(Sesto Potere) – Forlì – 4 ottobre 2022 – A nove mesi dell’insediamento, lunedì 3 ottobre, il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca ha incontrato i 30 sindaci dei comuni del doppio comprensorio. Motivo dell’incontro: fare il punto sulla sicurezza dei ponti e delle strade del territorio provinciale, verificare gli interventi realizzati e pianificare gli investimenti per i prossimi anni.

SP 4 viadotto Gualdo

I ponti di competenza della Provincia sono 570: il MIMS (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili) ha predisposto una linea di finanziamento per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti che incidono sulle strade provinciali.

Dopo un’attenta opera di censimento e alla determinazione delle priorità secondo lo stato di manutenzione e la portata del traffico sono in corso di realizzazione 13 interventi per un investimento complessivo di 15.500.000 euro a cui si aggiungeranno attraverso la programmazione con i Sindaci, dal 2023 altri 5.500.000 euro per 6 interventi.

La Provincia di Forlì-Cesena sta formando 10 tecnici sulla gestione del rischio, risorse umane competenti che saranno messi a disposizione dei comuni in materia di sicurezza, attraverso una convenzione tra Provincia e Comuni per monitorare anche lo stato dei ponti comunali.

Entro l’anno inoltre verranno assunti presso gli uffici 5 tecnici per portare a compimento i lavori programmati.

SP 142 fosso di Becca Bagno di romagna

1.015 sono i chilometri di strade di competenza provinciale: è stata l’occasione per restituire una fotografia del grande sforzo di investimento messo in campo.

Dal 2021 al 2024 sono stati programmati e in via di realizzazione 17.500.000 di manutenzioni del manto stradale, equamente distribuito tra il forlivese e il cesenate.

“Sappiamo di dover recuperare ad un bisogno importante di messa in sicurezza di infrastrutture e strade – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca – da quest’anno siamo entrati a regime sui lavori pubblici con “un’operazione straordinaria” per l’entità delle risorse stanziate, che dai prossimi anni diventerà “ordinaria”. Con la programmazione prevista in tre anni dovremmo recuperare i disagi ereditati da anni di mancati investimenti e finanziamenti, passando dal criterio dell’emergenza dalla pericolosità del transito e dall’intensità del traffico a quello delle priorità determinate dalla programmazione strutturale. Questo tipo di lavoro si può fare solo con un confronto e un dialogo costante con i Comuni.”