(Sesto Potere) – Modena – 28 gennaio 2021 – Nominato il primo consiglio di amministrazione del “Consorzio Tutela Lambrusco”, la nuova realtà sovraprovinciale nata dalla fusione dei consorzi di tutela di Modena, Reggio Emilia e del Reno, per una produzione annua complessiva di 42 milioni di bottiglie.

Con la nomina del cda, il nuovo Consorzio è pienamente operativo e può ora lavorare a beneficio di otto denominazioni, quattro delle quali (Grasparossa di Castelvetro doc, Sorbara doc, Salamino di Santa Croce doc e Modena doc) fanno riferimento alla nostra provincia. Il via libera alla nascita del Consorzio Tutela Lambrusco era giunto il 28 settembre scorso dalle assemblee dei soci del “Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena”, “Consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa” e “Consorzio di Tutela Vini del Reno Doc”.

Il pronunciamento era stato unanime e da lì è partito il percorso che ha portato all’insediamento del primo cda, alla cui presidenza è stato chiamato Claudio Biondi, già presidente del Consorzio di tutela del Lambrusco di Modena.

«Siamo di fronte a un risultato storico per la tutela e valorizzazione di un prodotto che rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio, fonte di reddito per migliaia di produttori e lavoratori impegnati sia in campagna che nelle strutture di trasformazione – commenta Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative Modena, vicepresidente della Cantina di Carpi e Sorbara e componente del cda del Consorzio Tutela Lambrusco – Insieme alle nostre cantine abbiamo intensamente lavorato in questi anni per giungere alla costituzione di una realtà che andasse a rafforzare il “sistema Lambrusco”, i suoi primati e le sue possibili ulteriori affermazioni».

«La nascita e l’avvio delle attività del nuovo consorzio interprovinciale è un evento di straordinaria importanza, – aggiunge Daniela Vaschieri, responsabile settore vino di Confcooperative Modena, vicepresidente della Cantina Settecani di Castelvetro e componente del cda del consorzio – Sancisce non solo il superamento definitivo di campanilismi che si erano comunque stemperati nel tempo, ma apre inedite prospettive di lavoro in materia di tutela e promozione, unendo energie e risorse a favore di strategie comuni sui mercati italiano ed esteri. Il procedere su linee comuni sulle denominazioni rappresentate consentirà anche alle 60 cantine aderenti di affinare le proprie specifiche strategie commerciali e di marketing, inserendole in un contesto di azioni più efficaci in termini di promozione delle nostre doc».

Oltre a Piccinini e Vaschieri, del primo cda del Consorzio Tutela Lambrusco fanno parte, tra gli altri, anche Dante Chiletti (Cantina Formigine Pedemontana), Lauro Coronati (Cantina di S. Croce di Carpi) e Marco Veroni (Cantina di Carpi e Sorbara).