, del primo corridoio immersivo di arte sanitaria pubblica in Italia all’ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì e, a breve, dei nuovi allestimenti dell’Oratorio di Sant’Onofrio di Lugo, dedicati alla collezione culturale aziendale.<br>Le istituzioni presenti all&#8217; inaugurazione del corridoio immersivo il 18 aprile, a Forlì<br>L’ inaugurazione è stata introdotta da Francesco Sintoni, Direttore di Presidio ospedaliero di Forlì ed ha visto la partecipazione di Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna; Gessica Allegni, Assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna; Francesca Bravi, Direttrice Sanitaria Ausl Romagna; Gian Luca Zattini, Sindaco di Forlì; S.E. Mons. Livio Corazza, Vescovo di Forlì-Bertinoro; Federica Gonzato, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Cristina Ambrosini, Direttrice del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna; Sonia Muzzarelli, Conservatore museografo dell’AUSL Romagna e Giancarlo Landini, Presidente dell’Associazione Ospedali Storici Italiani 2026.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-1024x768.png" alt="" class="wp-image-302964" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-1024x768.png 1024w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-300x225.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-768x576.png 768w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-1536x1152.png 1536w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-560x420.png 560w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-80x60.png 80w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-696x522.png 696w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8-1068x801.png 1068w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-8.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p><strong>Le dichiarazioni</strong><br>“Questo corridoio esperienziale, il primo dell&#8217;arte sanitaria pubblica in Italia, dimostra come cultura e cura possano e debbano parlarsi. Un progetto che incarna perfettamente i principi del welfare culturale che come Regione stiamo portando avanti: la cultura come uno dei determinanti fondamentali del benessere individuale e collettivo, come dimostrato dagli studi più recenti dell&#8217;OMS e dalle esperienze nei Paesi che hanno saputo anticipare questa visione. Siamo convinti che lo confermerà anche questo luogo, che trasforma uno spazio di cura in un luogo di memoria, identità e bellezza condivisa” &#8211; Massimo Fabi (Assessore alle politiche per la Salute della Regione Emilia- Romagna) e Gessica Allegni (Assessora Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità della Regione Emilia- Romagna)</p>



<p>“Questo progetto è la testimonianza di come le nuove forme di fruizione del patrimonio si estendano anche alla ricostruzione virtuale di ambienti e luoghi, all’aggregazione digitale di istituti, documenti e oggetti. Queste applicazioni favoriscono la contaminazione tra diversi domini disciplinari e la costruzione di nuove narrative; si ridefinisce il concetto stesso di museo, portando la fruizione culturale direttamente laddove la comunità si incontra e si prende cura” &#8211; Cristina Ambrosini (Dirigente Settore Patrimonio culturale Direzione generale Sviluppo economico, cultura e turismo Regione Emilia-Romagna )</p>



<p>  Giovedì 7 maggio, dalle ore 10,30 alle ore 17, è prevista una Giornata di visite guidate al corridoio immersivo dell’ospedale di Forlì (Padiglione Allende), ad accesso libero ed aperta a tutta la cittadinanza, con la dottoressa Sonia Muzzarelli</p>
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		<title>Il Lions Club Forlì Host ha consegnato il Lion d&#8217;Oro a Wilma Vernocchi </title>
		<link>https://sestopotere.com/il-lions-club-forli-host-ha-consegnato-il-lion-doro-a-wilma-vernocchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 13:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Nel corso di un recente incontro, molto partecipato e ben riuscito, un&#8217;emozionata Wilma Vernocchi ha ricevuto il prestigioso Lion d&#8217;Oro dalle mani di Fiorella Maria Mangione presidente del Lions Club Forlì Host. Il riconoscimento, che fu ideato nell&#8217;anno sociale 1990/1991 quando era presidente Nicola Milandri, intende mettere in [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Nel corso di un recente incontro, molto partecipato e ben riuscito, un&#8217;emozionata Wilma Vernocchi ha ricevuto il prestigioso Lion d&#8217;Oro dalle mani di Fiorella Maria Mangione presidente del Lions Club Forlì Host.</p>



<p> Il riconoscimento, che fu ideato nell&#8217;anno sociale 1990/1991 quando era presidente Nicola Milandri, intende mettere in rilievo i forlivesi che eccellono nella loro attività e fanno conoscere la nostra città a livello nazionale e non solo, come ha fatto nel corso degli anni e in modo continuativo la premiata di questa edizione.</p>



<p>&#8220;Proprio per questo abbiamo deciso di assegnare il Lion d&#8217;Oro a Wilma Vernocchi&#8221;, dichiara la presidente Mangione, &#8220;perché, come abbiamo scritto nella motivazione, con talento straordinario ha portato l&#8217;arte lirica italiana nei più prestigiosi palcoscenici del mondo, mantenendo nel contempo un forte e generoso legame con Forlì, sua città natale&#8221;.</p>



<p>Wilma Vernocchi, dopo aver frequentato i conservatori di Pesaro e di Bologna, fu scelta dal Centro perfezionamento Artisti Lirici del Teatro alla Scala di Milano, dove iniziò lo studio sull’opera lirica, sotto la guida di importanti maestri. Rappresentò l’Italia alla seconda edizione del Word Wide Madama Butterfly Competition in Giappone e vinse il premio assoluto “Madama Butterfly 1970”. In Giappone le è stato dedicato un giardino nello storico parco Glover di Nagasaki, dov&#8217;è collocato il monumento a Madama Butterfly. Al teatro alla Scala di Milano è stata protagonista nell’opera “Elisir d’amore” (Adina) con Luciano Pavarotti (1972). Oltre alla Scala, si è esibita, presso Enti lirici italiani e teatri stranieri come: Salisburgo, Operà di Parigi, Zurigo, Bruxelles Monaco di Baviera, Philadelphia.<br>Wilma Vernocchi ha effettuato una tournée in Oriente con Maria Callas e Giuseppe di Stefano (1973) ed è stata la prima artista italiana ad esibirsi in opere al Nuovo Teatro “Cultural Center di Manila” (Filippine 1973/1984). Ha ideato e condotto le trasmissioni televisive “Lirica in salotto” (Globo TV 1980) e la serie “Lirica oggi” trasmessa dalla Radio Italiana (1990). Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione del Museo alla Scala di Milano dal 1989 al 1996. Docente dei conservatori di Novara, Milano, Reggio Calabria e Bologna. Attualmente svolge attività didattica e concertistica in Italia e all’estero.&nbsp;<br>Dopo ventinove anni di residenza milanese Wilma Vernocchi è ritornata a Forlì, dove le è stata donata la medaglia d’oro della “Dmenga a cà nosta”; il premio Medaglia d’oro e diploma di benemerenza ”Al merito fedeltà al lavoro” dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena (marzo 2001); il premio Esperia 2001; il riconoscimento alla carriera “Teatro Diego Fabbri” (2001). Per meriti artistici e per l’attività didattica, che tuttora svolge, le è stata concessa l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine Al merito della Repubblica Italiana.</p>



