Ausl Piacenza: nessuna relazione tra polmoniti e Covid19

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(Sesto Potere) – Piacenza – 7 aprile 2020 – Esiste  una correlazione tra un “anomalo numero di polmoniti” e l’esplosione del contagio da Covid19? L’Ausl di Piacenza risponde con una serie di osservazioni.

Ambulanza Ausl Piacenza

Per prima cosa, l’Azienda Usl di Piacenza ha eseguito una revisione degli esami radiografici e delle cartelle cliniche di tutti i pazienti con diagnosi di polmonite ricoverati negli ospedali del territorio dal 20 dicembre 2019 al 20 gennaio 2020. E il controllo della documentazione ha permesso di individuare 215 casi, che sono stati tutti valutati singolarmente, per evidenziare la presenza di eventuali segni radiologici riconducibili a polmonite da Covid19.

In particolare, secondo le indicazioni riportate in letteratura, la patologia Covid19 presenta un quadro clinico immediatamente riconoscibile, con i seguenti elementi distintivi: la presenza di addensamenti parenchimali bilaterali in sede periferica e nei campi polmonari basali, che si possono riscontrare attraverso una radiografia del torace; la presenza di opacità a vetro smerigliato subpleuriche o diffuse, associate o meno a consolidazioni periferiche o ad aspetti “ad acciottolato” (in termine tecnico “crazy-paving”); il riscontro di noduli a vetro smerigliato diffusi, a volte tondeggianti, con il “segno dell’atollo”. Entrambi questi due segni sono riscontrabili durante la valutazione con TC del torace ad alta risoluzione, senza l’utilizzo del mezzo di contrasto.

ospedale di Piacenza

Sulla base dei criteri clinico-scientifici riportati sopra, la revisione condotta sui 215 pazienti piacentini ha consentito di accertare che nessuno dei casi di polmonite di dicembre e gennaio possa essere riconducibile a Covid19.

Sulla base delle evoluzioni e delle caratteristiche clinico-laboratoristiche, la conclusione della valutazione fatta dall’Azienda Usl di Piacenza è che il numero di polmoniti riscontrato può essere imputato ad altre cause.

Quindi, l’ipotesi che il picco di polmoniti di dicembre e gennaio possa essere anticipatorio o predittivo della successiva esplosione del contagio da Covid19 alla fine di febbraio è da considerarsi – sempre secondo l’Azienda Usl di Piacenza – “esclusa categoricamente dalle evidenze scientifiche”.

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