Artigianato, Cna Modena: in 12 anni perse 4.000 imprese

(Sesto Potere) – Modena – 25 febbraio 2019 – È l’artigianato il settore che più sta pagando gli effetti del processo di ristrutturazione economica iniziata con la recessione del 2008, un comparto che spesso sfugge alle indagini macroeconomiche, ma che nel nostro territorio coinvolge un’azienda su tre (il 31,5% del totale delle imprese attive) e ha offerto – e lo fa tutt’ora – un grande contributo al benessere diffuso della comunità.

artigianato

Se questo benessere è oggi caratterizzato da una grande precarietà, probabilmente è anche a causa della crisi che sta coinvolgendo gran parte delle attività artigianali modenesi. Una crisi testimoniata dai numeri: sulla base di un’analisi condotta dall’Ufficio Studi di CNA su dati della Camera di Commercio, si evidenzia come in dodici anni l’Albo Artigiani abbia perso 3.968 imprese, il 16,2%. Un dato ben superiore al calo del 4,4% registrato sul totale delle imprese modenesi in attività.

Ciò significa che, per queste imprese, la crisi non è certo passata.

Si tratta della scomparsa di 330 imprese all’anno. Non tutte queste aziende chiudono i battenti: in qualche caso, una minoranza a dire il vero, alcune imprese perdono lo status di artigiani, altre vengono cedute, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di chiusure determinate anche dalla mancanza di chi possa continuare l’attività aziendale dopo il pensionamento del titolare, sia all’interno della famiglia di quest’ultimo che tra eventuali dipendenti.

La situazione nei settori

La dinamica delle imprese artigiane è abbastanza differenziata in relazione ai diversi settori. Quello più penalizzato in questi anni è soprattutto l’autotrasporto, dove opera un’impresa artigiana su cinque, con una diminuzione del 32,4% (762 imprese). Solo nel 2018 si è registrato ad un’inversione di tendenza, peraltro modesta. Pesante anche la contrazione nel tessile, che vale il 16,1% dell’artigianato modenese. In questo caso il calo è stato di 639 unità, il 30,8%. Forte anche la contrazione nell’ambito della meccanica, dove il processo di ristrutturazione economica si è “mangiato” 472 aziende (il 26,9%). A tenere sono i comparti dei servizi alle persone (estetica, fitness, acconciatura), dove la contrazione si è fermata allo 0,3%, e quello dell’alimentare e della ristorazione, tra i pochi in crescita (+32 imprese, pari allo 0,9%). Un discorso a parte lo merita il settore delle costruzioni, che malgrado faccia segnare un meno 1.586 imprese (-17,1), molte di queste anche straniere, rimane comunque il comparto più rappresentativo del mondo dell’artigianato (40%).

 

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