(Sesto Potere) – Bologna, 7 gennaio 2022 – L’Alleanza delle cooperative agroalimentari dell’Emilia-Romagna (formata da Confcoop, Legacoop e Agci) distretto del Nord Italia interviene con una nota congiunta ritenendo: “necessario un intervento politico regionale per chiarire definitivamente il tema della cumulabilità del credito di imposta e le risorse del Psr-Programma di sviluppo rurale”


Il Governo italiano lo scorso 1 Dicembre ha preso formalmente posizione su un tema di estrema rilevanza per il settore agricolo e agroalimentare: la cumulabilità del credito d’imposta con altre agevolazioni e in particolare con lo sviluppo rurale.

Questa posizione contenuta nella risposta scritta all’interrogazione promossa dall’On.le Susanna Cenni e dall’ On.le Gian Mario Fragomeli, è pubblicata nell’allegato al bollettino nella VI Commissione (Finanze), nella quale il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha messo in discussione il parere interpretativo espresso dalla Direzione Generale Agricoltura della
Commissione europea che nel novembre del 2020 aveva ammesso la possibilità di cumulo dei crediti d’imposta, di cui all’articolo 1, comma 192, della legge n. 160 del 2019, con le misure/sottomisure di sostegno agli investimenti dei Programmi di sviluppo rurale 2014/2020 entro i limiti stringenti delle aliquote massime di aiuto previste dalla normativa europea di settore.

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sede Ministero delle politiche agricole

Inoltre, avvallando l’interpretazione già data in precedenza dall’Agenzia delle Entrate, il Ministero dell’Economia e Finanze conferma che l’agevolazione, integrando una misura di carattere generale, è cumulabile con le altre agevolazioni aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione, tuttavia, che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.


“Purtroppo queste interpretazioni nazionali non hanno ancora trovato un ascolto da parte degli uffici competenti comunitari per cui fino ad ora molte Regioni, in maniera prudenziale, hanno inserito una demarcazione stringente nel cumulo dei diversi strumenti.
Demarcazione che colpisce le imprese perfino in maniera retroattiva, modificando sostanzialmente in corso d’opera ciò che in taluni bandi era addirittura esplicitato nel testo della delibera e lasciando le imprese con una riduzione significativa ex post dei contributi ed il rischio di pesanti sanzioni”: scrivono nella nota le cooperative agroalimentari dell’Emilia-Romagna.

Confcoop, Legacoop e Agci Emilia-Romagna chiedono pertanto come Alleanza delle cooperative agroalimentari dell’Emilia-Romagna, all’Assessore regionale Mammi e al governatore Stefano Bonaccini, di ascoltare: “il malcontento diffuso fra le nostre imprese generata da questa incertezza su PSR E OCM, ma che rischia di trasferirsi su altri capitoli come quello del PNRR e di attivarsi politicamente per risolvere il problema di concerto con le altre Regioni, il Ministero delle politiche agricole e le istituzioni europee competenti in materia.”

“Sarebbe veramente paradossale che dopo l’aver alimentato l’aspettativa per gli investimenti in innovazione e sostenibilità nel settore agroalimentare ci si trovasse a segregare le imprese in misure finanziarie inconciliabili e punitive per la qualità dei progetti”: conclude l’Alleanza delle cooperative agroalimentari dell’Emilia-Romagna.