Appello donne Pd a ministra Bonetti, replica di Italia Viva F-C

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Sara Biguzzi di Italia Viva

(Sesto Potere) – Forlì – 6 febbraio 2020 – Due giorni fa 17 donne di spicco del Pd , fra le quali tre rappresentanti del governo, ovvero la viceministra Anna Ascani e le sottosegretarie Lorenza Bonaccorsi e Francesca Puglisi insieme alla vicepresidente del Senato Anna Rossomando, alla deputata Debora Serracchiani e a dodici democratiche rappresentanti di altrettanti territori Regionali, hanno sottoscritto una lettera di appello al governo, ed in particolare alla ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Elena Bonetti,  renziana, affinchè “si dia una mossa” con azioni concrete nel contrasto alla violenza sulle donne.

Elena Bonetti

Una  lettera che non è piaciuta a Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, e che vede anche l’intervento di replica di Sara Biguzzi , coordinatrice Provinciale Italia Viva di Forlì-Cesena, e Loretta Fiorentini ex consigliera Comunale Partito Democratico.

“Ci appare ancora più incomprensibile come 17 donne abbiano pensato di poter fare lo sgambetto alla ministra e di avviare una discussione su un argomento tanto importante quanto delicato come quello sulle Politiche di genere e il contrasto alla violenza sulle donne non, come sarebbe stato normale, all’interno della famiglia di cui fanno parte, bensì attraverso una lettera aperta affidata alla stampa. La risposta della ministra Bonetti che, quasi per ironia della sorte, ha appreso dell’iniziativa delle colleghe di Governo di ritorno da Bruxelles dove, fra le altre cose, aveva condiviso con la Commissaria Europea per l’Eguaglianza Helena Dalli il lavoro che il suo Ministero sta portando avanti per il contrasto alla violenza maschile contro le donne, interpreta il sentimento di molte donne, comprese le sottoscritte”: scrivono in una nota Sara Biguzzi e Loretta Fiorentini.

Sara Biguzzi

“Non si comprende inoltre come possa essere sfuggito che lo scorso mese di dicembre la ministra Bonetti ha firmato l’importante decreto per lo sblocco di 30 milioni di euro dovuti da tempo alle Regioni e da destinare ai centri antiviolenza, sbloccando, di fatto, una situazione che metteva a rischio il diritto delle quasi 15 mila donne che ogni anno si rivolgono alle strutture di accoglienza. Alle 17 firmatarie della lettera aperta vogliamo dire che anziché una mossa dovremmo darci una calmata e andare avanti, magari percorrendo strade diverse, ma per raggiungere una meta comune. Rimane in noi il rammarico di non riconoscere più colei che solo pochi mesi fa, a giugno, diceva: i giornali sono più interessati ai battibecchi e alle polemiche, noi ci siamo ascoltati per ore, abbiamo fatto politica…”:  concludono Sara Biguzzi e Loretta Fiorentini.

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