<p>In occasione della serata promossa dal Lions Club Forlì Host, alla presenza di Vincenzo Bongiorno, vice sindaco della città con delega alla Cultura, Wilma Vernocchi, accompagnata al pianoforte dal giovanissimo Michele Sarro, ha deliziato i presenti interpretando alcuni brani. </p>



<p>Ha iniziato cantando &#8220;Ancora!&#8221;, la famosa romanza da salotto composta nel 1897 da Francesco Paolo Tosti (1846–1916). Poi ha proposto &#8220;L&#8217;amour est un oiseau rebelle&#8221; (L&#8217;amore è un uccello ribelle), nota anche come Habanera, una delle arie più famose della Carmen di Georges Bizet (1838-1875), e &#8220;L&#8217;amore è una cosa meravigliosa&#8221;, la versione italiana del brano statunitense &#8220;Love Is a Many-Splendored Thing&#8221;, composto nel 1955 dal musicista Sammy Fain (1902-1989) e dal paroliere Paul Francis Webster (1907-1984). </p>



<p>Infine ha cantato &#8220;C&#8217;è una strada nel bosco&#8221;, la celebre canzone italiana del 1943, simbolo di speranza durante la Seconda guerra mondiale, composta da Cesare Andrea Bixio (1896-1978).</p>



<p>Il Lion d’Oro viene assegnato dall’anno sociale 1990-1991 e in precedenza è stato attribuito a: Ottaviano Pompeiano, ricercatore scientifico della fisiologia del sistema nervoso e professore dell’Università di Pisa; Laura Carli, attrice di cinema, teatro, radio e televisione; Marino Bartoletti, giornalista già direttore della testata giornalistica sportiva della RAI; Bruno Grandi, presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica; Silviero Sansavini, docente dell’Università di Bologna; Giulietta Simionato, soprano; Maurizio Viroli, docente di Teoria Politica Università di Princeton (USA); Vincenzo Balzani, docente di Chimica generale dell’Università di Bologna; Simona Galassi, campionessa mondiale di pugilato; Quinto Massimo Foschi, attore e doppiatore; Fabio Scozzoli, campione mondiale di nuoto; Alberto Zaccheroni, allenatore di calcio; Franco Servadei, presidente della Federazione Mondiale Società di Neurochirurgia; don Erio Castellucci, arcivescovo della diocesi di Modena-Nonantola, Gianfranco Bacchi, capitano di vascello e comandante della Nave scuola della Marina militare italiana Amerigo Vespucci, Sofia Asioli, ricercatrice e docente di Scienze biomediche, Gianfranco Brunelli, direttore delle grandi mostre del San Domenico.</p>
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		<title>Inaugurato a Bologna il MUBIT, il Museo del Basket Italiano</title>
		<link>https://sestopotere.com/inaugurato-a-bologna-il-mubit-il-museo-del-basket-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Oggi, è stato inaugurato a Bologna il Museo del Basket Italiano (MUBIT): un progetto, voluto dal Comune di Bologna e dalla Federazione Italiana Pallacanestro e gestito da Fondazione Bologna Welcome, per custodire e raccontare la storia, la cultura e l’identità del basket italiano, attraverso le imprese [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Oggi, è stato inaugurato a Bologna il Museo del Basket Italiano (MUBIT): un progetto, voluto dal Comune di Bologna e dalla Federazione Italiana Pallacanestro e gestito da Fondazione Bologna Welcome, per custodire e raccontare la storia, la cultura e l’identità del basket italiano, attraverso le imprese delle Nazionali, i trionfi delle squadre e i volti che hanno segnato questo sport: giocatori, allenatori, dirigenti, giornalisti e tifosi.</p>



<p>La sede è il PalaDozza, un luogo iconico, teatro di partite leggendarie e punto di riferimento per generazioni di appassionati. Proprio da qui prende vita un progetto culturale che celebra il basket come patrimonio sportivo, umano e sociale dell’Italia.</p>



<p>A tenere a battesimo il Mubit il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il presidente FIP Giovanni Petrucci, il presidente di Fondazione Bologna Welcome Daniele Ravaglia e l‘assessora allo sport della Regione Emilia-Romagna Roberta Frisoni, insieme al delegato per la FIP al Museo Stefano Tedeschi, affiancati da tanti Azzurri e Azzurre che hanno fatto la storia della pallacanestro italiana.</p>



<p><strong>La storia del progetto</strong></p>



<p>Il percorso di creazione del MUBIT prende avvio nel 2019, a partire da un concorso di idee promosso dal Comune di Bologna e da Fondazione Bologna Welcome, con l’obiettivo di dare vita, dentro al PalaDozza, ad un museo dedicato alla pallacanestro italiana.</p>



<p>Un luogo che, superati i campanilismi, potesse diventare la casa italiana del basket, di tutto il basket, dalle vecchie glorie alle nuove speranze, dal basket giocato a quello guardato.&nbsp;</p>



<p>Bologna è conosciuta come la città del Basket, e il PalaDozza, luogo iconico della pallacanestro italiana, che oggi compie 70 anni dalla sua realizzazione, è stato scelto come luogo per ospitare questo progetto.</p>



<p>Così è nata l’idea del Mubit: una grande sala delle cerimonie dove passato, presente e futuro della pallacanestro si incontrano, interagiscono, creano occasioni di fruizione nuove che vanno molto al di là del gioco. Un luogo che ha una triplice missione: onorare il passato; celebrare il presente; lanciare il futuro.&nbsp;</p>



<p>L’obiettivo fin dall’inizio è stato chiaro: non creare un semplice contenitore di cimeli, ma uno spazio capace di raccontare la storia della pallacanestro italiana attraverso un percorso coinvolgente, in grado di stimolare la curiosità e la partecipazione del visitatore. Un luogo in continuo movimento, più dinamico di un museo. Più emozionante di uno spazio eventi.&nbsp;</p>



<p>Il concorso ha raccolto 22 proposte progettuali, valutate da una giuria internazionale composta da personalità del mondo sportivo, museale, culturale e giornalistico. Tra queste sono stati selezionati tre progetti vincitori, e il primo classificato è stato scelto come base per la realizzazione del museo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="638" height="425" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/sede-museo-basket.jpg" alt="" class="wp-image-302951" style="aspect-ratio:1.5012500919185234;width:548px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/sede-museo-basket.jpg 638w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/sede-museo-basket-300x200.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/sede-museo-basket-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure>
</div>


<p><strong>I lavori per la realizzazione del Mubit</strong></p>



<p>Il complesso edilizio del PalaDozza, realizzato negli anni ’50 del secolo scorso e riqualificato nella prima metà degli anni 2000, è completato ai quattro angoli da quattro edifici sostanzialmente uguali tra loro, che si sviluppano su due elevazioni, nei quali trovano collocazione alcune attività strettamente legate al palasport e alle discipline sportive in generale, quali spogliatoi, centri medici di riabilitazione e diagnosi-prevenzione in ambito medico sportiva e altre attività ricettive, in particolare in uno di queste quattro porzioni di fabbricato, nell’angolo nord-est, è stato realizzato l’insediamento del nuovo Museo del Basket italiano.</p>



