(Sesto Potere) – Roma – 24 giugno 2022 – Mentre la Conferenza delle Regioni e la Protezione Civile dichiarano “totale sintonia” per cercare le soluzioni migliori e rispondere alla carenza idrica sia in termini emergenziali che in prospettiva per il futuro, stante il problema della siccità che colpisce soprattutto il Nord e la pianura Padana, in attesa che si attivi anche il confronto con il Governo Draghi, la Coldiretti – per voce del presidente Ettore Prandini  – chiede di accelerare sulla dichiarazione dello stato di emergenza nei territori più colpiti ma anche e soprattutto di realizzare un piano per i bacini di accumulo “poiché solo in questo modo riusciremo a garantirci stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie”.

Parere condiviso.

Ettore Prandini

“Occorre fare sistema e creare le infrastrutture necessarie alla gestione coordinata e continuativa per affrontare in modo efficace ogni possibile carenza d’acqua. Dobbiamo pensare ad una infrastrutturazione con bacini e ad una forte semplificazione normativa anche sotto il profilo ambientale. Pensiamo alle difficoltà che incontra ogni azione per lo sghiaiamento dei bacini o agli ostacoli che si frappongono oggi alla creazione di nuove infrastrutture”: ha dichiarato il presidente della Conferenza delle RegioniMassimiliano Fedriga, al termine del confronto che la Conferenza delle Regioni ha avuto oggi con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio (vedi foto in alto).

 Prandini , dopo l’annuncio della decisione di istituire un coordinamento tra i Ministeri e la Protezione Civile per fronteggiare l’allarme siccità su più fronti, infrastrutturale, competenze regionali, eventuali ristori, ricorda che la situazione nei territori e le previsioni meteo per i prossimi giorni “rendono sempre più evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi” che la stessa Coldiretti propone da tempo.

“Raccogliamo solo l’11% dell’acqua piovana e potremmo arrivare al 50% – denuncia il presidente della Coldiretti Prandini – evitando così situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo anche quest’anno. L’Italia ha bisogno di nuovi invasi a servizio dei cittadini e delle attività economiche, come quella agricola che in presenza di acqua potrebbe moltiplicare la capacità produttiva in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale per garantire cibo al Paese. Ma per fare ciò è necessario che la questione sia trattata per quella che è, cioè una vera e propria emergenza nazionale –conclude Prandini –, velocizzando le autorizzazioni burocratiche come fatto, ad esempio, per il caso del Ponte Morandi a Genova. Solo in questo caso sarà possibile dare una risposta concreta alla sofferenza di imprese e cittadini.