Aumentano i prodotti italiani di qualità riconosciuti dall’Ue, Emilia-Romagna al top

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(Sesto Potere) – Roma – 27 luglio 2021 – Nel 2019 gli operatori certificati nel settore agroalimentare di qualità sono oltre 87.000, in lieve calo rispetto al 2018. I produttori di qualità in Sardegna rappresentano il 22,2% del totale nazionale e gestiscono quasi il 43% degli allevamenti. Tra i prodotti zootecnici cui fa capo il maggior numero di allevamenti si confermano il pecorino romano, il pecorino sardo e l’agnello di Sardegna. Torna a salire, dopo il calo registrato nell’anno precedente, la quota femminile fra gli operatori.

A scriverlo nell’ultima nota aggiornata è l’Istat.

Nel 2019 il comparto Food dei prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta), Igp (Indicazione Geografica Protetta) e Stg (Specialità Tradizionale Garantita) conta 300 prodotti, grazie all’ingresso dell’Olio extravergine di Puglia Igp la cui produzione si estende all’intero territorio amministrativo della regione Puglia. Il settore Ortofrutticoli e cereali si conferma quello con il maggior numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg (112 prodotti di cui 36 Dop e 76 Igp), seguono i Formaggi (53 prodotti, di cui 50 Dop, 2 Igp e 1 Stg) e l’Olio extravergine di Oliva (47 prodotti, di cui 42 Dop e 5 Igp).

Nel settore agroalimentare di qualità nel 2019 si registra a livello nazionale un lieve calo degli operatori (-1,6%) e dei produttori (-2,1%) dovuto principalmente alla flessione nelle regioni del Nord. Al contrario, nel Mezzogiorno prosegue il trend positivo già emerso negli anni precedenti sia per i produttori (+4,6) che per gli operatori (+4,8%). Al Centro la situazione è sostanzialmente stazionaria.
Oltre il 41% dei produttori si trova nelle aree meridionali. Mentre gli allevamenti sono presenti soprattutto in Sardegna (42,9%
delle strutture), in Lombardia (12,3%) e in Emilia-Romagna (9%).
Nel 2019, il 42,6% dei trasformatori si distribuisce tra Emilia-Romagna (18,8%), Toscana (14,5%) e Campania (9,2%). In Emilia-Romagna si localizza oltre il 40% dei trasformatori (ossia macellatori, elaboratori e porzionatori) operanti nella preparazione di carni e il 33,5% di quelli presenti nella filiera lattiero-casearia.

Enogastronomia-dellEmilia-Romagna

Nel settore delle carni fresche il 72% dei trasformatori svolge la propria attività in cinque regioni. Al primo posto si conferma la
Campania (29%), seguono Toscana (16,3%), Marche (10%), Lazio (9%) ed Emilia-Romagna (7,9%).

Nel 2019 i produttori del settore della preparazione di carni n sono 3.435; di questi quasi il 42% opera in Lombardia, il 22,1% nel Piemonte, il 15,1% nell’Emilia-Romagna e l’8,5% nel Veneto.
Gli allevamenti sono 4.144 e la loro distribuzione territoriale segue quella dei produttori. In testa, quindi, c’è la Lombardia (42,9%) seguita da Piemonte (21,3%), Emilia Romagna (16,3%) e Veneto, (7,9%).
Oltre la metà dei trasformatori e degli impianti si localizza in Emilia Romagna e Toscana. Nella prima regione si trova il 40,5% dei trasformatori e il 41,6% di impianti, nella seconda il 13,6% dei trasformatori e il 12,8% degli impianti.

Nel 2019 la filiera lattiero-casearia di qualità vede la presenza di 28.454 operatori. Di questi, 27.412 sono produttori e svolgono la loro attività prevalentemente in Sardegna (49% del totale), seguono Lombardia (12,2%) ed Emilia-Romagna (10,1%). Gli allevamenti sono 27.724: in media ogni produttore conduce un allevamento.
I trasformatori si attestano a 1.433 unità e gestiscono 2.422 impianti localizzati prevalentemente in Emilia-Romagna (472 trasformatori e 710 impianti), Lombardia (271 trasformatori e 468 impianti) e Campania.