Aumento di stipendio a statali, Petri (FdI Forlì-Cesena): “Sbagliato momento e metodo”

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petri e meloni

(Sesto Potere) – Forlì – 13 marzo 2021 – In videocollegamento con l’Aran, le Confederazioni del pubblico impiego e le rispettive categorie, il ministro della P.A , Renato Brunetta, ha illustrato il piano che riguarda i dipendenti della pubblica amministrazione, contratti compresi. Nelle intenzioni del governo Draghi si parla di un aumento dello stipendio medio e lordo: 107 euro mensili a dipendenti pubblici e statali e 334 euro ai dirigenti pubblici.

Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia di Forlì-Cesena, Roberto Petri, nella foto in alto, commenta: “Ci sono dei momenti in cui, nonostante l’equilibrio e la riflessione che esperienza ed eta’ impongono, non è possibile tacere. Mi riferisco alla decisione del governo Draghi, attraverso il ministro Brunetta, di riconoscere un aumento di Euro 107 mensili ai dipendenti pubblici. Ritengo che tale scelta sia stata inopportuna, demagogica, non adeguata alle necessità sociali dell’emergenza economica in atto. Preciso, non ho nulla contro la categoria dei beneficiati : nella pubblica amministrazione esistono milioni di donne e uomini che fanno lealmente e con scrupolo il loro dovere di servizio verso lo Stato. Il problema non è questo. E’ una questione di coerenza e di equità sociale. Se non sbaglio, e non sbaglio, da tempo viene individuata nella lentezza e inefficienza della burocrazia uno dei mali di fondo del nostro sistema, male che determina anche un limite al sistema produttivo Italia, alla dinamicità delle imprese ed alla crescita del PIL. Concetto ribadito, più volte, dallo stesso Draghi“.

renato brunetta

“C’è poi da aggiungere che in questi tragici 12 mesi, i dipendenti pubblici, hanno beneficiato, giustamente, di quel garantismo economico e di quella tutela che i lavoratori del privato, le partite IVA, il comparto agricolo ed in genere i liberi professioni ed i commercianti non hanno goduto. Migliaia di questi ultimi non hanno ricevuto alcun sostegno o “ristoro”, o comunque briciole rispetto ai redditi persi. Era dunque necessario , opportuno, socialmente morale, partire da tale decisione? Con l’aggiunta che proprio ieri Draghi ha annunciato un nuovo scostamento di bilancio cioè altro debito, forse per coprire anche questo aumento!?”: evidenzia Petri.

“Condanno quindi senza se e senza ma tale scelta del governo, non senza denunciare con forza il voltafaccia e il silenzio di quelle forze politiche che hanno per anni fruito di una demagogica difesa delle partite IVA ed oggi dimostrano ipocrisia e puro calcolo di potere. Ben venga la valorizzazione del lavoro pubblico, ma in seguito ad una riforma vera, che tagli i rami secchi, metta la burocrazia al servizio del cittadino e non sia come spesso avviene matrigna e nemica. Draghi e Brunetta, per me, hanno sbagliato momento e metodo”: conclude il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia di Forlì-Cesena, Roberto Petri.