<p>Il Comune approvò il progetto esecutivo per la realizzazione del Mubit nel 2020 con un primo stanziamento di circa&nbsp;<strong>1 milione di euro</strong>&nbsp;(finanziamento europeo PON Metro 14-20 ReAct EU) con il quale si è intervenuti sulla struttura costituita da un totale di tre livelli: piano seminterrato, piano rialzato e copertura, che ha permesso di predisporre il contenitore del futuro Museo negli spazi del piano rialzato.</p>



<p>L’intervento è stato realizzato dal Comune di Bologna su progetto donato da Bologna Welcome nell&#8217;ambito del contratto per l&#8217;affidamento del sistema dei servizi inerenti la destinazione turistica Bologna Metropolitana.</p>



<p>Successivamente, nel 2025, con ulteriori investimenti per un totale di&nbsp;<strong>1,3 milioni di euro</strong>&nbsp;(di cui 250 mila di fondi europei PN Metro Plus 21-27 e 990 mila di finanziamento regionale ATUSS) si è provveduto a completare i lavori &#8211; attraverso la realizzazione dell&#8217;ascensore e del rooftop &#8211; e, soprattutto, ad aggiudicare la fornitura per l’allestimento del MUBIT, realizzata dal Comune di Bologna (appalto vinto dall&#8217;ATI MIMEC Srl e ACUSON Srl) su progetto affidato da Fondazione Bologna Welcome.</p>



<p><strong>Lo spazio e l’esperienza</strong></p>



<p>Il MUBIT si sviluppa all’interno di uno spazio di quasi&nbsp;<strong>400 metri quadrati</strong>, nel cuore del PalaDozza di Bologna. Non è un percorso statico, ma un ambiente progettato per superare il concetto tradizionale di esposizione, dove l’architettura si mette al servizio del racconto.</p>



<p>Le superfici espositive diventano strumenti narrativi: pareti che si animano attraverso proiezioni dinamiche e contenuti visivi capaci di restituire l’intensità delle grandi azioni della storia del basket. Le immagini scorrono e si intrecciano, creando un dialogo continuo tra passato e presente.</p>



<p>Gli ambienti sono pensati per essere vissuti e riconfigurati. Suoni, voci e atmosfere avvolgono il visitatore, riportandolo dentro l’arena, tra le telecronache che hanno accompagnato momenti indimenticabili e le emozioni del campo.</p>



<p>L’esperienza si completa attraverso un sistema di interattività che permette di esplorare e approfondire il gioco in prima persona, comprendendo le dinamiche tecniche e rivivendo i momenti che hanno reso il basket italiano una storia condivisa.</p>



<p>In questo spazio il racconto non è mai statico, ma prende forma attraverso lo sguardo e la partecipazione di chi lo attraversa.</p>



<p><strong>La mostra inaugurale: “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro”</strong></p>



<p>Il MUBIT inaugura il 18 aprile con la mostra “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro”, un racconto che attraversa il tempo e restituisce tutta la profondità della storia della Nazionale italiana di pallacanestro.<br><br>Dal 1921, anno di fondazione della Federazione Italiana Pallacanestro, fino ai giorni nostri, il percorso accompagna il visitatore lungo un secolo di sfide, trionfi e trasformazioni, mettendo al centro non solo i risultati, ma le persone, le emozioni e i momenti che hanno definito il basket azzurro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="638" height="425" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-2.jpg" alt="" class="wp-image-302952" style="aspect-ratio:1.5012500919185234;width:529px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-2.jpg 638w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-2-300x200.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-2-630x420.jpg 630w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure>
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<p>La mostra si sviluppa come una narrazione continua, in cui epoche diverse dialogano tra loro. Le grandi vittorie si intrecciano alle difficoltà che hanno costruito carattere, i volti iconici convivono con quelli delle nuove generazioni, in un racconto che guarda al passato ma resta aperto al futuro.</p>



<p>Cimeli originali, immagini storiche e materiali d’archivio restituiscono autenticità e valore al percorso, mentre i contenuti multimediali permettono di entrare dentro le partite, di rivivere le azioni e di ascoltare le voci dei protagonisti.</p>



<p>Le gigantografie restituiscono la forza dei volti, le maglie raccontano il peso della rappresentanza, mentre oggetti come palloni, coppe e lavagnette degli allenatori riportano alla dimensione concreta del gioco. La Hall of Fame rende omaggio ai grandi interpreti della pallacanestro azzurra.</p>



<p>Le azioni più iconiche prendono vita attraverso proiezioni immersive, mentre la postazione interattiva permette di entrare nel ritmo del gioco e avvicinarsi a ciò che accade dentro il campo.</p>



<p>“Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro” è un racconto corale, costruito attraverso lo sguardo di chi il basket lo ha giocato, vissuto e raccontato. </p>



<p><strong>Il percorso espositivo</strong></p>



<p>Il MUBIT si sviluppa come un viaggio in cinque atti, un racconto che attraversa il tempo e accompagna il visitatore dentro l’anima della pallacanestro italiana.</p>



<p><strong>Sala 1 – Passato e Futuro</strong></p>



<p>Il percorso si apre in uno spazio che rappresenta un ponte tra ciò che la pallacanestro italiana è stata e ciò che può ancora diventare.</p>



<p>A incarnare questo dialogo è la figura di Carlo Recalcati, uno dei protagonisti più rappresentativi della nostra storia, prima Azzurro e poi Commissario Tecnico. La sua maglia del Campionato del Mondo del 1970 a Lubiana racconta un’epoca di trasformazione, quella degli anni Sessanta e Settanta, in cui la pallacanestro italiana si affermava come sport moderno e nazionale.</p>



<p>Accanto a lui, simbolicamente, si collocano Antonello Riva, miglior realizzatore di sempre della Nazionale, e Cecilia Zandalasini, oggi tra le protagoniste del basket internazionale, capace di affermarsi tra Italia, Europa e WNBA.</p>



<p>Oggetti, storie e figure costruiscono così un racconto continuo che attraversa il dopoguerra, dai Giochi Olimpici del 1948 fino alle più recenti affermazioni del basket femminile, mostrando come ogni generazione abbia contribuito a definire l’identità azzurra.</p>



<p><strong>Sala 2 – Vittorie</strong><br><br>Il percorso prosegue nella dimensione delle grandi imprese, dove il racconto si fa memoria collettiva.</p>



<p>Qui trova spazio la figura di Renato Villalta, uno dei migliori Azzurri di sempre, protagonista di quella generazione che, a partire dall’argento olimpico di Mosca 1980, ha segnato un’epoca nel panorama europeo.</p>



