(Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2023 – Si è svolto ieri pomeriggio a Roma, presso la sede del Ministero del Turismo, l’incontro voluto dal ministro del Turismo Daniela Santanchè sulla questione “Appennino senza neve”. Presenti al tavolo, in sede fisica o in videocollegamento (vedi foto) il Presidente della Regione Toscana Giani e gli assessori regionali di: Abruzzo (Daniele D’Amario), Emilia-Romagna (Andrea Corsini), Marche (Francesco Acquaroli) e Molise (Vincenzo Cotugno). Per la Regione Lazio era presente la Direzione Turismo.  Erano inoltre presenti (in sede o in videocollegamento) i rappresentanti delle associazioni di categoria del turismo e del settore alberghiero.

Di fronte all’emergenza che sta colpendo le zone Appenniniche in tutta Italia, dove le alte temperature impediscono l’avvio della stagione sciistica anche utilizzando la neve artificiale, l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, insieme ai colleghi delle altre Regioni coinvolte e ai rappresentanti delle categorie economiche, ha presentato al Governo le richieste e le proposte dei territori e dei comparti produttivi.

L’Emilia-Romagna in particolare ha chiesto: «Una moratoria dei mutui, la riduzione delle aliquote fiscali, la possibilità di anticipare le risorse nazionali in co-finanziamento per gli impianti sciistici, la cassa integrazione per i lavoratori stagionali e lo sblocco immediato dei fondi residui dei diversi bandi per i ristori Covid, che la Regione aveva gestito insieme ad Unioncamere e che per l’Emilia-Romagna ammontano a 3,3 milioni di euro. Una misura, quest’ultima, che sarebbe oltretutto a costo zero, dal momento che sono stanziamenti già assegnati ma vincolati, per norma nazionale, ai mancati introiti da Coronavirus».

Tra le iniziative presentate dall’assessore Corsini al ministro, l’utilizzo di fondi PNRR e FSC per la realizzazione di impianti sportivi nelle aree appenniniche, lo stanziamento di risorse nazionali per la riqualificazione alberghiera con premialità per le strutture in montagna e la creazione di un tavolo permanente per una strategia che porti a una macro-destinazione Appennino a livello nazionale.

Le richieste delle Regioni – inclusa l‘Emilia-Romagna – non si sono fermate alla gestione dell’emergenza, comunque urgente visto che arriva già a 50 milioni di euro la stima dei ristori necessari a livello nazionale. Più in generale, infatti, hanno riguardato anche il necessario cambio di passo nella promozione turistica dell’Appennino durante la stagione invernale, per arricchire l’offerta sciistica con altre e diverse opportunità.

«Sono state avanzate richieste giuste e significative in relazione alla questione che conosciamo», ha dichiarato alla stampa il ministro Santanchè al termine dei lavori. «Sono emerse quattro dimensioni cruciali sulle quali agire sin da subito, nell’immediato, in attesa, ovviamente, di approntare una strategia più strutturata e circostanziata per il lungo termine. Innanzitutto, lavoreremo per sbloccare quei ristori già assegnati alle varie Regioni ma al momento vincolati all’emergenza Covid, cosicché possano invece essere rediretti sulla situazione appenninica. Possiamo poi ristornare gli investimenti fatti nel 2022 dagli impianti sciistici per direzionarli sotto forma di nuove risorse per il 2023».

Bonaccini e Corsini

«Un terzo driver d’intervento», ha proseguito il ministro del Turismo, «va senz’altro focalizzato sugli ammortizzatori sociali, che in fasi emergenziali come questa, sono fondamentali – e ho già avuto dei primi contatti interlocutori col ministro Calderone sull’argomento. Infine, ci muoveremo affinché le località montane dell’Appennino, dove c’è una situazione problematica, le risorse Imu riscosse dallo Stato in virtù del decreto varato dal governo Monti vengano rispese in quei Comuni.»

«La mia preoccupazione più che ai soldi e alle risorse è legata all’execution, alle tempistiche e alle capacità di gestione dei fondi e degli strumenti che verranno messi a disposizione per far fronte al problema», ha concluso il ministro Santanchè. «Pertanto, ancora una volta, è necessaria un’interlocuzione continua tra enti locali, associazioni e ministero. Motivo per cui ritengo utile che quello di oggi sia un punto di partenza, facendo in modo che il tavolo per l’Appennino diventi un tavolo permanente sulla montagna, e impegnandomi affinché venga riconvocato tra 2-3 settimane per presentare le prime risposte del Governo».

«La situazione è drammatica, perché il contraccolpo di questa mancata apertura è stato durissimo su tutte le imprese della filiera e tutte le misure sulla fiscalità, così come i ristori, sono assolutamente necessari e urgenti- hanno spiegato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore Corsini-. Come Regione ci siamo fatti capofila davanti al ministro Santanchè di alcune proposte, a partire dallo svincolo dei residui non assegnati dei bandi Covid, che sarebbero immediatamente utili per le imprese coinvolte, anche se di certo non risolutivi».

«Santanchè- anticipa Corsini- ha dimostrato apertura nei confronti di questa e di altre soluzioni, e le presenterà anche agli altri ministeri coinvolti».

In mattinata, prima della videoconferenza con il ministro Santanchè, l’assessore Corsini, insieme al collega con delega alla Montagna, Igor Taruffi, ha voluto incontrare gli amministratori e le categorie economiche dell’Appennino emiliano-romagnolo, per ascoltare le loro proposte e informarli delle considerazioni che sarebbero state avanzate al Governo, in particolare lo sblocco dei residui dei ristori Covid. In particolare, gli operatori economici hanno chiesto la possibilità di anticipare i fondi statali per il co-finanziamento degli investimenti degli impianti sciistici.