Art City Bologna, 57.000 presenze all’ Art Week

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(Sesto Potere) – Bologna, 28 gennaio 2020 – Si conclude con un gratificante bilancio di oltre 57.000 presenze il Main program che ha animato la lunga Art Week proposta dal 17 al 26 gennaio 2020 nell’ambito dell’ottava edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera.

Coordinata dall’Area Arte Moderna e Contemporanea | Istituzione Bologna Musei sotto la guida di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, la sezione principale della rassegna si è articolata in un Special project e 22 Main projects tra mostre, installazioni e performance, tutti a ingresso gratuito.

Lo Special project La vita nuova di Romeo Castellucci, proposto in prima nazionale per un numero limitato di spettatori nel nuovo spazio cittadino DumBO, per la prima volta coinvolto nel circuito di ART CITY Bologna, è andato sold out nei primi 10 minuti dal momento di apertura delle prenotazioni per i coupon di ingresso, totalizzando 880 spettatori tra prova generale e quattro repliche.

Apprezzate da consistenti flussi di addetti ai lavori, appassionati e curiosi d’arte sono state poi le proposte espositive dell’Istituzione Bologna Musei, a confermare la centralità e la forte attrattività dell’offerta culturale disponibile nelle sedi dei musei civici quest’anno coinvolte nel Main program.

La settimana dell’arte si è aperta a Villa delle Rose con l’inaugurazione, venerdì 17 gennaio, della prima personale in un’istituzione museale italiana di Antoni Muntadas, visitata da 1118 persone.

Al MAMbo, sono stati complessivamente 14638 i visitatori della collettiva AGAINandAGAINandAGAINand, allestita nella Sala delle Ciminiere, e delle collezioni permanenti del Museo d’Arte Moderna e del Museo Morandi, di cui 5944 rilevati nella sola giornata di sabato 25 gennaio che ha visto un’apertura straordinaria fino alle ore 24 in occasione della ART CITY White Night.

Il Museo Davia Bargellini, fulcro centrale del progetto installativo Via libera per volare ideato dal duo artistico bolognese Antonello Ghezzi, ha attirato 4282 visitatori. Nel vicino Museo internazionale e biblioteca della Musica sono state sono 3139 le persone entrate nello Spazio mostre temporanee per visitare il progetto di Donatella Lombardo Partiture Mute. Note a margine. Il progetto Gaussiana di Francesca Ferreri, allestito a Casa Morandi, ha totalizzato 1115 ingressi. Infine, nella sezione ART CITY Segnala un ottimo risultato si registra anche al Museo Civico Medievale con la mostra Traces che ha accolto 1922 visitatori.

Rispetto alle altre sedi dei Main projects, le cui modalità di accesso si sono differenziate tra accesso libero o su prenotazione per numero limitato dei posti previsti, i dati di affluenza durante l’Arte Week attualmente disponibili sono i seguenti: Mika Taanila. Damage/Control | Padiglione de l’Esprit Nouveau | 698 ingressi Io sono un pittore. Visita allo Studio privato di Concetto Pozzati | 400 ingressi Riccardo Benassi. Morestalgia | Stazione ferroviaria Bologna Centrale Alta Velocità | 3400 ingressi 1 Valentina Vetturi. Orchestra. Studio #3 | Teatro Comunale di Bologna – Foyer Respighi | 300 ingressi Silvia Costa. Sono dentro. L’essere ciò che è chiuso in un tratto | Biblioteca Italiana delle Donne/Centro delle Donne di Bologna | 600 ingressi Silvia Camporesi. Circular View | Spazio Carbonesi | 3760 ingressi Alessandro Lupi. ONE, TWO, FREE. Specchi, ombre, visioni | CUBO Museo d’Impresa del Gruppo Unipol | 1609 ingressi Le realtà ordinarie. Salone Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi | 5132 ingressi 3 Body Configurations Claude Cahun VALIE EXPORT Ottonella Mocellin | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna | 5118 ingressi Eulalia Valldosera. Nave Nodriza | Oratorio di San Filippo Neri | 5952 ingressi Sissi. Vestimenti | Palazzo Bentivoglio | 5600 ingressi Jimmie Durham. Un’altra pietra| another stone | Spazio Kappanoun | 500 ingressi.

A parere di Roberto Grandi, presidente Istituzione Bologna Musei, e di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo e coordinatore artistico di ART CITY Bologna, si conferma vincente il format di un programma rappresentativo delle più varie pratiche artistiche contemporanee in dialogo con i diversi spazi e contesti urbani di intervento, che nel 2020 ha avuto alcuni elementi di novità: la maggiore partecipazione di artiste rispetto a colleghi uomini; il confronto generazionale fra artisti affermati e artisti emergenti, la cui ricerca è stata sostenuta attraverso la produzione di nuovi lavori realizzati per l’occasione; le incursioni della pittura, in affiancamento alla nuova sezione di Arte Fiera che ha puntato l’attenzione sul linguaggio oggi più dibattuto dell’arte contemporanea.

Nella sezione ART CITY Segnala, l’attivazione di preziose collaborazioni con gli operatori culturali della città ha reso possibile un ricchissimo e grandemente partecipato palinsesto di un centinaio di eventi disseminati tra gallerie d’arte moderna e contemporanea (sia le associate al circuito Confcommercio Ascom che le indipendenti), artist run space, spazi no-profit, luoghi non convenzionali, oltre al Cinema Lumière con il consueto palinsesto di proiezioni per indagare le feconde intersezioni tra cinema e arte.

Vero e proprio rito collettivo, anche quest’anno, è stata l’ART CITY White Night di sabato 25 gennaio con migliaia di persone che hanno goduto dell’apertura straordinaria di molti spazi fino alle h 24.00.

Se la settimana dell’arte con il suo intenso programma di eventi e inaugurazioni si è conclusa, sono tante le proposte espositive che restano aperte fino a primavera inoltrata, confermando la vocazione alla progettualità e la vitalità che la città di Bologna esprime nel contemporaneo.

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