<p>La sala raccoglie le testimonianze delle vittorie europee e olimpiche, ma anche di tutte quelle esperienze che hanno contribuito a costruire il percorso della Nazionale. Canotte, medaglie, palloni e oggetti donati direttamente da Azzurri e Azzurre diventano tracce concrete di una storia che continua a vivere.</p>



<p>Grazie anche alla dimensione multimediale, il passato si rinnova e si fa presente, restituendo al visitatore un racconto dinamico, capace di mostrare come la storia del basket italiano sia ancora oggi un riferimento per le nuove generazioni.</p>



<p>Qui si entra cuore delle grandi imprese, tra le vittorie che hanno segnato la storia della Nazionale. Da Mosca 1980 ad Atene 2004, passando per l’oro europeo di Nantes 1983 e quello di Parigi 1999, fino ad arrivare al 2025, quando le ragazze guidate da Coach Capobianco hanno fatto la storia al Pireo conquistando il bronzo. I palloni di Carlo Caglieris e Carlton Myers diventano simboli concreti di quei momenti, oggetti che custodiscono la memoria di azioni e partite che hanno definito l’identità azzurra.</p>



<p><strong>Sala 3 e 4 – Hall of Fame e tattiche di gioco&nbsp;</strong></p>



<p>Il viaggio prosegue nello spazio dedicato all’eccellenza, dove trovano casa i protagonisti che hanno scritto la storia della pallacanestro italiana.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="638" height="425" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-3.jpg" alt="" class="wp-image-302953" style="aspect-ratio:1.5012500919185234;width:522px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-3.jpg 638w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-3-300x200.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/museo-3-630x420.jpg 630w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure>
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<p>L’Italia Basket Hall of Fame rappresenta la più alta onorificenza della Federazione Italiana Pallacanestro e raccoglie atleti, allenatori, arbitri, dirigenti, squadre e Nazionali che si sono distinti in Italia e nel mondo.</p>



<p>Figure come Ottorino Flaborea, entrato nella Hall of Fame nel 2008 e presente con la sua maglia dell’Europeo 1971, testimoniano il valore di una carriera costruita nel tempo.</p>



<p>Accanto a questo spazio, una parete dedicata agli allenatori delle Nazionali maschili, femminili e 3&#215;3 restituisce il senso di una tradizione fatta di competenze, visione e continuità. Premiare l’eccellenza diventa così non solo memoria, ma stimolo per il futuro.</p>



<p><strong>Sala 5 &#8211; Campo 360°</strong></p>



<p>Il percorso si conclude con un’esperienza immersiva che porta il visitatore al centro del gioco.</p>



<p>Le Azzurre e gli Azzurri diventano qui il punto di partenza di un racconto che unisce generazioni e percorsi diversi. Le storie di Mariella Santucci e Olbis Futo André, protagoniste del bronzo europeo del 2025, dialogano con quelle di Viviana Corsini, testimoniando come impegno, dedizione e lavoro siano valori senza tempo.</p>



<p>In questo spazio il basket si trasforma in esperienza diretta. Il campo prende vita e il visitatore può avvicinarsi ai fondamentali del gioco, guidato anche dalle indicazioni di Matteo Panichi, preparatore fisico della Nazionale maschile.</p>



<p>Il MUBIT va oltre la narrazione e diventa luogo di apprendimento, dove il pubblico può comprendere e sperimentare i gesti del gioco, portando con sé un’esperienza che continua anche fuori dal museo.</p>



<p><strong>Il rooftop</strong></p>



<p>Il rooftop, di nuova realizzazione, rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto MUBIT. Uno spazio interamente all’aperto, pensato come luogo di incontro e di esperienza, affacciato sul contesto urbano del PalaDozza e aperto alla città.</p>



<p>Accessibile sia dalla scala interna sia da un ascensore dedicato, si configura come un ambiente fluido e versatile, capace di accogliere momenti di relax così come eventi, incontri e iniziative speciali.</p>



<p>Non è un semplice spazio accessorio, ma una naturale estensione del percorso museale, dove il racconto del basket continua in una dimensione più libera e contemporanea.</p>



<p><strong>Informazioni per il pubblico: mubit@bolognawelcome.it</strong></p>



<p><strong>Giorni di apertura:&nbsp;</strong>Dal giovedì al lunedì<br><strong>Orari di apertura:&nbsp;</strong>Dalle 11:00 alle 18:00<br><br><strong>Biglietteria</strong><br><a href="http://www.mubit.it/">www.mubit.it</a><br>www.vivaticket.it<br><br><strong>Biglietto intero:&nbsp;</strong>€ 5,00</p>



<p><strong>Biglietto ridotto:&nbsp;</strong>€ 3,00<br>Under 16, Over 65, Tesserati FIP, Tesserati sportivi, Possessori di Bologna Welcome, Card e Card Cultura.</p>



<p><strong>Ingresso gratuito</strong><br>Minori di 5 anni, Visitatori con disabilità e accompagnatore, Accompagnatori di scolaresche e società sportive, Guide turistiche e giornalisti accreditati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Museo_Basket_Bologna_N.jpg" alt="" class="wp-image-302955" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Museo_Basket_Bologna_N.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Museo_Basket_Bologna_N-300x225.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Museo_Basket_Bologna_N-560x420.jpg 560w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Museo_Basket_Bologna_N-80x60.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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		<title>Bologna Città 30, da lunedì 20 aprile in vigore le ordinanze. Ecco come sarà la fase due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Come annunciato il mese scorso, in occasione dell’approvazione del nuovo “Piano particolareggiato in materia di gestione della velocità sulle strade urbane di Bologna” da parte della Giunta comunale , da lunedì 20 aprile entreranno in vigore le ventidue ordinanze che reintroducono l’applicazione del limite di 30 km/h, in [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere)  &#8211; Bologna &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Come annunciato il mese scorso, in occasione dell’approvazione del nuovo “Piano particolareggiato in materia di gestione della velocità sulle strade urbane di Bologna” da parte della Giunta comunale , da lunedì 20 aprile entreranno in vigore le ventidue ordinanze che reintroducono l’applicazione del limite di 30 km/h, in deroga a quello ordinario, su 258 km di strade della città, raggruppate in nuove Zone 30 diffuse in tutti i quartieri.</p>



<p>Le strade e tratti di strada interessati sono gli stessi che il precedente provvedimento aveva trasformato da 50 a 30 km/h, che hanno trovato conferma nell&#8217;istruttoria analitica svolta. Restano inoltre in vigore senza modifiche tutte le Zone 30 già esistenti sulla base di atti passati.</p>



<p>L’individuazione delle strade è avvenuta sulla base di una metodologia generale, applicabile anche in futuro, definita dal Piano per recepire la Direttiva del Ministro dei Trasporti dell’1/2/2024, e con un’analisi tecnica di dettaglio che confluisce in un’apposita scheda tecnica per ogni singola strada o tratto di strada allegata alle ordinanze, nel rispetto del Codice della Strada e in ottemperanza alla sentenza del TAR dello scorso gennaio.</p>



