Articolo Uno Forlì chiede le dimissioni e le scuse di Marinella Portolani

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(Sesto Potere) – Forlì – 11 giugno 2021 – Riceviamo e pubblichiamo una nota di Articolo Uno Forlì:

“La presidente della commissione pari opportunità del Comune di Forlì Portolani ha aperto la seduta di giovedì leggendo un appello pubblico del popolo della famiglia che attribuisce alla religione islamica la responsabilità del femminicidio della giovane Saman, proponendo la necessità di un “processo di bonifica della religione islamica da certe forme di violenza”, tra l’altro evidentemente ignorando che l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane da giorni prende netta posizione su questo reato ed ha comunicato di volersi costituire come parte civile nel processo.

L’opportunismo sotteso alla strumentalizzazione dell’orrore di un femminicidio per colpire la religione islamica afferisce ad una grettezza politica irricevibile e rappresenta l’inadeguatezza degli strumenti culturali democratici della presidente al ruolo che ricopre, giungendo al paradosso in cui la seduta di un organo con il compito di contribuire alle politiche di contrasto alle discriminazioni viene aperta compiendo una discriminazione su base religiosa.

saman abbas

Ci chiediamo come sia possibile che questo ruolo sia stato assegnato ad una esponente politica che evidentemente ignora i fondamenti costituzionali, considerando che non è possibile promuovere azioni efficaci in assenza della basilare conoscenza dell’intima connessione tra violenza di genere e contesti socioculturali trasversali al nostro paese, come dimostrano i dati sui femminicidi.

D’altronde, per sua stessa ammissione, la presidente vede nella commissione un “momento formativo” in cui approfondire personalmente i temi di genere, peraltro calendarizzando udienze in sequenze disarticolate da qualsiasi progettualità d’indagine o di obiettivo e costringendo i membri della minoranza ad occupare l’esiguo spazio di dibattito concesso per sottolineare l’assenza dei momenti di interlocuzione e di confronto da cui scaturiscono i progetti e le prospettive che delineano la linea d’indirizzo delle politiche di genere in un territorio. Riteniamo che utilizzare le risorse dei contribuenti per finanziare un organo consultivo pubblico con lo scopo di formare la persona che lo presiede su temi a cui per ruolo dovrebbe già essere preparata sia uno spreco considerevole di risorse e di tempo.

Il funzionamento di un organo democratico prevede passaggi inderogabili di confronto per la costruzione di sintesi e di azioni incisive condivise ed il ruolo della Presidente dovrebbe essere quello di facilitare questi processi.
Tenuto conto di tutti questi elementi, risulta evidente l’inadeguatezza della Presidente Portolani a ricoprire un una carica creata per volontà delle donne e delle loro associazioni allo scopo di portare all’interno delle istituzioni un impegno concreto per la parità di genere.
Invitiamo quindi la Presidente Portolani a rassegnare le proprie dimissioni, scusandosi per la gravi dichiarazioni pronunciate.