Arte, è morto il pittore forlivese Roberto Casadio

0
528

(Sesto Potere) – Forlì – 4 gennaio 2020 – E’ morto Roberto Casadio , importante protagonista della vista artistica e culturale forlivese, era nato nel 1942 , lascia la moglie Emma e dai figli Simona, Gabriele e Leonardo. 

un’opera di Roberto Casadio

Si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Ravenna sotto la guida di Umberto Folli e di Giulio Ruffini dopo avere frequentato il Liceo Artistico della stessa città. Aveva insegnato materie artistiche in varie scuole del nord Italia e dell’Emilia-Romagna e, dal 1976 al 1999, aveva ininterrottamente proseguito l’attività didattica a Forlì. Del 1971 il suo esordio espositivo: al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Segue una nutrita serie di mostre personali e collettive nella città natale (Galleria Mantellini e Galleria Farneti) e a Cesena (1973), Rimini (1980), Bologna (1990 e 2002), Bergamo (2002), Lugo (2006), Faenza (2010). Aveva partecipato al Premio Campigna ed ottenuto la Frasca d’Argento. Nel 2010 aveva illustrato “L’Inferno di Dante”, pubblicazione a cura di Andrea Brigliadori, con cinquantuno tavole di cui il curatore sottolinea “la disposizione al realismo e all’espressionismo”. Nel  2015 , uno dei suoi quadri: “Tragedia ferroviaria”, di proprietà della Pinacoteca Comunale di Forlì, era stato esposto presso l’Istituto Tecnico Aeronautico “Francesco Baracca” in occasione “Giornata del coraggio e della memoria”. E nel 2018 opere di Roberto Casadio erano state esposte nella vetrina della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, nella rassegna collaterale alla Mostra ‘L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio’.

Gabriele Zelli nel ricordarlo mette in evidenza l’impegno civico e sociale di Roberto Casadio: “Un impegno che non è mai venuto meno nel corso degli anni e che manifestava in tutte le occasioni che gli si prospettavano, sia con la pittura, sia con un impegno personale, sempre dalla parte dei cittadini per una società più democratica e capace di dare prospettive di giustizia alle classi sociali più svantaggiate. Anche questa parte della sua vita meriterebbe di essere scandagliata. Mi limito a ricordare l’impegno che profuse per realizzare un ciclo pittorico del 1997 dal titolo “Il treno: quadri di viaggio”. Nei quadri realizzati in questa occasione, accanto al piacere che accompagna ogni spostamento in treno, soprattutto se si va in vacanza, ha saputo accostare le tragedie che hanno caratterizzato la vita delle ferrovie italiane, come l’attentato del 4 agosto 1974 all’Italicus, dove perse la vita, fra gli altri, il controllore forlivese Silver Sirotti, medaglia d’oro al valor civile alla memoria per aver portato aiuto a chi era stato colpito dall’esplosione mettendo a repentaglio la propria vita, e la sanguinaria strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Non da meno fu l’impegno per allestire questa mostra in luoghi che sono diventati simbolici della vita economica e democratica del nostro paese, come le stazioni ferroviarie di Forlì e di Bologna”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here