<p><strong>La fase due della Città 30: oltre 100 interventi per la sicurezza stradale</strong></p>



<p>Questa fase due della Città 30 sarà caratterizzata da un piano<strong>&nbsp;</strong>di interventi per la moderazione della velocità e la messa in sicurezza delle strade.&nbsp;</p>



<p>Da un lato&nbsp;<strong>progetti su intere strade o direttrici e su zone</strong>, mirati non solo alla moderazione della velocità ma anche alla riqualificazione dello spazio pubblico con l’inserimento di nuovi alberi e verde, come quello recentemente presentato su&nbsp;<a href="https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/citta30-via-murri">via Murri</a>&nbsp;e altri interventi come, per esempio, quelli al Villaggio INA di Borgo Panigale e al Villaggio Due Madonne (riqualificazione dello spazio pubblico e delle aree verdi) e la riqualificazione di piazzetta Cevenini.</p>



<p>Dall’altro <strong>oltre 100 interventi diffusi </strong>che prevedono l’inserimento di elementi che inducono a moderare la velocità e migliorare la <strong>sicurezza stradale</strong>: cuscini rallentatori, dossi, percorsi e attraversamenti pedonali e/o ciclabili a raso/rialzati, penisole laterali, incroci rialzati, illuminazione potenziata, segnaletica orizzontale, verticale e luminosa.</p>



<p> In particolare questi interventi riguarderanno i varchi di accesso a Zone 30 o Zone Residenziali e saranno realizzati entro il mandato amministrativo: <strong>60 i cuscini “berlinesi”</strong> che verranno installati, 30 i display luminosi dissuasori di velocità e decine gli interventi diffusi per il miglioramento della sicurezza pedonale, tra i quali, ad esempio: piazza Trento e Trieste (riqualificazione delle corsie ciclabili e il miglioramento dei percorsi pedonali), via Dante (riqualificazione degli attraversamenti pedonali nei pressi delle scuole Carducci con modifiche allo spartitraffico centrale), viale Lincoln e viale Felsina (miglioramento delle fermate TPL e degli attraversamenti pedonali), via J. della Lana (miglioramento della sicurezza dell’attraversamento pedonale posto di fronte alla chiesa di Sant’Antonio), via Speranza (riqualificazione del tratto stradale da via Fattori a via Vittoria con rialzi stradali), via Bombicci (messa in sicurezza dell’attraversamento nei pressi della fermata bus), via Zanardi e piazza Giovanni XXIII (nuovi attraversamenti rialzati), intersezione Zanotti/Ferrari e J. della Quercia/Franceschini (rialzo dell’intersezione).</p>



<p><strong>Il commento</strong></p>



<p>&#8220;“Da lunedì 20 aprile, con l’entrata in vigore delle nuove ordinanze, Bologna riprende con convinzione il suo percorso come Città 30. Si tratta di un impegno preciso che ci siamo presi per garantire una città più sicura, vivibile e a misura d&#8217;uomo. Vogliamo che le nostre strade smettano di essere luoghi pericolosi e diventino spazi di convivenza. I dati dei primi due anni di Città 30 e le esperienze internazionali ci dicono che abbassare la velocità significa salvare vite umane e restituire autonomia ai più fragili, dai bambini agli anziani. Siamo consapevoli che ogni cambiamento richiede un adattamento, ma l&#8217;obiettivo finale — la sicurezza stradale — non può essere negoziato. Il nostro approccio non è calato dall&#8217;alto: crediamo nel confronto e nella partecipazione attiva. Per questo motivo, nel mese di maggio organizzeremo un’Assemblea pubblica aperta a tutti. L&#8217;incontro vedrà il coinvolgimento di: Comitato Bologna 30, realtà del territorio, Ambasciatori della sicurezza stradale e di tutta la cittadinanza. Sarà l&#8217;occasione per fare il punto sulla fase 2 della Città 30, ascoltare i feedback dei quartieri e lavorare insieme per rendere Bologna un modello di mobilità sostenibile in Italia”: ha commentato l’assessore Michele Campaniello.</p>
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		<title>Elezioni Verghereto: uficializzata la lista civica “Tradizioni e Futuro” a sostegno di Simone Mercatelli</title>
		<link>https://sestopotere.com/elezioni-verghereto-uficializzata-la-lista-civica-tradizioni-e-futuro-a-sostegno-di-simone-mercatelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Verghereto &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; È stata u!icializzata la lista civica “Verghereto Tradizioni e Futuro” a sostegno dellacandidatura a sindaco di Simone Mercatelli, (nella foto in alto) appoggiata da tutto il centrodestra. La lista è composta da: Giuseppe Bardeschi, 73 anni, pensionato di Alfero; Gabriele Bernabini, 18 anni, studente di Alfero; [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Verghereto &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; È stata u!icializzata la lista civica “Verghereto Tradizioni e Futuro” a sostegno della<br>candidatura a sindaco di Simone Mercatelli, (<em>nella foto in alto</em>) appoggiata da tutto il centrodestra.</p>



<p>La lista è composta da: Giuseppe Bardeschi, 73 anni, pensionato di Alfero; Gabriele Bernabini, 18 anni, studente di Alfero; Pietro Bravaccini,  53 anni, quadro aziendale Vossloh-Schwabe di Verghereto; Andrea Nicole Camillini, 26 anni, infermiera di Verghereto; Rosanna Casini, 56 anni, insegnante di Balze; Nicola Deluca, 26 anni, imprenditore nel settore estrazione e lavorazione della pietra, di Corneto, in rappresentanza anche di Pereto e Mazzi; Emanuele Gabiccini, 40 anni, imprenditore nel settore avicolo di Balze; Pier Angelo Giovannetti, 71 anni, pensionato di Alfero; Ivan Mancini, 32 anni, imprenditore nel settore boschivo di Riofreddo; e Simone Stradaioli, 38 anni, commercialista di Alfero, anche in rappresentanza di Donicilio.</p>



<p>La squadra rappresenta in modo di!uso il territorio comunale, con candidati espressione delle diverse frazioni, del mondo del lavoro, dell’impresa e dell’associazionismo.</p>



