Al Nord e in Sardegna 50% prodotti agroalimentari di qualità

0
579
parmigiano reggiano

(Sesto Potere) – Roma – 18 aprile 2020 – Il numero di operatori certificati nel settore agroalimentare di qualità cresce del 3,4% tra il 2017 e il 2018. A dirlo è l’ultimo rapporto Istat.

parmigiano reggiano

In aumento i produttori (+4,4%), in particolare quelli attivi nella preparazione di carni (+53,2%), grazie anche al traino di 5 prodotti: il prosciutto di Norcia in Umbria e capocollo, pancetta, salsiccia e soppressa provenienti dalla Calabria. I trasformatori si riducono dell’1,2%. Prosegue il calo della presenza femminile fra i produttori (14,5% nel 2018 contro 16,2% dell’anno precedente) e i trasformatori (12,6% contro 13,8%).

Sono 299 i prodotti agroalimentari italiani di qualità riconosciuti nell’Ue al 31 dicembre 2018 (+1,4% rispetto al 2017). E’ di oltre il 90% : la quota di Comuni di Valle d’Aosta, Umbria ed Emilia-Romagna con almeno una produzione Dop, Igp o Stg. E sono 4.981 i Comuni in cui è presente almeno un settore di prodotti di qualità. Il 52% nell’Italia settentrionale.

Poco meno del 49% dei Prodotti di Qualità proviene da cinque regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Sardegna, Emilia-Romagna). L’incidenza maggiore sul totale dei corrispondenti comuni si registra in Valle d’Aosta (97,3%), Umbria (93,5%), Emilia-Romagna (90,9%), Toscana (88,7%), Puglia (78,7%).

I Comuni nei quali è presente almeno uno dei settori dei Prodotti di Qualità (CPQ) sono 4.981 (62,6%), di questi 2.590 (52%) si localizzano nelle regioni dell’Italia settentrionale (30% nel Nord-est e 22% nel Nord-ovest). I CPQ delle regioni del Centro sono 767 (15,4%), quelli dell’Italia meridionale 1.624 (32,6%), dei quali il 20,3% nel Sud e il 12,2% nelle Isole.

A livello territoriale negli ultimi due anni il numero dei produttori aumenta soprattutto nelle regioni del Nord-ovest (+11,3%) e del Mezzogiorno (+9%), in particolare in Sicilia e Sardegna (+9,8%). Per una corretta lettura dei dati, va sottolineato che questo andamento è dovuto anche all’aumento di riconoscimenti dell’Ue di prodotti meridionali e al conseguente incremento dei loro produttori. Il Nordest segna un aumento del 2,3%. Gli allevamenti sono in netto aumento nel Nord-ovest (+30,5%), più bassa la crescita nel Mezzogiorno (+8,5%, +8,7% nelle Isole). La superficie utilizzata segna invece una flessione dell’1,2% a livello nazionale per effetto della contrazione registrata nel Nord-est e nel Centro.

Nell’attività di trasformazione, spiccano l’Emilia-Romagna (18,6%) e la Toscana (15,2%). La prima regione è specializzata nelle attività di trasformazione dei prosciutti e insaccati (macellatori, elaboratori e porzionatori); la seconda nei molitori e imbottigliatori legati alla filiera olivicola-olearia. Da sottolineare la crescita dei trasformatori in Lombardia che, rispetto al 2017, segnano un +14,6% chiudendo il 2018 con il 7% della quota nazionale. Come per l’Emilia-Romagna, anche in questa regione prevale la specializzazione legata alla trasformazione di prosciutti e insaccati.

In controtendenza con il dato del 2017, nel 2018 si registra un forte incremento dei produttori e delle componenti zootecniche; gli allevamenti proseguono invece la loro crescita. Quasi il 65% dei produttori e il 69,4% degli allevamenti si ripartisce tra il Piemonte e la Lombardia, segue l’Emilia-Romagna con valori pari, rispettivamente, al 19,8% e al 17,7%. In Lombardia, il numero medio di allevamenti gestiti da ciascun produttore sfiora le due unità. Parallelamente, i trasformatori segnano una flessione dello 0,8% (in particolare i macellatori), mentre gli impianti di lavorazione aumentano dello 0,6%. I trasformatori e i relativi impianti si localizzano prevalentemente in Emilia-Romagna (37% dei trasformatori e 36,6% degli impianti), in Lombardia (15,3% e 17,1%) e in Toscana (11,3% e 11,2%).

Come per la preparazione di carni, anche per il comparto lattiero-caseario il 2018 rappresenta un anno in controtendenza rispetto al 2017. Infatti, i produttori aumentano del 4,1% e gli allevamenti del 3,9%. Prosegue, invece, la crescita dei trasformatori (4,2%) e delle relative strutture (9,1%). Il 2018 chiude con una filiera lattiero-casearia di qualità in cui operano 27.576 produttori con 27.898 allevamenti localizzati soprattutto in Sardegna (47,1% dei produttori e 46,8% degli allevamenti), seguono la Lombardia (12,8% e 12,9%) e l’Emilia Romagna (10,4%). I trasformatori e i relativi impianti si localizzano prevalentemente in Emilia-Romagna (30,4% e 26,1%) e Lombardia (20,9% e 22%).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here