Auschwitz, Zanetti (Anpi Forlì-Cesena) al sindaco Canali : “finanzi il progetto”

(Sesto Potere) – Forlì – 9 novembre 2019 – Sulla questione del mancato  contributo del Comune di Predappio per consentire  a qualche studente di visitare Auschwitz con l’iniziativa “I Treni della Memoria, interviene anche l’Anpi Provinciale di Forlì-Cesena con una lettera aperta indirizzata direttamente al sindaco  Roberto Canali  che a seguire pubblichiamo.

vico zanetti

“Caro Sindaco di Predappio mi spiace molto non abbia confermato il contributo che il suo comune dava per permettere a qualche studente di visitare Auschwitz. Perché veda, proprio oggi hanno dovuto dare la scorta a una ragazzina dodicenne che in visita a quel campo ci andò su un carro merci piombato, e solo con molta fortuna riuscì a tornare, per le minacce ricevute da persone indegne. E magari, fare conoscere quella storia a più giovani possibili, quando qualcuno, oggi nega quei milioni di morti, sarebbe fondamentale per fare nascere una potente indignazione contro gli eredi di Hitler e Mussolini. Perché, e mi spiace doverglielo ricordare, corresponsabile di quell’eccidio fu un suo concittadino, che con le leggi razziali, impedì a Liliana Segre di frequentare la scuola, e che fu complice dei nazisti. E, francamente, trovo risibile la scusa della “parzialità” di quel viaggio. Certo, quel treno dovrebbe avere altre fermate, in Etiopia, dove i fascisti, da soli, sterminarono centinaia di migliaia di persone inermi, perfino con i gas, o in Libia, o sulle tombe di Matteotti, dei Rosselli, di Amendola, di Gramsci. Altra fermata a parte andrebbe fatta nella ex Jugoslavia ai campi di sterminio italianissimi dove morirono migliaia di serbi, sloveni e croati, colpevoli di voler difendere la loro patria. Ultima fermata, a Domenikos in Grecia dove i fascisti sterminarono un paese per rappresaglia, in una guerra iniziata, guarda caso il 28 ottobre. Ma dia retta , cambi idea e finanzi almeno una prima tappa di quella cultura antifascista che è alla base della nostra Costituzione…”.

 

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