<p>«La nostra lista, che nasce per rappresentare tutto il territorio e dare risposte reali alla comunità, si pone in continuità con il lavoro svolto dalla attuale amministrazione, da un lato valorizzando l&#8217;identità e le radici della nostra cultura assieme ai risultati ottenuti in questi anni, e dall&#8217;altro ra!orzando le opportunità per famiglie, giovani e attività economiche. Vogliamo continuare a difendere il lavoro, i servizi e la qualità della vita degli abitanti di Verghereto».</p>
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		<title>Forlimpopoli, verde pubblico: partita la campagna sfalci 2026</title>
		<link>https://sestopotere.com/forlimpopoli-verde-pubblico-partita-la-campagna-sfalci-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlimpopoli &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; È iniziata da alcune settimane la campagna di sfalci del verde pubblico 2026, che proseguirà fino alla fine del mese di ottobre. Il piano prevede una gestione degli interventi più flessibile rispetto al passato, anche in risposta alle mutate condizioni climatiche che determinano una crescita più [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Forlimpopoli &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; È iniziata da alcune settimane la campagna di sfalci del verde pubblico 2026, che proseguirà fino alla fine del mese di ottobre. Il piano prevede una gestione degli interventi più flessibile rispetto al passato, anche in risposta alle mutate condizioni climatiche che determinano una crescita più rapida e disomogenea della vegetazione.</p>



<p>Le attività sono organizzate secondo priorità: sicurezza stradale nelle intersezioni, aree verdi fruibili come parchi e giardini pubblici, scuole e impianti sportivi, oltre alla manutenzione del verde lungo piste ciclabili e nelle zone urbane e periferiche. Il primo giro di sfalci è in corso e si concluderà indicativamente entro metà maggio.</p>



<p>Quest&#8217;anno è stata progettata in maniera strutturale una gestione delle aree &#8220;differenziata&#8221;, attraverso l’introduzione di modalità di intervento diversificate che consentono di coniugare sicurezza, decoro urbano e tutela della biodiversità. Le aree urbane sono previste a sfalci frequenti.</p>



<p>Sono previste anche aree a &#8220;sfalci selettivi&#8221; che consistono in interventi mirati e differenziati in base alla destinazione d’uso delle aree, distinguendo ad esempio tra zone gioco e aree marginali, e prevedendo anche il mantenimento di porzioni a maggiore naturalità, creazione di percorsi di passaggio funzionali all’uso degli spazi e aree invece a tagli più frequenti.</p>



<p>Le aree interessate dagli &#8220;Sfalci selettivi&#8221; comprendono per esempio la zona del Melatello lungo la via Emilia per Cesena, l’area artigianale lungo la via Emilia per Forlì, la zona dei “Boschi dei nuovi nati”, con una gestione specifica anche delle superfici interne.</p>



<p>Sono previste aree a &#8220;sfalci ridotti&#8221; in aree marginali dove l&#8217;era potrà crescere fino a circa 20 cm, per permettere il completamento del ciclo vegetativo, la fioritura e la produzione di semi, con benefici per insetti impollinatori e microfauna e lotta riscaldamento urbano.</p>



<p>Parallelamente alla programmazione degli sfalci selettivi, l’Amministrazione sta avviando anche l’installazione progressiva dei bug hotel (hotel per insetti) nei parchi, giardini e spazi verdi urbani. Si provvederà a segnalare questa differenziazione con segnaletica ad hoc.</p>



<p>Questa iniziativa si inserisce in una strategia risponde non solo a una necessità di gestione più concreta e puntuale della attività degli sfalci ma anche una più ampia e sostenibile di incremento della biodiversità, offrendo rifugio e nutrimento agli insetti impollinatori e ai predatori naturali di parassiti, contribuendo così a ridurre la necessità di interventi chimici e a favorire un ecosistema urbano più equilibrato, garantendo anche una maggiore mitigazione delle temperature nelle stagioni più calde.</p>



<p>“Con questo piano – sottolinea l’Assessore all’Ambiente Paolo Liverani – garantiamo un equilibrio tra cura del decoro urbano, sicurezza e sostenibilità ambientale. La gestione differenziata del verde ci consente di intervenire in modo più efficace dove serve, valorizzando al contempo le aree a maggiore naturalità e promuovendo una visione moderna e sostenibile del verde pubblico, sempre più orientata alla biodiversità”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="497" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Sfalci-Parco-Urbano-1.jpg" alt="" class="wp-image-302943" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Sfalci-Parco-Urbano-1.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Sfalci-Parco-Urbano-1-300x249.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Sfalci-Parco-Urbano-1-507x420.jpg 507w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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		<title>Crisi del calzaturiero: il Distretto del Rubicone unito chiede &#8220;Interventi subito per la sopravvivenza del settore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potetre) &#8211; San Mauro Pascoli &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Il 13 aprile 2026, nella storica cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, si è tenuto un vertice decisivo per il futuro del Distretto Calzaturiero del Rubicone. Davanti a una platea gremita di lavoratrici, lavoratori e rappresentanti delle imprese, [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potetre) &#8211; San Mauro Pascoli &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Il 13 aprile 2026, nella storica cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, si è tenuto un vertice decisivo per il futuro del Distretto Calzaturiero del Rubicone. </p>



<p>Davanti a una platea gremita di lavoratrici, lavoratori e rappresentanti delle imprese, le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Datoriali, insieme ai vertici delle Istituzioni locali e regionali, hanno lanciato un grido d&#8217;allarme corale: il cuore del manifatturiero romagnolo è a un punto di rottura e servono interventi immediati per scongiurare un disastro occupazionale e sociale senza ritorno.</p>



<p>L’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, ha visto un confronto serrato tra i protagonisti del settore. Per la parte sindacale sono intervenuti i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Il mondo delle imprese è stato rappresentato da Daniele Polidori (Consiglio Direttivo Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e Katia Pizzocaro (Presidente Confartigianato Calzaturieri).</p>



<p> Al tavolo delle istituzioni hanno preso parte il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini, con la partecipazione in platea anche dei Sindaci di Savignano sul Rubicone e Gatteo.</p>



<p>La crisi che sta investendo il distretto, patria da 124 anni delle eccellenze del lusso mondiale, non è più un fenomeno passeggero. Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Questa &#8220;tempesta perfetta&#8221; sta mettendo in ginocchio soprattutto la filiera della componentistica &#8211; tacchi, suole, forme e accessori &#8211; ossatura insostituibile del territorio.</p>


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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="665" height="400" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Convegno-distretto-calzaturiero.jpg" alt="" class="wp-image-302939" style="width:560px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Convegno-distretto-calzaturiero.jpg 665w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Convegno-distretto-calzaturiero-300x180.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px" /></figure>
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<p>Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali. Con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito, un modello di &#8220;Cassa Moda&#8221; con l&#8217;azzeramento dei contatori, per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>



<p>&#8220;Perdura purtroppo il momento di grande sofferenza del distretto calzaturiero del Rubicone e, al fine di superarlo, da tempo, chiediamo a gran voce al Governo di mettere in campo, da un lato misure di sostegno contingenti ed emergenziali per la salvaguardia delle imprese e dei posti di lavoro e, dall&#8217;altro, azioni strutturali e strategiche a medio lungo termine che favoriscano il rilancio dell&#8217;intero settore &#8211; ha affermato nel suo intervento Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi -. Per questo l&#8217;iniziativa tenutasi oggi a Villa Torlonia a San Mauro Pascoli organizzata dai sindacati, assume una rilevanza fondamentale, poiché ha permesso di individuare congiuntamente le priorità circa gli interventi da richiedere ai ministeri competenti. Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.&#8221;</p>



