(Sesto Potere) – Rimini – 9 maggio 2022 – Cisl Romagna ha analizzato i dati pubblicati dall’Osservatorio INPS sulle ore di cassa integrazione autorizzata nelle tre province romagnole e in base allo studio delle statistiche il sindacato afferma che, rispetto al 2020, anno drammatico a causa della pandemia, nel 2021 c’è stata una ripresa, ma non c’è stato ancora un recupero rispetto al 2019.

In base ai dati INPS, in Emilia Romagna nel 2021 sono state autorizzate 134 milioni ore di Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Questo dato è di molto inferiore rispetto al 2020 quando le ore autorizzate sono state 294 milioni, ma comunque ancora molto maggiori rispetto al 2008, anno dell’inizio della crisi economica.

DATI IN ROMAGNA

Rimini – A Rimini nel 2021 sono state autorizzate 11.286.585 ore, in diminuzione del 43,4% rispetto al 2020 (quando erano state 19.946.852), il dato più basso registrato in Regione (solo Parma si avvicina registrando un -43,9%) ma superiore dell’87.6% rispetto al 2019 (1.404.699).

cgil cisl e uil

Forlì-Cesena – A Forlì-Cesena nel 2021 sono state autorizzate 10.292.104 ore di cassa integrazione, la diminuzione delle ore autorizzate di cassa integrazione rispetto al 2020 è del 54,1%, superiore rispetto al 2019 del 91% (926.913).
Forlì-Cesena: 10.292.104 ore, rispetto alle 22.422.483 ore del 2020 (-54,1%); 926.913 nel 2019 (+91%)

Ravenna – La provincia di Ravenna è quella che non solo in Romagna ma anche in Emilia Romagna segnala nel 2021 la diminuzione percentuale maggiore di diminuzione di ore di cassa integrazione autorizzata rispetto al 2020 (-59,8%) e tra le province romagnole quella che registra l’aumento minore rispetto al 2019 (+79%).
Ravenna: 8.128.907 ore, rispetto alle 20.212.104 ore del 2020 (-59,8%); 1.695.706 nel 2019 (+79%)

CONCLUSIONI

Rispetto al 2021 l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in Romagna è dimezzato, (29.707.596 nel 2021, 62.581.439 nel 2022), ma i dati sono ancora tornati ai livelli precedenti al Covid (4.027.318).
“Da inizio 2022 – afferma Francesco Marinelli segretario generale della CISL Romagna – sono scaduti tutti gli ammortizzatori straordinari previsti per superare l’emergenza Covid-19, per cui non sarà possibile per alcuni settori utilizzare la cassa in deroga ma solo quella ordinaria”.

“A livello nazionale ci sono stati incontri tra sindacati e Ministero del Lavoro per affrontare la riforma degli ammortizzatori sociali, che come parti sociali chiediamo da tempo, ma oggi ancora di più, per permettere a lavoratori ed imprese di fronteggiare il caro energia, le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e la chiusura di alcuni mercati in seguito alla crisi ucraina”.
“Inoltre come CISL abbiamo posto il problema su come adeguare gli strumenti previsti alle piccole imprese appena entrate nell’ambito di applicazione dei nuovi ammortizzatori sociali, in particolare quelle coperte da alcuni fondi bilaterali, chiedendo che sia gli adempimenti burocratici che, soprattutto, le durate previste e i conseguenti costi in termini di aliquote contributive, siano adeguati alle effettive esigenze che sono diverse da quelle delle grandi aziende”.

“A fronte del susseguirsi purtroppo di emergenze che impattano sulle attività economiche e quindi sui lavoratori, crediamo siano fondamentali interventi straordinari in grado di evitare le conseguenze più pesanti sulle attività produttive e sul reddito dei lavoratori anche attraverso un forte ed immediato investimento sulle politiche attive e in materia di formazione”.

DATI REGIONALI

Bologna – 38.065.969 ore, rispetto alle 80.192.361 ore del 2020 (-52,5%)
Ferrara – 6.951.528 ore, rispetto alle 15.382.074 ore del 2020 (-54,8%)
Modena – 25.327.016 ore, rispetto alle 62.774.372 ore del 2020 (-59,7%)
Parma – 12.451.837 ore, rispetto alle 22.205.410 ore del 2020 (-43,9%)
Piacenza – 6.918.354 ore, rispetto alle 14.879.973 ore del 2020 (-53,5%)
Reggio Emilia – 14.590.619 ore, rispetto alle 36.692.508 ore del 2020 (-60,2%)