(Sesto Potere) – Bologna – 18 gennaio 2023 – Ieri, il 17 gennaio, s’è spento a Bologna lo scultore Nicola Zamboni. “Un grandissimo artista che, pur lavorando e ricevendo riconoscimenti a livello internazionale, ha sempre avuto un rapporto speciale con le sue origini e le comunità del suo territorio. Territorio che rimane e rimarrà costellato delle numerose opere da lui realizzate”: ricorda in una nota il Comune di Pieve di Cento.

“Una grande amicizia lo ha legato in modo particolare a Pieve di Cento, e tra le tante espressioni di affetto per noi, lo vogliamo salutare ricordando l’ultima opera che ci ha lasciato, la scultura dedicata al suo amico Graziano Campanini, collocata all’ingresso della Pinacoteca” ricorda l’amministrazione comunale che a nome della comunità di Pieve si unisce al dolore per questa “grande perdita”.

Per la scomparsa di Nicola Zamboni si registra anche il cordoglio del sindaco di Bologna Matteo Lepore che in una nota scrive: “Raramente ho visto la poesia farsi scultura. Raramente l’ho vista commuovere e muovere un moto di giustizia e amore. Il suo percorso ha segnato fortemente l’arte e il nostro territorio. Tanto che, ne sono sicuro, in molti ricorderanno ora di avere visto una sua opera di rame o di pietra. Da allievo e assistente di Quinto Ghermandi, ha insegnato all’Accademia a Bologna e poi all’Accademia di belle arti di Brera. A Sala

Bolognese aveva fondato un atelier parco della scultura con l’artista e compagna Sara Bolzani a cui va un sentito abbraccio. Da grandi opere monumentali alle fragilità delle foglie, Nicola ha connotato in maniera significativa l’arte e lo spazio pubblico del nostro territorio dove ha scelto spesso anche soggetti commemorativi delle nostre ferite o delle nostre tradizioni, leggende, figure sacre, allegorie, dal passato al nostro presente. Cavalieri, mondine, gente comune, animali fantastici e i nostri martiri delle stragi.”

A Nicola Zamboni “dobbiamo opere come le statue bianche del Parco Pasolini al Pilastro, gli angeli di Marzabotto e una serie di opere diffuse per l’Italia dedicate al 2 Agosto. Ricordo con affetto quando mi guidò tra i suoi intagli nel legno e conchiglie dedicati alle stragi del Mediterraneo, un giorno tra i monti dopo il ricordo delle stragi naziste di Monte Sole. Una grande perdita per Bologna. Siamo vicini alla famiglia e ai suoi cari”: le parole del sindaco di Bologna Matteo Lepore che a nome dell’Amministrazione esprime il suo cordoglio per la scomparsa dell’indimenticato scultore.

Anche il Comune di Bentivoglio ricorda lo scultore Nicola Zamboni con le opere visibili nel territorio ed a esso ispirate: “Nel 1996 realizzò 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐧𝐞𝐭𝐨. La scultura in rame è visibile all’ingresso di Palazzo Rosso. Nel 2003, insieme a Sara Bolzani, realizzò l’opera 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐧𝐞, sempre in rame, posta nella rotonda di fronte all’Ospedale”.

Cordoglio anche da parte del Comune Anzola dell’Emilia.

Nicola Zamboni era nato a Bologna nel 1943 aveva studiato all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, nel 1968 era stato in Inghilterra come ospite, per un mese, dello scultore Henry Moore. All’inizio degli anni ottanta la sua figura di “artista del sociale” era già affermata e gran parte dei luoghi pubblici della cintura di Bologna e non solo diventarono sedi indiscusse delle sue opere. Dedicò molte sue opere alla strage del 2 agosto.