<p>Nelle sue conclusioni, il Vicepresidente della Regione Vincenzo Colla ha sottolineato come la gravità della situazione richieda una regia istituzionale ai massimi livelli, sollecitando con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Secondo Colla, è indispensabile che il Governo riconosca la specificità di questa crisi e attivi gli strumenti straordinari necessari per tutelare un pilastro economico e di competenze fondamentale non solo per l&#8217;Emilia-Romagna, ma per l&#8217;intero sistema Paese.<br>Le sigle sindacali e datoriali chiedono inoltre una politica industriale che preveda: accesso agevolato al credito, incentivi per l&#8217;aggregazione di filiera, sostegno al reshoring e investimenti in innovazione e formazione.</p>



<p> È stata infine rimarcata la necessità di difendere la contrattazione di secondo livello contro il dumping contrattuale e il lavoro irregolare.</p>



<p>In conclusione, è stato ribadito che il rilancio del sistema Moda non può attendere i tempi della burocrazia: serve un’alleanza d’acciaio tra istituzioni e parti sociali per fermare la deindustrializzazione. <br>&#8220;Difendere questo distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy&#8221;: hanno ribadito FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, Assocalzaturifici, CNA e Confartigianato.</p>



<p>.</p>
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		<title>Studenti dell&#8217;Itt Marconi a Sarsina in campo per la realizzazione di un braccio artificiale</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:05:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Sarsina &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Il progetto è stato presentato a un incontro che ha visto protagonisti gli studenti dell’ITI Marconi di Sarsina insieme alle associazioni Savio Lab e Together We Ride APS, operative nel territorio e impegnate da anni anche nello sviluppo di soluzioni innovative per le persone con disabilità. [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Sarsina &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Il progetto è stato presentato a un incontro che ha visto protagonisti gli studenti dell’ITI Marconi di Sarsina insieme alle associazioni Savio Lab e Together We Ride APS, operative nel territorio e impegnate da anni anche nello sviluppo di soluzioni innovative per le persone con disabilità. L’iniziativa rappresenta la seconda fase di un più ampio progetto di implementazione protesica, già avviato con importanti risultati.<br>Durante l&#8217;evento, i responsabili hanno coinvolto direttamente gli studenti nella progettazione di un nuovo arto realizzato tramite stampa 3D, destinato all’utilizzo della bicicletta su strada. Un’evoluzione naturale del percorso già intrapreso, che in passato aveva portato alla realizzazione di una protesi specifica per la mountain bike.<br>Saranno gli stessi studenti a completare il dispositivo entro la fine dell’anno scolastico, grazie all’utilizzo di una stampante 3D messa a disposizione con il contributo di Confartigianato per il Sociale e degli istituti di credito locali Credito Cooperativo Romagnolo e BCC Sarsina. Un’esperienza formativa concreta che unisce competenze tecniche, sensibilità sociale e lavoro di squadra.<br>&#8220;Nel corso dell’incontro &#8211; spiega il presidente di Savio Lab Ivano Scarpellini &#8211;  si è aperta anche una riflessione più ampia sul ruolo della tecnologia nello sport inclusivo, ponendo una domanda chiave: qual è il vero “superpotere” della tecnologia, tra stampa 3D e protesi avanzate? Le risposte individuate delineano scenari complementari: abbattere i costi e rendere lo sport accessibile a tutti; migliorare le performance fino a competere ai massimi livelli; cambiare lo sguardo, trasformando la protesi da segno di fragilità a strumento tecnologico capace di suscitare ammirazione; e infine aumentare l’autonomia, riducendo la necessità di assistenza nella vita quotidiana e nella pratica sportiva&#8221;.<br>Il progetto nasce da esigenze reali. «Il primo spunto – spiega il  Scarpellini – venne in passato fornito da un socio del Fab Lab con difficoltà nell’utilizzo di utensili come trapano e avvitatore, a seguito dell’amputazione del braccio destro dopo un infortunio sul lavoro. Da qui è nata l’idea di progettare un dispositivo in grado di agganciarsi alla protesi e funzionare grazie agli impulsi nervosi, consentendo il controllo della rotazione e della velocità. Successivamente, grazie alla collaborazione con Together We Ride APS, è stata fornita gratuitamente una protesi per l’utilizzo della mountain bike, progettata per garantire sicurezza anche in caso di caduta. Con gli studenti dell&#8217;Itt Marconi in percorso che continua a crescere e che dimostra come innovazione, scuola e territorio possano lavorare insieme per costruire soluzioni concrete, migliorando l’autonomia e la qualità della vita delle persone e promuovendo una cultura sempre più inclusiva&#8221;.</p>



<p><br><em>Nella foto l&#8217;intervento del presidente di Savio Lab Ivano Scarpellini alla scolaresca del&#8217;Itt  Marconi di Sarsina. </em></p>
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		<title>Crisi geopolitica, Confartigianato Cesena: consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Cesena &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; L’impatto della crisi geopolitica in Medio Oriente sulle piccole imprese e sul Made in Italy è pesante, secondo l&#8217;Osservatorio di&#160;Confartigianato. &#8220;L’impennata dei costi energetici &#8211; afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fbbri e Stefano Soldati (nella foto) &#8211; sta colpendo duramente [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Cesena &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; L’impatto della crisi geopolitica in Medio Oriente sulle piccole imprese e sul Made in Italy è pesante, secondo l&#8217;Osservatorio di&nbsp;Confartigianato.</p>



<p>&#8220;L’impennata dei costi energetici &#8211; afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fbbri e Stefano Soldati (<em>nella foto</em>) &#8211; sta colpendo duramente sia il settore manifatturiero che quello dei servizi. Siamo di fronte a una situazione critica. Rispetto a soli due mesi fa, il costo del gas è aumentato del 48%, l’elettricità del 25% e il gasolio del 20%. Per le nostre aziende di trasporto merci e persone, il carburante incide tra il 25% e il 35% dei bilanci, costringendo gli imprenditori ad anticipare una liquidità che spesso manca».</p>



<p>La crisi dello stretto di Ormuz sta bloccando rotte strategiche verso mercati come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che valgono 8,6 miliardi di euro per le esportazioni delle piccole imprese, soprattutto dei comparti dell’arredo, moda, alimentare e oreficeria. «Questi mercati &#8211; prosegue il Gruppo di Presidenza &#8211; rappresentavano la nostra valvola di sfogo dopo i dazi americani; ora le aziende sono costrette a frenare, anche quelle territoriali esportatrici».</p>



