(Sesto Potere) – Bologna – 27 gennaio 2022 – Allarme smog in molte città dell’Emilia-Romagna, nuovamente superati i limiti di PM10 a Bologna, con le misure emergenziali che proseguono fino a domani venerdì 28 gennaio. Provvedimenti anche a Forlì e Ravenna dove restano in vigore le limitazioni previste dal Piano aria integrato regionale. L’allarme smog e polveri sottili riguarda diverse regioni d’Italia, dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Toscana alla Lombardia mentre la capitale Roma si prepara alla sua seconda domenica ecologia per abbattere gli inquinanti.

“A favorire lo smog nelle città è l’andamento climatico anomalo con assenza di vento e un inverno senza piogge significative al Nord dove in molte zone non piove da settimane ed è allarme siccità con fiumi e laghi svuotati”: afferma Coldiretti che ha svolto una specifica analisi. “L’anomalia climatica è evidente dalla situazione del fiume Po che ha portate praticamente dimezzate rispetto ad un anno fa e sono scese a Piacenza ad appena 379,7 metri cubi al secondo, il dato più basso degli ultimi 16 anni secondo l’Anbi”.

siccità fiume Po

“Una condizione di magra invernale che – precisa la Coldiretti – riguarda anche altri fiumi del Nord mentre i grandi laghi che, da quello Maggiore a quello di Como che sono scesi ad un livello ben al di sotto della media storica del periodo.  A preoccupare è anche lo scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell`arco alpino ed appenninico ed il cui valore, soprattutto nella parte lombarda e piemontese, registra un -57.6%. Sono gli effetti di un andamento climatico anomalo che condiziona la vita sia in città con l’innalzamento dei livelli di inquinamento e nelle campagne dove ci sarà bisogno di acqua per le coltivazioni con la ripresa vegetativa”.

Una tendenza destinata ad accentuarsi che influenza anche i microclimi urbani con l’inquinamento dell’aria è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’.

A provocare lo smog nelle città – continua la Coldiretti – è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono in modo rilevante e a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. Una situazione preoccupante anche per i grandi centri urbani – evidenzia Coldiretti – dove il verde per mitigare il clima e ammortizzare gli effetti negativi dell’inquinamento oscilla su valori che vanno dai 6,4 metri quadrati per abitante di Messina ai 16,7 a Roma, dai 18 di Milano ai 24,3 di Firenze, dai 43 di Venezia ai 9,3 di Bari.

A parere di Coldiretti bisogna intervenire in modo strutturale ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato con le essenze più adatte alle condizioni climatiche e ambientali dei singoli territori.

Con l’Italia che dispone di appena 31 metri quadrati di verde urbano per abitante è strategico – sempre secondo Coldiretti – puntare su un grande piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione dando una spinta all’economia e all’occupazione. Obiettivo? Creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili.