Anpi di Forlì Cesena: “la cripta Mussolini deve restare un luogo privato”

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cripta mussolini

(Sesto Potere) – Predappio – 3 agosto 2020 – “Ci opporremo con tutte le nostre forze a una deriva nostalgica, certi che l’amministrazione predappiese su questo non avrà cedimenti”: l’avviso è dell’ ANPI di Forlì Cesena che con un comunicato interviene nel dibattito scoppiato dopo la lettera della famiglia Mussolini al Comune di Predappio per la riapertura della cripta del Duce del Fascismo.

cripta mussolini

“La tumulazione di Mussolini a Predappio, nel 1957, nasce da un accordo tra il governo, guidato dal predappiese Adone Zoli, e la municipalità di Predappio. Inteso fors’anche a fini di pacificazione risulta collocato appieno in un contesto nel quale i conti col fascismo si fecero al massimo a metà. Si trattò insomma di un accordo infausto che, per di più, diede la stura alla nascita non di una tomba di famiglia, com’era negli intenti iniziali, ma di un mausoleo di Mussolini e del fascismo con tanto di presenze in camicia nera di nostalgici di un regime guidato da un dittatore razzista e criminale di guerra ( * ) : presenze crescenti , soprattutto nelle date tra il 25 e il 28 aprile (quando Mussolini fu giustiziato), il 29 luglio (quando egli nacque) il 28 ottobre (quando fu indetta la marcia su Roma nel 1922 e parallelamente liberata Predappio nel 1944)”: l’intervento con tanto di date è dell’ANPI di Forlì Cesena.

cripta mussolini

“Ora, che sia difficile invertire una tendenza è palese, ma va fatto. Esattamente il contrario di quello che familiari di Mussolini chiedono , oggi : porre a carico della collettività le spese di gestione della cripta, che dovrebbe essere trasformata in monumento di interesse comunale, mentre a loro dovrebbe essere dato la concessione perpetua. Proposte che possono essere definite in un solo modo : inaccettabili e irricevibili”: insiste l’ANPI di Forlì Cesena.

“Sulla pretesa che sia la collettività a farsi carico della sicurezza dei “devoti” ci sembra che addirittura più che  trasformare la tomba di un criminale di guerra ( * ) in un mausoleo capiamo l’assonanza tra Mausolo, il re da cui prende il nome la tomba, citata come una delle 7 meraviglie del mondo antico e Mussolini, ma ci pare decisamente fuori luogo) ma addirittura in un santuario. Ci spiace, quella è e rimane: una cripta, e  l’etimologia della parola cripta dal greco κρύπτη, deriva da κρύπτω «nascondere, coprire».  I familiari di Mussolini apprezzino il fatto che a differenza di quanto successo in Germania ai gerarchi nazisti, hanno una tomba, per il loro congiunto, sia per umanità o convenienza politica, ma quella è e deve restare un luogo privato”: conclude l’ANPI di Forlì Cesena.

( * ) ripetendo la valutazione storica dell’Anpi nazionale che due anni fa sollevò la reazione di Alessandra Mussolini che aveva annunciato che non avrebbe tollerato offese alla memoria di suo nonno.

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