<p>Confartigianato&nbsp;ha presentato due proposte come soluzioni necessarie per tamponare lo shock. &#8220;La prima riguarda il sostegno al credito &#8211; spiega il Gruppo di Presidenza di&nbsp;Confartigianato&nbsp;Cesena &#8211; con la richiesta del ripristino di strumenti straordinari simili al ‘temporary framework’ del periodo Covid per consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti e accedere a linee di credito agevolate. La seconda proposta punta sull’economia di prossimità. Bisogna valorizzare il modello artigiano basato sulla relazione sociale e la qualità. Non serve un’Italia autarchica, ma un’Italia che punti sull’identità e sulle competenze. Dobbiamo proteggere quelle realtà che tengono vivi i territori con normative che rispettino il tessuto reale del Paese».</p>



<p>Il Gruppo di Presidenza richiama anche la necessità di puntare sull’innovazione “che è è la nostra forza e il nostro rifugio. Anche in questa fase di transizione digitale e green, le imprese artigiane stanno investendo per rinnovarsi, ma serve stabilità geopolitica per non vanificare questi sforzi”.</p>
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		<title>Aziende, bilancio positivo di Terre Cevico a Vinitaly 2026</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 11:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Lugo/Forlì &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Identità, vitigni autoctoni, tradizione, filiera vitivinicola tutta interna, grande attenzione ai cambiamenti dei consumi e alla ricerca di sostenibilità dei processi: sono i tratti distintivi di Terre Cevico che così si è presentato a Vinitaly in una grande area dove erano presenti le reti commerciali Italia ed estero, e le [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Lugo/Forlì &#8211; 18 aprile 2026 &#8211; Identità, vitigni autoctoni, tradizione, filiera vitivinicola tutta interna, grande attenzione ai cambiamenti dei consumi e alla ricerca di sostenibilità dei processi: sono i tratti distintivi di <strong>Terre Cevico</strong> che così si è presentato a <strong>Vinitaly</strong> in una grande area dove erano presenti le reti commerciali Italia ed estero, e le tre aziende controllate (Medici Ermete, Cantine Giacomo Montresor e la trentina Orion Wines).</p>



<p>“Per noi Vinitaly si conferma ancora una volta come un momento chiave per incontrare gli operatori da tanti mercati e considerare in modo diretto la loro evoluzione – spiega&nbsp;<strong>Paolo Galassi, Direttore Generale Terre Cevico</strong>&nbsp;&#8211; Alto sia il livello che la qualità dei buyers presenti nei nostri spazi espositivi. Abbiamo constatato anche la presenza di operatori più giovani e da paesi emergenti, con ottimismo e curiosità. 150 incontri con partner commerciali provenienti da circa 70 Paesi e oltre 60 gli incontri con i distributori italiani del canale Horeca. Un fronte ampio ed importante che ci ha consentito di ospitare circa il 75% dei Paesi in cui oggi siamo presenti come gruppo, oltre all’Italia nei canali della Grande distribuzione e Horeca. A questo proposito abbiamo voluto considerare Vinitaly come grande palcoscenico per l’annuncio a tutti i nostri clienti e partner di Galassia–Worldwide Network, un modello commerciale con assetti nuovi che prevedono maggiore presidio sui mercati, maggiore specializzazione e più risorse dedicate con responsabilità più focalizzata da parte dei 10 area manager, veri e propri specialisti del proprio mercato”.</p>



<p>Prosegue&nbsp;<strong>Franco Donati, Presidente Terre Cevico</strong>:“Ci caratterizzano una forte coerenza tra le radici di viticoltori sul territorio romagnolo con uno sguardo alle dinamiche del mondo ed un’idea di cooperazione nuova con la sostenibilità delle produzioni dei nostri soci fra gli obiettivi principali. Non ci sono segreti, se non un impegno continuo nella direzione della valorizzazione dei territori e dei vini, verso le attività di ricerca e di sviluppo di nuovi packaging ed anche di nuovi assetti commerciali in Italia e nel mondo che ci consentono di tradurre in risposte ed in azioni, le nuove richieste dei mercati in questa fase economica così instabile che va interpretata velocemente e seguita con proposte adeguate. L’incontro con il Commissario Europeo Hansen è stata l’occasione per ricordare il valore del tema vino per l’economia italiana, per la viticoltura a 360 gradi, di pianura e di collina. Abbiamo voluto ribadire che le azioni politiche definite nel pacchetto vino devono andare nella direzione del sostegno e del rilancio, della rappresentatività di tutti i territori e devono essere costruttive, mai demolitorie di una cultura, quella vitivinicola, che ci caratterizza da millenni”.</p>



<p>Spumanti e vini dalla beva facile, fresca e pronta che non rinunciano ad una spiccata personalità territoriale e ad un profilo aromatico originale, sono stati presentati insieme ai vini classici da sempre presenti nel catalogo Terre Cevico.</p>



<p>Nei giorni di Vinitaly, l’esperienza Terre Cevico in tema di&nbsp;<strong>sostenibilità energetica</strong>, è stata protagonista con la partecipazione dell’Ing. Luca Frulli – Energy Manager di Terre Cevico &#8211; nella tavola rotonda organizzata da E.N.E.A in occasione della presentazione della&nbsp;<strong>Guida nazionale per l’efficientamento energetico delle aziende vitivinicole</strong>. Un case history quello aziendale, considerato all’avanguardia sul tema per i progetti di riduzione dell’utilizzo delle risorse idriche da fonti naturali e per l’installazione di impianti fotovoltaici, oltre ai numerosi progetti di miglioramento delle buone pratiche sul tema energia.</p>



<p><strong>Chi è Terre Cevico</strong></p>



<p>Terre Cevico, sorto nel 1963, è un gruppo vitivinicolo cooperativo italiano di primo grado con sede principale a Lugo (RA) in Emilia-Romagna, mentre a Forlì (FC) ha sede il centro spumantistico. L’esercizio finanziario 2024/2025 si è chiuso con un&nbsp;<strong>fatturato consolidato di 213 Milioni di Euro</strong>&nbsp;(+3,3%), di cui il 42,8% è da riferirsi al fatturato all’estero; il gruppo è infatti presente in circa 90 Paesi del mondo. Terre Cevico è al secondo posto nella classifica delle cooperative vitivinicole italiane e all’undicesimo posto fra le 27 aziende vitivinicole con oltre 100 Mln/euro di fatturato.</p>



<p>La produzione di vini nelle cantine del gruppo è riferita ad un areale produttivo di oltre 3600 ettari, 922 soci e 32 cantine socie. Trebbiano e Sangiovese sono i principali vitigni coltivati ed i vini prodotti. Si aggiungono all’assetto produttivo 32 cantine socie conferenti vino: qui si opera su coordinamento del gruppo, per la produzione di vini e progetti enologici dalla forte identità territoriale come nel caso di Cantina Braschi a Mercato Saraceno (FC), Tenuta Masselina a Castel Bolognese (RA). Oltre i confini della Romagna, il gruppo controlla direttamente 4 aziende come Medici Ermete a Reggio Emilia, Cantine Giacomo Montresor a Verona e Orion Wines azienda di Lavis (TN) con cantina e vigneti a Masseria Borgo dei Trulli a Maruggio (TA).</p>
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